Domenica, 24 Ottobre 2021
Politica

"In 2 anni a Roma aumentati i rifiuti perché diminuita la differenziata"

Così l'assessore regionale Massimiliano Valeriani: "Non c'è una volontà accusatoria, ma è fondamentale sapere se Roma conferma le sue stime previsionali"

A Roma la produzione dei rifiuti indifferenziati è aumentata perchè è diminuita la raccolta differenziata. A dirlo è l'assessore ai Rifiuti della Regione Lazio Massimiliano Valeriani, ieri intervenuto in Consiglio Regionale. "Non un atto d'accusa", specifica Valeriani. I dati che però porta a supporto della sua tesi restituiscono un attacco molto forte all'attuale gestione capitolina. 

"Ogni giorno da molti mesi i conferimenti nei tmb superano la media delle 3100 tonnellate al giorno- ha detto Valeriani- Nel 2017 la media giornaliera dei rifiuti indifferenziati di Roma conferiti negli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) era inferiore alle 3.000 tonnellate e nel 2016 venivano conferite poco più di 2700 tonnellate al giorno. In due anni i rifiuti indifferenziati di Roma sono cresciuti di oltre il 10% e questo non trova corrispondenza con un aumento dei flussi turistici, dei consumi delle famiglie o con crescite demografiche della popolazione. Questo aumento appare inspiegabile se non con una riduzione dei flussi della raccolta differenziata". 

Roma "produce il 60% dei rifiuti urbani della Regione e nel suo territorio risiede oltre il 50% della popolazione del Lazio. La Regione non può prescindere dal pianificare il ciclo dei rifiuti senza tenere conto soprattutto di quelli prodotti a Roma, chi lo teorizza si illude oltre a non essere giusto. Attualmente a Roma la raccolta differenziata è ferma al 44,5%. Negli ultimi mesi la Capitale è andata spesso in sofferenza nella raccolta dei rifiuti, con ricadute negative su igiene e decoro urbano- ha proseguito- Senza alcuno spunto polemico ma con serena oggettività, non possiamo sottacere la preoccupazione per la forte sofferenza della raccolta differenziata nella Capitale del Paese".

L'assessore ha ribadito che "in questo non c'è una volontà accusatoria ma è chiaro che la pianificazione regionale di fabbisogno, trattamento e smaltimento dei rifiuti dipende indissolubilmente da ciò che accade a Roma, ed è fondamentale sapere con certezza se Roma conferma tutte le sue stime previsionali, se entro il 2021 avrà diminuito di 200mila tonnellate all'anno i rifiuti prodotti a Roma, passando dalle attuali 1,7 mln di tonnellate a 1,5 milioni, e se si raggiungerà il 70% di raccolta differenziata nel 2021, riducendo i rifiuti indifferenziati a soli 450mila tonnellate l'anno anzichè il milione di oggi. Non è una questione politica ma aritmetica, perchè il piano deve dare risposte legate al fabbisogno creato dalle quantita' dei rifiuti indifferenziati. Il 2021 non e' lontano e il 2018 indica che il fabbisogno di trattamento e smaltimento dei rifiuti indifferenziati di Roma e' addirittura cresciuto. Resta quindi imprescindibile affrontare una fase di transizione per programmare scelte idonee e impedire nuove emergenza ambientali che finiscono per gravare sull'intera collettivita' regionale". 

Pertanto "quanto più spinte saranno le politiche di riduzione dei rifiuti da trattare e smaltire tanto più sarà possibile ridurre il fabbisogno degli impianto di smaltimento finale e sara' meno complicato ricercare gli equilibri necessari a un'equa redistribuzione dei carichi ambientali tra i diversi territori della nostra Regione- ha concluso Valeriani- Non può essere sostenibile per nessuno che il comune piu' popoloso, piu' vasto e che produce la maggior parte dei rifiuti non voglia affrontare questo tema nè prendersi la responsabilità. Ciascuno deve concorrere della propria parte altrimenti si innesca un meccanismo di chiusure municipalistiche". 
 

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