Rom, sopralluogo a Candoni e Castel Romano: "Spreco enorme di soldi pubblici"

Cosi il capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola: "Abbiamo documentato i gravi sprechi di risorse pubbliche relativi al servizio di vigilanza e guardiania, inesistente, e le condizioni di vita nei campi"

Campo Candoni

Candoni e Castel Romano. Due maxi villaggi 'attrezzati' del piano nomadi firmato Alemanno. Due soluzioni abitative fortemente attaccate dalle forze politiche che al tempo sedevano negli scranni dell'opposizione. E che oggi con un sopralluogo sembrano confermare stesse critiche e stesse problematiche. La visita nei due campi è stata effettuata dal capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola. "Abbiamo documentato i gravi sprechi di risorse pubbliche relativi al servizio di vigilanza e guardiania e le condizioni di vita nei campi".

"Non sussiste nessun controllo all’ingresso e all'uscita dei villaggi attrezzati - spiega Peciola - appare evidente lo sperpero di risorse pubbliche che dovrebbero essere destinate al potenziamento dei servizi di scolarizzazione e per interventi di integrazione socio-abitativa e lavorativa delle comunità rom. Questo servizio di guardiania rappresenta una spesa per l’amministrazione di Roma Capitale che appare del tutto sproporzionata e inutile, come denunciano da tempo le associazioni e i movimenti".

"Risulta evidente anche il fallimento delle politiche degli sgomberi di Alemanno che ha prodotto come risultato il concentramento forzoso di comunità diverse tra loro all’interno di mostruosi mega campi. Le condizioni igienico sanitarie e di vita all'interno dei villaggi sono critiche. Il villaggio di Candoni (a Magliana vecchia, ndr) era stato pensato per circa 500 persone, invece attualmente ne ospita quasi 1300".

Proprio da Candoni gli abitanti hanno testimoniato le condizioni di vita dell'area, con una lettera fatta arrivare in redazione lo scorso novembre. "Viviamo in questo campo dal 2001 e negli ultimi anni siamo diventati 1300, più di quanto il villaggio possa ospitare, dopo lo spostamento della comunità di Casilino 900". Uno spazio troppo ristretto a cui si aggiungono "i continui allagamenti nelle aree comuni del campo e la fornitura della corrente elettrica che non viene garantita, soprattuto nelle ore notturne, con notevoli disagi per i bambini al freddo e senza acqua calda per lavarsi prima di andare a scuola". 

E anche a Castel Romano Sel denuncia un quadro ancora più preoccupante. "In questo campo già risiedevano quasi mille persone, e dopo i trasferimenti di una parte delle famiglie provenienti da La Martora e Tor de’ Cenci, al momento risultano quasi 1500 persone. Il villaggio di Castel Romano è  poi scollegato da tutto, da almeno quattro anni e' stata soppressa la fermata della Cotral per Roma, rendendo impossibile ogni percorso di integrazione".

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Da qui l'intenzione di relazionare "all'assessore competente (Politiche Sociali, ndr) quanto documentato" e la richiesta di aprire un tavolo permanente con tutte le associazioni e cooperative "per migliorare le condizioni presenti ed individuare strategie per superare un modello, quello dei campi, che Alemanno ha rilanciato e ampliato. Siamo a disposizione per sostenere il prezioso lavoro che l'assessore sta compiendo". 

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