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Casaleggio a pranzo con Raggi: "Ti appoggio". E spunta l'ipotesi rimpasto

Pranzo ieri tra la sindaca e il leader del Movimento cinque stelle. "Abbiamo fatto il riassunto di un anno di attività" ha spiegato. Intanto la maggioranza chiede di 'riequilibrare' la Giunta

"Appoggio incondizionato" alla sindaca Virginia Raggi. Davide Casaleggio, arrivato ieri a sorpresa nella Capitale, tra un incontro con Luigi Di Maio e quello con i deputati pentastellati, ha deciso di toccare con mano la situazione capitolina. I due hanno pranzato insieme, alla presenza di Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, i due deputati che ormai da qualche mese affiancano il lavoro della giunta romana.

Sul tavolo la tenuta del governo pentastellato nella Capitale: da campagne già avviate come 'strade nuove' a progetti appena nati come 'Fabrica Roma' fino a emergenze da tenere sotto controllo come quella rifiuti. "Risultati concreti" che possono servire a rilanciare la città ma anche l'immagine dell'ammistrazione. "Il pranzo con Casaleggio è andato molto bene. Abbiamo fatto il riassunto del primo anno di attività. E' rimasto favorevolmente colpito, abbiamo parlato di alcuni progetti e ci ha spronato ad andare avanti" ha spiegato Raggi. 

Il punto è uno: la campagna elettorale è ormai alle porte e la riuscita del governo della Capitale d'Italia è centrale per la scalata finale a 'Palazzo Chigi'. Il primo, piccolo, test, quello dei ballottaggi in provincia di Roma, è ruscito: Ardea e Guidonia sono diventate città a Cinque Stelle e si vanno ad aggiungere ad altri importanti centri come Pomezia e Civitavecchia. 

Per proseguire senza troppi scossoni, però, alla Giunta Raggi potrebbe essere necessario qualche "aggiustamento". Se non un vero e proprio rimpasto, un "riequilibrio" che confermi senza ombra di dubbio la trazione grillina dell'esecutivo romano. A far partire un piccolo terremoto, qualche giorno fa, è stato l'assessore alle Partecipate, Massimo Colomban, che dalle pagine del Messaggero ha annunciato che a settembre lascerà la Giunta Raggi. Non una vera e propria rottura, dal momento che il suo compito è stato annunciato fin dall'inizio a 'tempo determinato'. Ma un addio precoce che presupporrebbe il compimento del piano sulle capitoline da parte dell'amministrazione Raggi, non ancora ufficialmente presentato. Colomban inoltre è uno degli assessori più vicini a Casaleggio e la sua assenza potrebbe sbilanciare a sinistra la squadra di Virginia Raggi.

Un aspetto, questo, che è già stato sottoposto all'attenzione della maggioranza pentastellata. Il problema si pone soprattutto per Luca Bergamo, con un passato attivo nella Roma veltroniana, era diventato braccio destro di Raggi subito dopo le dimissioni da vicesindaco di Daniele Frongia. Bergamo, considerato una figura troppo di 'centrosinistra', potrebbe essere retrocesso alla carica iniziale, quella di assessore alla Cultura, mentre la poltrona da vicesindaco potrebbe finire a un grillino doc. Circola il nome dell'attuale capogruppo in Campidoglio, Paolo Ferrara. Lo scenario sarebbe simile a quello che già si è verificato nella Torino di Chiara Appendino, dove la carica 'tecnica' all'Ambiente, fino al 10 giugno nelle mani di Stefania Giannuzzi, è stata sostituita dal capogruppo in Consiglio Alberto Unia.

C'è poi un ultimo nodo che Raggi potrebbe decidere di usare per rafforzare la sua Giunta in questa direzione: riempire la poltrona ai Lavori Pubblici, una delle più delicate per Roma, ad oggi rimasta accorpata a quella altrettanto pesante dell'Urbanistica, entrambe nelle mani di Luca Montuori, divenuto assessore dopo le dimissioni di Paolo Berdini. Entrato in Campidoglio proprio nello staff di Luca Bergamo. 

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