Risciò legali, M5s lavora al regolamento: un bando per le licenze e mappa delle aree off limits

Le nuove norme in una bozza di delibera che passerà dalla Commissione e dell'Aula. Stefàno: "Il servizio deve essere regolarizzato"

Risciò legalizzati. Non più abusivi, non più multabili con il solo mezzo d'emergenza dell'ordinanza sindacale, inseriti all'interno di una nuova griglia di regole al vaglio del Campidoglio. Per le carrozzette a pedali, quelle accalappia turisti, ci sono novità. Per lo più gestite da cooperative sociali di ex detenuti, a partire da un progetto dell'ex giunta Alemanno che puntava al reinserimento sociale tramite un'occupazione temporanea, quello dei risciò si è trasformato in business. Ma si posiziona in una zona grigia sul piano normativo: senza targa per le multe quando vengono pizzicate in contro mano o in divieto di sosta, senza licenza da Ncc (Noleggio con conducente) anche se nei fatti offrono un servizio molto simile, sono stati tacciati di concorrenza sleale da tassisti e botticelle (i colleghi con le carrozze a trazione animale). E "cacciati" dalle aree monumentali dove normalmente attendono i clienti, specie in via dei Fori Imperiali, a suon di provvedimenti del sindaco, di proroga in proroga, tra un ricorso al Tar e l'altro. Ma la musica potrebbe cambiare. 

Del 7 maggio la proposta di delibera a firma dei consiglieri M5s Enrico Stefàno, Annalisa Barnabei, e Pietro Calabrese. Una bozza di regolamento che ancora deve passare sia in commissione Mobilità - ci arriverà a fine luglio - che dall'Aula. Ma i punti salienti sono nero su bianco: la pubblicazione di due bandi per il rilascio delle licenze, uno per i velocipedi a pedali, l'altro per le motocarrozzette. Chi vuole partecipare dovrà attestare una serie di requisiti: dall'iscrizione alla Camera di Commercio alla certificazione anti mafia, a quella di idoneità rispetto alle prescrizioni del Codice della Strada. Poi toccherà capire dove i nuovi risciò legali potranno o non potranno circolare. 

I paladini del decoro del Centro storico, nonché critici nei confronti di un mezzo di trasporto privo di cornice normativa certa di riferimento, si aspettano di non vedere più la fila di noleggiatori che staziona fissa davanti al Colosseo. Ma sarà la giunta con un'apposita deliberazione a stabilire sia la mappa delle zone permesse e vietate che il numero di licenze da rilasciare. Per quanto riguarda invece le tariffe, resta la libera contrattazione tra utente e titolare. 

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"Non deve passare il messaggio di una sorta di condono. Si tratta semplicemente di una necessaria regolamentazione di un servizio" spiega il presidente della Mobilità Enrico Stefàno. Necessaria, si legge nel testo della bozza di delibera, "a garanzia della sicurezza dell'utenza, dei cittadini e dell'ordine pubblico in genere". E sul numero di mezzi permessi, spiega il presidente grillino, si ipotizza una stretta: "Potrebbero essere in quantità inferiore rispetto alle vetture ora in servizio". Aspetti da definire e da partorire in giunta. Al momento il testo è all'esame dei municipi che esprimeranno il parere (non vincolante). Poi andrà in Commissione capitolina. E in Assemblea, con ogni probabilità, non prima dell'autunno. Proteste permettendo.

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