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INTERVISTA - 'Ripuliti' in Campidoglio: "Alemanno e quel palese legame col passato"

Intervista a Daniele Nalbone e Giacomo Russo Spena autori del Libro 'Ripuliti. Postfascisti durante e dopo Berlusconi'. "C'è ancora un legame tra Gianni Alemanno sindaco e Gianni Alemanno segretario del Fronte della Gioventù"

Dopo i casi Andrini e Bianco, la "questione nera" torna ad agitare il Campidoglio. E Gianni Alemanno precipita nuovamente nell'occhio del ciclone a causa dei fantasmi del passato. Suo e di quelli che sono gli ex Alleanza Nazionale dentro al Pdl.

Ed è proprio a questo rapporto tra neofascisti e postfascisti tra i berlusconiani che i giornalisti Daniele Nalbone e Giacomo Russo Spena hanno dedicato un libro dall'inequivocabile titolo "Ripuliti - postfascisti durante e dopo Berlusconi" (Ed. Rx Castelvecchi). Un libro che, di fatto, ricostruisce la storia di quei 'camerati' transitati, dopo il congresso di Fiuggi, prima in Alleanza Nazionale e, quindi, nel Pdl. Ed è in questo libro che possiamo ritrovare tutti gli 'imbarazzi' di Gianni Alemanno sindaco. Imbarazzi sotto forma di nomine dal passato 'nero' che il sindaco di Roma ha evidentemente premiato al momento della sua ascesa al Campidoglio.

Partiamo proprio da questo punto e chiediamo ai due autori: chi è, oggi, Gianni Alemanno per l'estrema destra?
Gianni Alemanno non è il leader di quella che una volta era conosciuta come Destra Sociale. Credere ad un Alemanno 'vertice' di un'operazione di "ripulitura" dell'estrema destra degli anni '70 e '80 sarebbe un errore. Alemanno non è un leader di per sé e non sarà il leader di un'eventuale rinascita di Alleanza nazionale in caso di fine dell'esperienza politica del Pdl.

E perché allora è lì a guidare la Capitale d'Italia?
Alemanno è un uomo di sintesi, di mediazione. Questo ce lo hanno spiegato perfettamente personaggi di primo piano della destra romana come Andrea Augello e Fabio Rampelli in due interviste che sono contenute nel nostro libro. Un libro che parla della destra facendo parlare la destra. Ebbene, i due 'vertici bassi' della triade che governa Roma (composta da Augello, Rampelli e Alemanno) ci hanno spiegato chiaramente che se oggi Alemanno è sindaco di Roma è perché, da sempre, fin dai tempi del Fronte della Gioventù, Alemanno è sempre stato in grado di tenere insieme le varie anime della destra. Non solo. E' sempre stato l'uomo deputato da Rauti - facendo parte della sua componente in contrapposizione con l'ala almirantiana del Msi guidata da Fini - a tessere le fila dei rapporti con il movimentismo dell'estrema destra.

Un movimentismo di estrema destra che oggi fa notizia...
Una volta sindaco di Roma, Alemanno è stato evidentemente 'costretto' a collocare una serie di personaggi all'interno dei posti chiave della città. Ed è per questo che a Roma abbiamo trovato personaggi come Bianco all'Atac, Andrini all'Ama o vediamo Mancini all'Ente Eur. Non dimentichiamoci che Riccardo Mancini, fino ad oggi 'immune' alle polemiche su suo passato, era molto vicino al 'comandante' Peppe Dimitri tanto da ritrovarsi imputato con lui nel processo per la ricostruzione di Avanguardia Nazionale insieme ai leader Stefano Delle Chiaie e Adriano Tilgher, oggi nello staff dell'assessore alla Casa regionale Teodoro Buontempo (La Destra).

Nel vostro libro sostenete una tesi ben chiara: se una serie di personaggi come Marcello De Angelis, ex Terza Posizione, cantante dei 270bis (gruppo che ha composto il famoso verso "Ho il cuore nero, me ne frego, sputo in faccia al mondo intero, ndr), è oggi parlamentare Pdl e direttore del Secolo d'Italia, è perché Silvio Berlusconi è stato in grado di attrarre nel Pdl anche l'estrema destra, fino a "ripulirla e renderla compatibile con la vita democratica e istituzionale del paese".
In un'intervista che abbiamo registrato proprio presso la sede del Secolo d'Italia, Marcello De Angelis ci ha spiegato cosa ha rappresentato per il movimentismo di destra degli anni settanta e ottanta Silvio Berlusconi: "Per noi Berlusconi ha avuto un ruolo strumentale" le parole di De Angelis. "Scherzando - ma neanche troppo - un giorno spiegati a un ex Pci, deputato alla Camera, che per noi Berlusconi è la dittatura del proletariato. Quella situazione teoricamente non auspicabile ma necessaria come passaggio, come momento di transizione, per arrivare all'anno zero". Ecco: questo è stato il ruolo di Silvio Berlusconi per l'estrema destra. Far si che chi fino al 1990 viveva tra la latitanza e il carcere, possa oggi sedere sui banchi del parlamento o occupare ruoli chiave nel nostro paese.

Torniamo a Roma. Andrini, Bianco, lo stesso Lucarelli - capogabinetto del sindaco che voi ricordate essere stato portavoce di Forza Nuova - e tanti altri. E' ancora così stretto il legame che tiene insieme Gianni Alemanno sindaco con Gianni Alemanno segretario del Fronte della Gioventù?
Intanto precisiamo che nel nostro libro non c'è alcun interesse per i trascorsi giudiziari che hanno visto protagonisti i personaggi di cui parliamo. A noi interessa analizzare come chi sosteneva una "Terza posizione" tra Usa e Urss negli anni settanta - manifestando apertamente la propria avversione al capitalismo americano - possa oggi sedere in Parlamento e sostenere chi, come Silvio Berlusconi, sarebbe in teoria quanto di più lontano rispetto agli ideali propugnati a suo tempo. Detto ciò, il legame tra Alemanno-sindaco e Alemanno-segretario del Fronte è palesato dai fatti di cronaca. Così come è palese che Roma sia da tempo, fin dall'elezione del 1993 in cui Fini si contese la poltrona di sindaco fino al ballottaggio con Rutelli, un laboratorio della (ex) destra sociale. La prova di ciò non è data solo dalla gente di cui si è circondato Alemanno, ma anche da chi occupa posti di primo piano all'interno del Pdl romano. Alcuni esempi: Vincenzo Piso, coordinatore del Pdl del Lazio, era in Terza Posizione con De Angelis e Adinolfi (oggi 'mente' di Casa Pound). L'ascesa politica di questi nomi è la prova che Alemanno è ancora oggi, anche da sindaco di Roma, 'vittima' del suo passato. Perché, se così non fosse, porre ai vertici della città personaggi dal dubbio curriculum sarebbe un errore da principianti. Ma chi da anni tiene insieme con successo le varie anime della destra romana non può essere di certo considerato un principiante.

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