menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
L'ex scuola di via Cardinal Capranica

L'ex scuola di via Cardinal Capranica

Campidoglio, ok alla riqualificazione di tre ex scuole: alloggi e servizi per famiglie in difficoltà abitativa

Si tratta dell’ex asilo nido di via Tarso a San Paolo e delle ex scuole di via Cardinal Capranica a Primavalle e di via Sorel al Collatino

Riqualificare immobili in disuso da destinare ad accoglienza per famiglie in disagio abitativo, anche con forme sperimentali di coabitazione, e a poli sociali a servizio della cittadinanza. È l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta di Virginia Raggi che coinvolge tre stabili del territorio capitolino: l’ex asilo nido di via Tarso, a San Paolo nell’VIII municipio, l’ex scuola Don Calabria di via Cardinal Capranica, a Primavalle nel XIV municipio, dove fino allo sgombero del 15 luglio 2018 hanno abitato oltre un centinaio di famiglie, ancora oggi senza soluzioni alloggiative stabili, e l’ex istituto scolastico Giorgi di via Sorel, nel V municipio, attualmente abitato da una ventina di famiglie in disagio abitativo. Mentre i primi due stabili ricadono nel patrimonio di Roma Capitale, l’ultimo è di proprietà della Città Metropolitana e oggetto di un accordo per la cessione al Comune. 

La delibera ha coinvolge gli assessorati all’Urbanistica, al Patrimonio e alle Politiche abitative e alle Politiche sociali. Come si legge in una nota diramata dal Campidoglio, “l’obiettivo è promuovere, incentivare e realizzare, al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini, la rigenerazione urbana intesa in senso ampio e integrato: comprendendo quindi anche aspetti sociali, economici, urbanistici ed edilizi, per promuovere e rilanciare territori dove sono presenti situazioni di disagio, favorendo forme di co-housing per la condivisione di spazi e attività”. Tutte le risorse da impiegare saranno pubbliche. L’amministrazione, si legge nella nota, “reperirà fondi propri per la nuova edificazione valutando anche interazioni con enti no-profit o del terzo settore interessati allo sviluppo del programma”.

In particolare, l’area dove oggi sorge la scuola dismessa di via Tarso è destinata alla realizzazione di una “struttura residenziale da destinare ad albergo sociale, con spazi e servizi comuni in modo da fornire una sistemazione temporanea ai cittadini in difficoltà”, si legge ancora nella nota. Il piano è di ricavare alloggi per 50 persone. Non sono previste però solo funzioni residenziali. Nei piani del Campidoglio c’è anche la realizzazione di “servizi di diversa natura al fine di favorire la massima integrazione con il territorio”. Il costo complessivo stimato per questo primo intervento è di 3,5 milioni di euro. 

Il secondo intervento riguarda l’immobile di via Cardinal Capranica. Il sito su cui sorge l’ex scuola, dismessa da oltre vent’anni e svuotata dagli abitanti che l’avevano occupata da un anno e mezzo, verrà utilizzato “per rispondere alla domanda di alloggi di edilizia residenziale pubblica e per fornire una risposta integrata che favorisca percorsi di recupero dell’autonomia abitativa, per il primo inserimento di giovani coppie e per rispondere ai temi dell’emergenza con modalità innovative di gestione degli spazi, dei servizi e delle attività generali funzionali a creare comunità tra gli abitanti”, scrive il Campidoglio. Si prevede “un sistema abitativo con appartamenti di edilizia residenziale pubblica, con una percentuale di housing sociale per un’offerta dedicata a soggetti non in possesso dei requisiti per l’accesso all’Erp ma comunque in condizioni di vulnerabilità”. Il costo complessivo stimato dell’intervento, “è tra i 14 e i 20 milioni di euro tramite l’utilizzo dell’incremento del 30 per cento della Sul (Superficie utile lorda) esistente”.

Infine il progetto di riuso dell’immobile di via Sorel, dove già oggi abitano senza titolo una ventina di famiglie in disagio abitativo. In questo caso l’accordo procedimentale con la Città Metropolitana, che coinvolge anche il V municipio, prevede l’avvio di un “programma di rigenerazione che favorisca il cambio di destinazione d’uso della scuola dismessa per fronteggiare l’emergenza alloggiativa attraverso progetti di autorecupero per residenze collettive dotate di servizi”. Il costo complessivo stimato, si legge infine nella nota, “è di 5 milioni di euro”.
La sindaca Virginia Raggi ha commentato così la notizia: “L’amministrazione, con questo atto, prosegue nella direzione di contribuire all’avvio di percorsi che vadano ad affrontare in maniera strutturale le problematiche legate all’emergenza abitativa. Il lavoro che stiamo portando avanti punta a trovare soluzioni solide e non più emergenziali su un tema che coinvolge tantissimi cittadini”.

L’assessora alle Politiche sociali, Veronica Mammì, parla di “riforma delle residenzialità che veda al centro la persona e valorizzi l’autonomia possibile”, commenta. “Alla logica delle grandi strutture preferiamo modalità innovative e a dimensione umana che permettano alle persone in situazione di fragilità, per motivi diversi, di costruire relazioni, in un contesto a dimensione familiare, in cui ricevere supporto, dare il proprio contributo, crescere insieme”.

Per l’assessora al Patrimonio e Politiche sociali, Valentina Vivarelli, “le tre ex scuole verranno ora riqualificate con la costruzione di alloggi destinati a nuove forme di abitare. Un importante intervento integrato di recupero e valorizzazione di aree ed edifici che si inserisce nel solco dei vari programmi che stiamo sviluppando per uscire definitivamente da un’ottica unicamente emergenziale del problema casa a Roma”, afferma l'assessora.

“Si tratta di una nuova tappa del percorso che sta portando avanti l’amministrazione sul tema dell’abitare e nasce da un lavoro di analisi molto approfondito sui dati”, il commento di Luca Montuori, assessore all’Urbanistica. “La consapevolezza dei reali fabbisogni e della dimensione del problema dell’abitare ci spinge ad avviare progettualità diverse per offrire risposte articolate, che tengano conto di bisogni differenti, sperimentando modelli innovativi di gestione e creazione di comunità, per individuare strade necessarie a uscire da una gestione emergenziale del diritto all’abitare e realizzare interventi che abbiano al loro interno mix funzionali articolati, capaci di integrare soggetti diversi, a partire dalla rigenerazione del patrimonio pubblico”.

La notizia è stata commentata anche dal presidente Ance Roma – Acer, Nicolò Rebecchini: "Ottima iniziativa la trasformazione delle scuole in alloggi sociali. Dimostrazione che quando si vuole fare riqualificazione o rigenerazione immobiliare si può", ha commentato con una nota. "Se in modo analogo l’amministrazione favorisse simili iniziative private delle politiche abitative, oggi il problema sarebbe visto con altri occhi. E ora che l’amministrazione metta mano a questi processi trasformando il degrado in inclusione".

Romatoday ha contattato anche gli attuali residenti nell’immobile di via Sorel, che in questi mesi si sono costituiti in associazione: “Sul finire della consiliatura la Giunta Raggi lancia un segnale piccolo ma interessante in tema di politiche abitative e di rigenerazione urbana pubblica, in controtendenza con la linea scelta dal Governo per il Recovery Plan”, commenta Paolo Di Vetta, dei Blocchi precari metropolitani. “Chiederemo che in questo percorso sia riconosciuto formalmente il ruolo degli abitanti. Si tratta di un’iniziativa positiva che va replicata per altri immobili della città”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

RomaToday è in caricamento