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La struttura della discordia in zona Aurelio

La struttura della discordia in zona Aurelio

Rom sgomberati e portati nel Covid hotel, il Comune dopo la diffida ci ripensa e li trasferisce

D'Amato: "Eravamo nel giusto e se non fossimo intervenuti si sarebbe creata una situazione di difficile gestione e convivenza con persone positive in quarantena"

I furgoni con la scritta SOS (sala operativa sociale) sono tornati all'ombra del Cupolone, stavolta per fare il tragitto inverso. Se ieri infatti all'Aurelio i mezzi del Comune hanno portato e lasciato i rom nella struttura per quarantene, oggi, dopo la lite con la regione e la diffida che l'Asl ha fatto pervenire al Comune, sono tornati per riprenderli. Il gruppo di 20 persone, tra cui 15 bambini, è stato diviso in due gruppi: alloggeranno in altre strutture reperite dal Campidoglio, in attesa di poter ottenere una sistemazione in una casa popolare (alcuni hanno i punteggi molto alti e quindi spetta loro di diritto) o in co-housing come annunciato ieri dalla sindaca di Roma Virginia Raggi. 

La lite tra Comune e Regione si risolve quindi con l'ente guidato da Virginia Raggi costretto dai fatti a fare marcia indietro e ad ammettere le proprie colpe. Soddisfatto l'assessore regionale Alessio D'Amato: “Prendo atto della nota della struttura ricettiva Covid che dichiara che ‘non è più presente alcuna persona proveniente dal campo di Castel Romano’ e che ‘la modalità di invio da parte del Comune di Roma non era conforme ai protocolli operativi e che loro erano stati tratti in errore dalla mail inviata dallo stesso Comune di Roma’". D'Amato quindi conclude: "Eravamo dunque nel giusto e se non fossimo intervenuti si sarebbe creata una situazione di difficile gestione e convivenza con persone positive in quarantena". 

Una lite, quella tra regione e comune, in cui si inseriscono le polemiche della Lega che hanno come bersaglio soprattutto la prima cittadina. La consigliera regionale Laura Corrotti: "L’evoluzione della situazione dello sgombero dei rom di Castel Romano evidenzia come quella di ieri sia stata solamente una scelta della Raggi dettata da tempistiche elettorali per poi inserirli, senza avvertire la Regione Lazio e la Asl di competenza, in una struttura nel cuore di Roma destinata all’isolamento Covid che si traduce così in un voler prendere ulteriore tempo prima di assegnare alloggi a loro destinati.
Una scelta che va chiarita il prima possibile, che preoccupa i cittadini e mette in allarme coloro che sono già in isolamento nella stessa struttura".

Parla di lite indecorosa il candidato sindaco Carlo Calenda: "Ma parlarsi prima, no? Non è decoroso, in piena pandemia, 'litigare' pubblicamente tra Istituzioni su cosa accade nei Covid hotel. Ed è impensabile non sapere con certezza cosa succede o chi c'è all'interno di queste strutture".

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