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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Covid, D'Amato "chiude" i ristoranti fino a marzo. La Regione Lazio lo smentisce: "Non esiste nessun provvedimento"

Polemiche per le dichiarazioni dell'assessore, che ha parlato di necessità di mantenere le misure restrittive in vigore almeno fino alla primavera

"Misure restrittive necessarie almeno per altri tre mesi". Lo ha detto l'assessore alla Salute Alessio D'Amato in un'intervista rilasciata a Il Messaggero. Parole che hanno sollevato una bufera di polemiche, tanto da costringere la stessa Regione Lazio a spiegare e chiarire che non vi è nessun provvedimento, a ora, che vada in una direzione simile. 

"La strada è ancora lunga, per continuare ad abbassare la curva serve rigore ancora per almeno tre mesi" ha detto l'assessore, impegnato quotidianamente a ricordare l'importanza di non abbassare la guardia, continuando a rispettare fedelmente le restrizioni imposte. Stavolta però è andato oltre, dando un riferimento temporale senza che vi siano indicazioni di alcun tipo a livello nazionale e suscitando le reazioni di chi dalle restrizioni è più colpito: commercianti e ristoratori. 

"Invece di rassicurare crea ulteriore incertezze al settore - commenta Claudio Pica, presidente di Fiepet Confesercenti Roma e Lazio - quando non è scientificamente dimostrato che il contagio aumenti tenendo bar e ristoranti aperti". E ancora dichiarazioni contro D'Amato sono arrivate anche dai ristoratori di Mio Italia, oggi riuniti per un flash mob alla stazione Termini: "Chiusure fino a marzo? Sarebbe un flagello per centinaia di famiglie".  

Le polemiche poi non sono mancate neanche dall'opposizione. "L'assessore alla Sanita' Alessio D'Amato, incapace di confrontarsi con le opposizioni, decide l'ecatombe del commercio con l'obbligo della chiusura dei locali alle 18 fino alla primavera" commenta Orlando Angelo Tripodi, capogruppo della Lega in regione Lazio. 

Insomma, la Regione è costretta a precisare con un comunicato firmato dal vicepresidente Daniele Leodori. "La Regione Lazio non ha previsto nessuna chiusura dei locali fino a marzo. Stiamo monitorando costantemente i risultati della curva dei contagi a seguito dell'ultimo Dpcm del Governo in vigore fino al 15 gennaio 2021 che speriamo siano confortanti" si legge nella nota stampa. "Solo allora decideremo come intervenire, e non certo autonomamente, ma in sintonia con le altre Regioni e con il Governo come abbiamo sempre fatto. Sicuramente lavoreremo per scongiurare misure ancora più restrittive per i cittadini della nostra Regione già notevolmente messi a dura prova". 

Una quasi rettifica allo stesso assessore regionale, non nuovo a uscite pubbliche non concordate che hanno più volte fatto storcere il naso anche al presidente del Lazio Nicola Zingaretti. Da tecnico taciturno e poco noto D'Amato punta infatti da inizio pandemia a costruirsi un nuovo profilo politico, e troppo spesso non si allinea al Governatore. Da qui screzi e tensioni. Ricordiamo la lite sulle mascherine, quando lo scorso luglio D'Amato parlò di un'ordinanza per renderle obbligatorie all'aperto. Provvedimento che non era assolutamente in agenda. 

Sulle dichiarazioni di oggi, è poi lo stesso D'Amato costretto a precisare. Prima ribadisce: "L'obiettivo è quello di raffreddare la curva dei contagi, la strada è ancora lunga: il Lazio è, con il Veneto, l'unica Regione che in questi mesi grazie agli sforzi di tutti è rimasta in zona gialla. Questo ci ha permesso di difendere la salute dei cittadini e il nostro tessuto economico e produttivo. Ora la permanenza o meno a questo livello dipende esclusivamente dal rigore nei comportamenti e dalla capacità che avremo insieme di contenere il contagio". Insieme, appunto.

"Le valutazioni vengono fatta ogni settimana dall'Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute attraverso il monitoraggio dell'RT e di altri parametri" precisa. "Eventuali misure riguardo le attività produttive ed economiche sono assunte dal Governo a livello nazionale sulla base di questi parametri. Per quanto riguarda l'emergenza sanitaria la strada è ancora lunga e dobbiamo continuare a raffreddare la curva dei contagi se vogliamo evitare una terza ondata".
 

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