Rom, un altro sgombero per le famiglie di Val d'Ala: notte nel Municipio a piazza Sempione

"Si è trattato di un provvedimento straordinario" hanno dichiarato in nota il minisindaco Paolo Marchionne e l'Assessore alle Politiche Sociali del III Municipio Eleonora Di Maggio. Forse oggi la soluzione alloggiativa

La scorsa notte hanno dormito dentro il Municipio di piazza Sempione, "che ha dato ospitalità a donne incinta e minori con rispettivi nuclei familiari". Dove andranno la prossima non è chiaro. A quanto pare l'assessorato capitolino alle Politiche Sociali si sta muovendo per trovare un alloggio alternativo. Entro oggi la situazione dovrebbe risolversi. 

Il condizionale però è d'obbligo, visto che i quaranta cittadini rom, con neonati e anziani al seguito, stanno rimbalzando da un posto a un altro ormai da 48 ore. Sgomberati da Val d'Ala, accampati sotto l'assessorato di viale Manzoni, poi di nuovo a Val d'Ala, poi a piazza Sempione con tanto di notte trascorsa nell'androne del Municipio. Una situazione grottesca diventata emblema, per le associazioni che difendono i diritti della comunità, di una generale malagestione del problema denunciata in più occasioni.  

LA CRONACA DEI FATTI - Si comincia mercoledì 9 luglio, alle 7 e 30 del mattino, nella Riserva Naturale della Valle dell’Aniene. Le ruspe travolgono le baracche sotto la stazione ferroviaria di Val d'Ala e le famiglie vengono allontanate dall'insediamento. Sul posto l'associazione 21 Luglio, Amnesty International e il III Municipio con Eleonora Di Maggio, assessore alle Politiche Sociali del parlamentino. Già a metà mattina sono tutti in viale Manzoni, dove si attende un tavolo di discussione con le istituzioni capitoline. 

Il Comune ha previsto una soluzione alloggiativa alternativa per le famiglie allontanate? L'unica possibilità presuppone la divisione dei nuclei familiari, uomini da una parte, donne e bambini dall'altra, ma il rifiuto è immediato. Nessuna famiglia si vuole separare. Così dopo ore di attesa accampati sotto la sede dell'assessorato con le associazioni al tavolo delle trattative, la scelta è obbligata: tornare a Val d'Ala. L'intenzione è quella di ricostruire le baracche, lì, dove le macchine le hanno rase al suolo poche ore prima. 

DA VAL D'ALA A PIAZZA SEMPIONE - Le famiglie dormono lì, recuperando qualche oggetto salvato alle ruspe, vecchi materassi di fortuna. Ma al mattino riecco le pattuglie della Municipale, pronte ad allontanarli di nuovo per consentire la bonifica dell'area. Da qui si va a piazza Sempione, sede del parlamentino, dove 21 Luglio e Amnesty proseguono il dialogo con Municipio e Comune, nel tentativo vano di trovare una soluzione, già ieri sera. Non serve a molto. I rom passano la notte nell'androne del Municipio. 

"Si tratta di un provvedimento straordinario, ma assolutamente necessario per garantire condizioni minime di sicurezza ai bambini e assisterli" dichiarano in nota il minisindaco Paolo Marchionne e l’Assessore alle Politiche Sociali Eleonora Di Maggio. Ma tutti assicurano che la soluzione arriverà il giorno dopo (oggi, ndr), perché il Comune ci sta lavorando. 

"Dalla Giunta Capitolina sono arrivate notizie positive circa lo stanziamento di risorse per la copertura dei servizi sociali municipali, grazie al lavoro del Sindaco Ignazio Marino -proseguono dal municipio - allo stesso tempo è stato deliberato anche lo stanziamento di ulteriori 4 milioni di euro per il Dipartimento Politiche Sociali, siamo convinti che oggi l’Assessore Rita Cutini potrà far fronte alle sue competenze istituzionali circa l’accoglienza delle 39 persone provenienti dall’insediamento spontaneo di via Val d’Ala, in attesa da due giorni di una soluzione”. Vedremo. 

"DIRITTI VIOLATI" - Intanto le associazioni per i diritti dei rom non risparmiano attacchi all'amministrazione Marino, sotto tiro sul tema da inizio mandato. Sul banco degli imputati la reiterazione di procedure già attuate dall'ex governo Alemanno, e già duramente attaccate dalle associazioni, quali l'attuazione di "sgomberi forzati" e la reiterazione della logica dei campi.     

Quel che si è contestato delle operazioni di Val d'Ala ha riguardato essenzialmente le modalità di intervento, che stando alla denuncia di Amnesty e 21 Luglio, non avrebbero rispettato le garanzie procedurali in materia di sgomberi, previste dal Comitato sui diritti economici, sociali e culturali delle Nazioni Unite. A mancare "sia la consultazione con gli interessati che una notifica formale", che, l'abbiamo visto, una soluzione alternativa. E, forse, tra gli uffici competenti, coordinamento e organizzazione.  

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