Comune Roma, Rocca (Fdi-An): "Di Maio infanga 23.000 dipendenti"

"Si scusi immediatamente e se non lo farà spero che qualche dipendente comunale abbia il coraggio di querelarlo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Il Vice Presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio intervenendo nella puntata di Agorà del 15 febbraio ha ribadito per ben due volte un'accusa molto grave all'indirizzo dei dipendenti di Roma Capitale. In un primo intervento ha affermato che un funzionario su quattro è indagato, poi nel corso della trasmissione ha ribadito il concetto senza neanche specificare funzionari, riferendosi quindi a tutti i dipendenti capitolini. Dichiara Federico Rocca responsabile romano enti locali Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale. Conti alla mano i funzionari di Roma Capitali sono all'incirca 4800 quindi secondo Di Maio tra questi ci sarebbero 1200 indagati, se invece facciamo riferimento alla seconda affermazione su 23000 dipendenti gli indagati sarebbero quasi 5800. Dove ha preso Di Maio questi dati? Su quali fonti giudiziarie si è basato? A me non risultano questi numeri, è vero che ci sono dipendenti, funzionari e dirigenti indagati ma i numeri sono di gran lunga inferiori rispetto a quanto affermato dal deputato grillino. Ovviamente nessuno vuole difendere i dipendenti infedeli, anzi, se qualcuno ha commesso dei reati nell'esercizio delle sue funzioni deve pagare e basta, questo però non giustifica nessuno, tanto meno un parlamentare della Repubblica, ad infangare oltre 23.000 dipendenti. Di Maio ha usato tali parole per giustificarsi in merito alla difficoltà che hanno avuto nel trovare bravi dipendenti all'interno dell'Amministrazione, peccato - prosegue Rocca - che Marra e Romeo, che non erano indagati, li abbiano scelti loro per collocarli in uffici di stretta collaborazione del Sindaco, quindi le difficoltà sono da attribuire solamente all'incapacità del M5S di saper selezionare i propri collaboratori. Screditare l'intera categoria non fa bene a nessuno, si mina il rapporto di fiducia e credibilità tra i dipendenti e i cittadini e soprattutto Di Maio con le sue parole alimenta una la cultura del sospetto su tutti in maniera generica e pericolosa. Se vuole essere preciso faccia nomi e cognomi delle persone indagate e/o arrestate, lo deve per rispetto dei tanti onesti lavoratori di Roma Capitale che sono stati ingiustamente tirati in ballo dalle sue accuse. Di Maio si scusi immediatamente e se non lo farà spero che qualche dipendente comunale abbia il coraggio di querelarlo - conclude Rocca - io da parte mia posso offrire a questi dipendenti un supporto legale gratuito per difendere l'onorabilità di tante persone vittime di un sistematico utilizzo della calunnia che da anni caratterizza molte battaglie del movimento.

Torna su
RomaToday è in caricamento