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Campo rom a Roma, immagine d'archivio

Campo rom a Roma, immagine d'archivio

I rom nelle province del Lazio dopo il flop del piano, da Rieti a Viterbo è rivolta contro Raggi

Proteste di sindaci e opposizioni contro la sindaca M5s. Tutti contro il bando di gara indetto per cercare strutture di accoglienza anche fuori dalla Capitale

Trasferire i rom dai campi a centri di accoglienza da reperire (anche) fuori Roma? Sindaci e opposizione di centrodestra non ci stanno e attaccano la sindaca Virginia Raggi per un bando di gara pubblicato prima di Natale e rivolto all'accoglienza delle famiglie rom. Dopo le polemiche montate sul territorio romano, ora le voci contrarie si levano dalle province. 

L'amministrazione M5s cerca infatti associazioni che abbiano a disposizioni alloggi non solo a Roma ma anche nelle altre province del Lazio, per 24 mesi, e che in parallelo offrano un percorso di accoglienza per i nuclei familiari (qui i dettagli). Un provvedimento che non solo sancisce il fallimento del precedente piano rom licenziato nel 2017, un pacchetto di misure che avrebbero dovuto portare entro il 2021 alla chiusura dei campi, ma sta alimentando proteste fuori dalla Città eterna. 

Ecco perché il piano rom di Raggi è un fallimento

"La Città Metropolitana si ricorda di noi solo quando si tratta di delocalizzare discariche, impianti per rifiuti, attività inquinanti varie oppure hub per immigrati ed altre potenziali bombe sociali" tuona il sindaco leghista di Civitavecchia Ernesto Tedesco. Il suo comune rientra nel lotto 3 del bando di gara. "Il suggerimento è quello di sottrarre una volta per tutte la nostra città dalla morsa soffocante di Città Metropolitana e fondere il nostro territorio con la provincia di Viterbo. Se chi governa Roma sfrutta questo territorio senza dare nulla in cambio e peraltro senza coinvolgerlo quando si pensa a progetti controversi, allora tanto vale avviare finalmente un dibattito in tal senso".

"Siamo di fronte all’ennesimo fallimento del sindaco di Roma Virginia Raggi - attacca il coordinatore della Lega per la Provincia di Rieti, Paolo Mattei - la scelta di spostare gli ospiti dei campi rom nelle diverse province non può che generare preoccupazione e forti perplessità: nell'appalto si parla di una sistemazione temporanea, ma non vorremmo che questo fosse solo un modo per portare queste persone fuori da Roma e lì lasciarle, levandosi il problema di torno, vista l'incapacità di gestirlo". 

Si fa sentire anche il sindaco Fabio Menicacci, del piccolo comune di Soriano nel Cimino, nel Viterbese: "E’ facile risolvere i problemi scaricandoli sugli altri, sullo spostamento dei rom da Roma alle altre province del Lazio non siamo d’accordo". 

Ad alzare la voce anche il deputato, coordinatore della Lega del Lazio, Claudio Durigon. "Senza preavviso e praticamente a caso la Raggi, in vista delle prossime elezioni, ha deciso di spostare gli ospiti dei campi rom di Roma nelle province del Lazio. Un tentativo maldestro di procrastinare il problema scaricandolo ad altri in attesa del voto per poter vendersi in campagna elettorale di aver risolto la cosa. Triste giochino che attesta l'imbarazzo e l'inadeguatezza di una giunta disastrosa". Annunci quelli della sindaca che non sono serviti a nulla secondo Laura Corrotti, consigliera regionale leghista: "Sono ormai anni e anni che esiste il problema dei campi rom nella Capitale e spesi milioni e milioni di euro, tra costi diretti e indiretti tra l’amministrazione Marino e Raggi, ma sempre per soluzioni a breve termine che non hanno però nulla a che vedere con la risoluzione del problema".

Sul tema interviene dalla provincia anche Fratelli d'Italia. "Una cosa assurda, un disperato tentativo dell'amministrazione Raggi di scaricare sulle altre province del Lazio la propria incapacità di gestire l'emergenza rom" afferma il vice portavoce regionale di Fratelli d'Italia Enrico Tiero. "Preoccupa l'assordante silenzio del sindaco di Latina Coletta, difronte ad una procedura che tenta di scaricare sulle province del Lazio tutte le contraddizioni e i problemi irrisolti dalla giunta Raggi - prosegue ancora Enrico Tiero -  è una battaglia che come Fratelli d'Italia porteremo avanti per difendere la nostra città e le intere province di Latina e Frosinone. Allo stesso modo chiediamo al sindaco Raggi di prendersi le proprie responsabilità e risolvere, se ne è capace, i problemi da sola".

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