menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Riserva Acquafredda, la commissione regionale stralcia il cemento ma apre ad attività 'non agricole'

Stralciata la 'scheda 9' che prevedeva edificazione di 180mila metri cubi. Soddisfatti Novelli (M5S) e Patanè (Pd). Allarme dei Verdi: "Nuovo pericolo, un emendamento cambia vocazione del parco"

Stop all’edificazione all’interno della Riserva naturale di Acquafredda ma via libera ad attività diverse da quella agricola. La commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio ha approvato ieri il Piano di assetto della riserva naturale che sorge lungo l’Aurelia, all’interno del tracciato del Gra con una serie di emendamenti. Il più atteso, sul quale si è espresso un appoggio trasversale, riguarda l'abrogazione della ‘scheda 9’ che avrebbe permesso di edificare oltre 180mila metri cubi su terreni di proprietà dell’Apsa (l’Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica) all’interno del parco. La presenza della scheda 9 all’interno del piano approvato dopo un lungo iter burocratico dalla Giunta Zingaretti nel settembre del 2020 aveva sollevato le polemiche dei Verdi.

L'attività agricola potrebbe, però, non essere comunque l'unica attività consentita all'interno della riserva. Uno degli emendamenti presentati da Valerio Novelli, consigliere regionale M5s e presidente della commissione, approvati nel corso della seduta di ieri riguarda infatti la possibilità di diversificare l’attività agricola all’interno dell’area, sulla base della legge 14 del 2006. Per esempio, potrà essere realizzata una fattoria didattica o un agriturismo, anche se non potrà superare il 10 per cento dell’attività principale e non potrà svilupparsi oltre un ettaro. 

“Con l’ok al provvedimento arriviamo al quinto piano d’assetto approvato dalla Commissione presieduta dal M5S e al quinto monumento naturale che viene istituito in questa legislatura”, commenta Novelli. “Entrando nel merito è stato approvato un atto che da un lato mette un freno alle speculazioni edilizie e dall’altro guarda allo sviluppo sostenibile dell’area”, continua Novelli. “Abbiamo messo le basi per consentire agli imprenditori agricoli di diversificare la propria attività nel rispetto della tutela dell’area verde”. 

A esprimere soddisfazione anche Eugenio Patanè, consigliere Pd e componente della commissione: “Possiamo annunciare che nuovo piano non prevede nuove cementificazioni”, ha dichiarato. “A giugno come Pd avevamo preso un impegno con i cittadini che abbiamo mantenuto. La battaglia sul tema del Parco dell'Acquafredda però non finisce qui: ora dobbiamo, da un lato sventare la compensazione illegittima dei 210.000 metri cubi voluta dalla Giunta Alemanno, e dall'altro realizzare le infrastrutture ambientali al servizio del parco che il piano prevede”.  In primis, prosegue il consigliere, “la realizzazione della Casa del Parco che sarà realizzata nel Casale al numero 143 di Via dell'Acquafredda, di proprietà del Comune di Roma, e per la quale con un mio emendamento abbiamo stanziato nel bilancio circa 150mila euro per la sua riqualificazione”.

Nando Bonessio, portavoce Regionale di Europa Verde, annuncia che la battaglia non è finita: “Ce l’abbiamo fatta, il Capitolo di San Pietro, non potrà più realizzare il progetto di speculazione immobiliare dentro l’area di pregio", dichiara. "La nostra battaglia però proseguirà perché ora un altro pericolo incombe: il presidente della commissione Novelli ha presentato e fatto approvare una serie di emendamenti che potrebbero rendere comunque possibile la cementificazione dell’area, attraverso l’utilizzo di un cavillo legale che cambia la destinazione del parco da 'agrosilvopastorale' in 'rurale aziendale'. In questo modo si introduce nuovamente la possibilità di realizzare alberghi e strutture ricettive. Anche operatori non appartenenti alla filiera agricola potranno avanzare proposte che, nel settore del nel turismo rurale, comprendono anche la realizzazione di strutture per attività ricettive alberghiere. Questo francamente non ci sembra sostenibile e finirà per snaturare la peculiarità agricola della riserva naturale. Non vogliamo essere allarmisti ma nemmeno  ingenui, l’emendamento è scritto da mani esperte: Novelli si è assunto una responsabilità politica enorme". 

Nelle prossime settimane il Piano di assetto passerà in Consiglio regionale. I Verdi annunciano battaglia.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
De Magna e beve

Dove mangiare i 5 supplì più buoni di Roma, rigorosamente "al telefono"

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento