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Riqualificazione del Tevere, il Comune bussa alla Regione: “Insieme per il rilancio della riva destra”

Per il tratto compreso tra ponte Testaccio e ponte Milvio si punta ad una sinergia: obiettivo valorizzare le banchine

Il caso della ciclabile sul Tevere ha fatto scuola. Per rilanciare le sponde del fiume, serve una visione d’insieme. Occorre concordare sugli obiettivi e sugli interventi da mettere in campo. Per riuscirvi bisogna sedersi attorno ad un tavolo. Ed è esattamente quanto ha chiesto di fare il Comune.

La proposta del Campidoglio

“Roma Capitale ha inviato una richiesta alla Regione Lazio, e a tutti gli enti di competenza, per l'istituzione di un tavolo di lavoro per la valorizzazione della riva destra del Tevere” hanno fatto sapere gli assessori capitolini Pietro Calabrese e Lorenza Fruci. Il tratto interessato è quello compreso fra ponte Testaccio e ponte Milvio, su cui ad esempio affaccia Trastevere.“ L'obiettivo è condividere un percorso comune per la rigenerazione urbana delle banchine così da svilupparne le molteplici potenzialità d'uso in tutti i periodi dell’anno, nel quadro complessivo dell'ambito fluviale e della relativa cornice storico-architettonica e sociale”.

Rilanciare la riva destra del Tevere

La richiesta inoltrata dal Comune, è rivolta solo alla riva destra. Una scelta che ha una motivazione ben precisa. Esiste infatti già un progetto relativo all’altra sponda, ed è stato presentato al Governo dalla Soprintendenza Speciale di Roma. Redatto di concerto con il Campidoglio ed è finalizzato alla realizzazione del programma “Roma Caput Mundi in riva sinistra del Tevere”.  

Dal momento che esiste già un progetto per la sponda su cui affaccia Testaccio, il Comune ha avanzato la proposta di definire un nuovo assetto anche per la riva opposta, quella destra “così da garantire uno sviluppo organico e armonico delle due sponde” hanno spiegato l’assessore alla mobilità Pietro Calabrese e l’assessora alla cultura Lorenza Fruci.

I fondi per rendere il Tevere navigabile

 La riqualificazione di quella riva, nelle intenzioni dell'amministrazione, “dovrà comunque tenere conto del progetto del Ministero delle insfrastrutture e della mobilità sostenibile (MIMS) e della Città Metropolitana di Roma Capitale per la navigabilità del fiume dalla foce a Castel Giubileo”. Nell’ambito dei fondi stanziati con il Recovery Plan, il Ministero ha infatti chiesto al governo 300 milioni di euro che servono a realizzare opere infrastrutturali per la navigazione e l’attracco, ma anche per interventi di bonifica e messa in sicurezza della banchine.

I progetti da sviluppare

Il proposito di sfruttare il Tevere sul piano della navigabilità, d’altra parte, sta riscontrando sempre più attenzione. Ci sono progetti, come quello del Tiber Metro, che puntano infatti ad utilizzare il fiume come infrastruttura di trasporto pubblico. Ancora sono fermi ad uno studio di fattibilità, ma per procedere è necessario anche decidere come investire per il rilancio del principale corso d’acqua della Regione. Cosa che chiama in causa anche una riflessione su ciò che s'intende fare sulle sue sponde. Anche perchè, Calabrese e Fruci, hanno ricordato che da ponte Garibaldi a ponte PASA c’è anche l’ipotesi di realizzare “un primo ramo di infrastruttura tramviaria sul Lungotevere”. In definitiva, i progetti non mancano. Adesso è necessario mettersi attorno ad un tavolo per stabilire quali sviluppare. Ne vale della riqualificazione della riva destra del Tevere.


 

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