Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Fase 2, intervista all'assessore Cafarotti: "Così il Comune aiuta bar e ristoranti a ripartire"

Dall'ampliamento delle concessioni di suolo pubblico alla sospensione della Cosap alla trattativa con il Governo centrale per l'abbattimento della Tari relativa ai mesi di lockdown

L'assessore Carlo Cafarotti (Foto Ansa)

"Asporto e delivery? Potrebbero rappresentare uno stile di consumo nuovo, ho visto molti ristoratori che si stanno reinventando". L'assessore al Commercio Carlo Cafarotti è ottimista. Nella fase 2 di bar e ristoranti, al di là delle riaperture effettive che avverranno salvo sorprese a metà mese, quando si tenterà di ripartire con il servizio al tavolo seppur tra mille nuove regole, vede comunque "grosse potenzialità".

Certo il danno al settore lasciato dal coronavirus è innegabile e di proporzioni enormi. Il Campidoglio è ancora a lavoro per aiutare, ma i margini di movimento sono pochi: lo stop alla tassa per l'occupazione di suolo pubblico nel 2020 e l'aumento di metratura per i tavolini all'aperto i due assi di intervento principali. L'abbattimento della tassa sui rifiuti per il periodo del lockdown? "Raggi sta trattando con il Governo centrale e l'Anci" spiega l'assessore. Mentre su una possibile sospensione delle ordinanze estive, quelle che limitano la somministrazione delle bevande alcoliche dentro e fuori dai locali preferisce non pronunciarsi: "Valuteremo a giugno". 

Assessore, lunedì sono ripartiti i ristoranti con take away e consegne a domicilio. Secondo dati della Confesercenti ci ha provato solo uno su cinque. C'è chi teme di non riuscire a risollevarsi. Che idea si è fatto di questo inizio di fase 2?

Personalmente ho visto invece anche ristoratori che si stanno reinventando, mi ha sorpreso vedere locali anche stellati mettersi a fare il servizio da asporto. Lo trovo uno stile di consumo nuovo e con buone potenzialità. Certo, parliamo solo di una mitigazione del danno. 

Quali misure ha messo in campo il Comune invece per aiutare il settore?

Stiamo lavorando all'ampliamento dei tavolini all'aperto fino al 35% in più, sia per ragioni sanitarie che economiche, per sopperire ai posti persi all'interno con il distanziamento. Poi il dipartimento lavora all'esenzione della Cosap (tassa per occupazione del suolo pubblico) per i restanti mesi del 2020. 

E chi l'ha già pagata?

Valutiamo se dare magari un credito vantabile sull'anno successivo. La formula da adottare è allo studio della Ragioneria contabile. 

Torniamo ai tavolini. La delibera deve ancora arrivare in Consiglio. Comitati e associazioni hanno protestato e parlato di pericolo "deregulation" nel settore, oltre che di deroga alle normative sulla sicurezza stradale. 

Si tratta di ampliamenti temponeranei, validi fino al 31 dicembre 2020, poi si torna alle metrature precedenti. Per quanto riguarda le normative la legge è legge, il codice della strada non può certo essere ignorato. Ma di criteri di vincolo ce ne sono una trentina, molti aggiunti per ragioni di decoro urbano, penso ad esempio alla distanza dalle vetrine. Questi verranno ridotti tramite un tavolo tecnico al quale parteciperanno Polizia locale e Beni culturali. 

Se le modifiche fossero meno impattanti del previsto, potreste valutare di mantenere criteri meno stringenti per le concessioni anche oltre il 2020?

L'Assemblea capitolina ci aveva già dato mandato di rivedere i Pmo (piani di massima occupabilità), riprenderemo il ragionamento in tale senso fuori dall'emergenza. Certo quel che verrà dal nuovo riordino sarà oggetto di discussione, ma i provvedimenti presi in via emergenziale devono restare tali. 

Questo per chi ha tavolini. Per chi non li ha, restando nell'alveo dei contributi locali, si può pensare a un abbattimento della Tari (tassa rifiuti) per i mesi del lockdown nei quali il servizio non è stato effettuato?

Questa è una discussione che viene fatta in sede Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e la sindaca Raggi sta portando avanti una trattativa complessiva perché gli enti locali vengano dotati delle coperture finanziarie necessarie. La questione purtroppo per quanto opportuna deve fare i conti con l'equilibrio finanziario dell'ente, che non può andare in deficit. 

Altra richiesta avanzata da un nutrito gruppo di esercenti: una maggiore elasticità sugli orari di somministrazione delle bevande alcoliche, con eventuale sospensione delle ordinanze estive. È un'istanza valutabile?

La situazione è molto delicata, ne parleremo a giugno quando avverrà la riapertura effettiva. Dobbiamo avere il tempo di guardare ai numeri e a cosa accade effettivamente in città. Preferisco non anticipare niente in merito. 


 

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