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La mappa dei roghi tossici, a Roma est il picco: "Intervenga la magistratura"

L'esposto in Procura dei consiglieri di Fratelli d'Italia

Un esposto alla Procura di Roma corredato da una mappa dei focolai dei roghi tossici e dei fumi nocivi che si innalzano quasi quotidianamente nel cielo della città dal centro alla periferia: Roma Est è la zona più colpita, la 'terra dei fuochi' della Capitale, soprattutto per quanto riguarda i Municipi IV, V, VI e VII, con le criticità maggiori riscontrate nei campi Barbuta, Salviati e Salone ma numerose segnalazioni anche dietro al Foro Italico o nelle vicinanze del quartiere Africano. Solo il I Municipio è risparmiato. A presentare il tutto alla stampa sono stati stamattina gli esponenti di Fdi-An, Fabio Rampelli, capogruppo alla Camera dei deputati, Andrea De Priamo, vicepresidente dell'Assemblea capitolina e primo firmatario dell'esposto, Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, i consiglieri comunali Francesco Figliomeni e Maurizio Politi e Rachele Mussolini della lista civica 'Con Giorgia'.

L'obiettivo dell'esposto, ha spiegato De Priamo, "è duplice: chiediamo alla magistratura di aiutarci a capire se ci sono responsabilità e omissioni dal punto di vista degli interventi di Comune, Regione e Governo e anche di verificare l'eventuale esistenza di vere e proprie organizzazioni criminali che lucrano e gestiscono il fenomeno dei roghi tossici". Esposto che, ha sottolineato il consigliere, "abbiamo presentato negli scorsi giorni come Fdi e Con Giorgia nell'ambito della nostra azione di sensibilizzazione su un tema delicato che riguarda la nostra citta' quale sono i roghi tossici che vengono innalzati quotidianamente sia in periferia che sorprendentemente anche in Centro, roghi che fanno riferimento agli insediamenti abusivi ma anche dai campi rom attrezzati e tollerati, nonostante lo smantellamento che chiediamo da anni e la delibera popolare presentata e purtroppo bocciata dal M5S".

Un fenomeno, quello dei roghi, "che oltre a essere un reato di danno ambientale è una questione gravissima per la salute dei romani, perchè i fumi nascino dal bruciare materiale ferroso, plastica e rifiuti che vengono così smaltiti in modo illecito - ha sottolineato De Priamo- grazie all'ascolto che abbiamo portato avanti con tanti comitati, cosi', abbiamo finalmente realizzato una mappatura dei focolai, che non era mai stata fatta. Parliamo di inquinamento del suolo e anche dell'acqua, con un fondato rischio anche di danni ambientali: basta guardare al campo di Salone dove è stata accertata la nocività, come recita il parere di un dirigente della allora Asl RmB"

In attesa della chiusura dei campi, su cui "vedremo se l'amministrazione manterrà la parola data anche se non condividiamo la volontà di dare ai rom più diritti dei romani- ha concluso il primo firmatario dell'esposto- il fenomeno continua a proliferare, diverse segnalazioni sono arrivate anche in questi giorni da Salviati e Barbuta. È evidente che la vigilanza della Polizia locale nei campi non è sufficiente, gli agenti vengono mandati allo sbaraglio: ora basta, non può più essere consentito che questo fenomeno continui sotto il naso delle istituzioni di fronte a un danno gravissimo ai cittadini".

Come ha spiegato Rampelli, "non siamo soliti intasare le Procure, ma su alcuni argomento la misura è colma e dobbiamo chiamare alle proprie responsabilità non solo civili ma penali coloro che inspiegabilmente continuano a voltarsi dall'altra parte. Io sono qui come parlamentare romano ma anche come rappresentante della commissione d'inchiesta sulle Periferie: abbiamo visitato molti campi rom e devo dire che i peggiori che esistono in Italia sono quelli di Roma, con situazioni ampiamente degenerate. 

C'è una impunità manifesta e una tolleranza dichiarata, dal ministro dell'Interno fino alla sindaca Raggi di fronte ad attività palesemente illecite, tanto che viene il dubbio che non ci sia proprio la volontà che alcune categorie di persone vivano nell'illegalità tra roghi tossici, furti, borseggi e scippi per quieto vivere e per tacito accordo, nonostante le nostre centinaia di interrogazioni, mozioni e sopralluoghi". 

Fdi ha presentato l'esposto, ha commentato il deputato, "perchè è indispensabile accertare le responsabilità: come si fa a non intervenire per impedire che la refurtiva o i proventi del rovistaggio o dell'abbandono di rifiuti entrino in un campo nomadi quando si potrebbero anche solo perquisire i mezzi che entrano nei campi? Quale Stato partecipa alle missioni internazionali e va a caccia di Bin Laden e poi non riesce a stroncare un grave danno alla salute dei cittadini e dei bambini, costringendo le famiglie a restare chiuse in casa l'estate per non respirare la diossina, con il conseguente inquinamento di suolo e falde?".

Il ministro Minniti, ha sottolineato Rampelli, "dice che è un fenomeno non troppo esteso e che riguarda solo Roma, Napoli, Torino e in parte Milano, poi dopo una nostra mozione parlamentare si è detto disponibile all'intervento dell'esercito: servono delle pattuglie interforze o l'esercito, o in alternativa si applichi il decreto 'terra dei fuochi' già attivo in Campania"

Si tratta, ha proseguito il parlamentare, "di un fenomeno di cui si sa tutto ma nessuno interviene, un fenomeno non estemporaneo ma facilmente affrontabile perchè è ridotto a tre città e perciò si potrebbe intervenire anche con i droni per prendere in flagranza di reato i colpevoli. Perchè non si fa? A questo punto la Procura deve intervenire per capire se ci sono delle complicità. Se Raggi, Minniti e Gentiloni si voltano dall'altra parte, il procuratore generale non lo farà e tutelerà la salute dei romani".

La Commissione parlamentare convoca il prefetto 

E un altolà sul fenomeno dei roghi tossici è arrivato anche dalla Commissione d'inchiesta sulle periferie. "Come concordato successivamente all'incontro svolto in Commissione con il ministro dell'Interno, Marco Minniti, abbiamo scritto ai sindaci di Roma, Napoli, Torino e Milano e ai relativi prefetti delle medesime città per chiedere di valutare la immediata convocazione dei comitati metropolitani per l'ordine e la sicurezza, recentemente istituiti, ed assumere tutte le iniziative di emergenza eventualmente ritenute necessarie sul tema roghi tossici e di chiedere l'adozione di misure e interventi straordinari anche alle autorità del Governo, come detto dallo stesso ministro". Così in una nota Roberto Morassut, vicepresidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle periferie. 

"In questo quadro - spiega Morassut - martedì 10 novembre la Commissione ascolterà in audizione il prefetto di Roma, la dottoressa Basilone. Tra le popolazioni cresce il disagio per il fenomeno dei roghi tossici e si chiede un intervento dello Stato che deve attivarsi secondo le procedure di legge così come esposte dal ministro in Commissione. I sindaci ed i prefetti - continua - sulla base di accertate e motivate situazioni di particolare degrado e di illegalità o di rischi di traffici criminali, possono chiedere allo Stato misure e interventi straordinari. Certamente Roma è tra le città che, secondo quanto accertato anche dai sopralluoghi della nostra Commissione, vede il moltiplicarsi di roghi dietro i quali appare evidente la presenza di una rete criminale".

"Chiederemo quindi al prefetto di Roma e alla sindaca di riunire immediatamente il Comitato e stabilire col Governo le misure più immediate ed efficaci per ripristinare legalità, vivibilità e sicurezza dei cittadini, dei quartieri e delle famiglie rom -conclude Morassut- che subiscono in alcuni campi la presenza di elementi illegali"


 

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