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Raggi sotto accusa per gli assessori cacciati: “E’ concentrata solo sulla campagna elettorale”

Critiche trasversali alla Sindaca per l'ennesimo licenziamento nella squadra di Palazzo Senatorio

L’annuncio dei nuovi assessori non è ancora stato ufficializzato. Per la formale promozione di Pietro Calabrese alla poltrona di vicesindaco e l’arrivo di Andrea Coia e Lorenza Fruci in Giunta, sembra solo questione di ore. La certezza, però, è che l’ennesimo rimpasto non è scivolato via inosservato.

Assessori e collaboratori cacciati 

“Si dice che la prima qualità di un bravo capo sia saper scegliere i collaboratori  - ha commentato su Twitter Carlo Calenda -  Raggi ha licenziato 2 vicesindaci, 17 assessori, un capo di gabinetto, un capo del personale, 6 tra alti dirigenti e dirigenti in Acea, 7 in Atac, 5 in Ama. Gli ultimi a fare le spese di questo incessante turn over sono stati il Vicesindaco Luca Bergamo e l'assessore al Commercio Carlo Cafarotti. Ma tra “pochi mesi - ha sottilineato il leader di Azione -  potremo licenziare lei”.

L'attenzione alla campagna elettorale

C'è chi ha puntato l'indice sull'opportunità, a quattro mesi dalla scadenza del mandato, di fare l'ennesimo rimpasto di giunta. Per Riccardo Magi, deputato di  +Europa “dimostra quanto la sindaca sia concentrata solo sulla campagna elettorale” quando invece farebbe bene  “a lavorare alla crisi di Roma e al suo rilancio”. D’altra parte, ha sottolineato il Radicale, “i romani neppure si stupiscono più quando viene cacciato l'assessore al Commercio e Turismo durante la più grande e grave crisi di questi settori, nè si stupiscono quando si riempiono gli assessorati di fedelissimi dando il benservito ai curricula e alla competenza”. Non si sorprendono, i cittadini, eppure “sono stanchi di vedere la sindaca concentrata solo sulla campagna elettorale” che, ha ribadito Magi, preferisce “giocare con il potere e la politica piuttosto che pensare al bene della città”.

Un malcontento trasversale

All'interno di Fratelli d'Italia, invece, ha destato particolare attenzione la scelta di rinunciare a Luca Begamo. Secondo il deputato Andrea Mollicone ed il capogruppo comunale Andrea De Priamo, l'ormai ex vicesindaco è stato  “ il peggiore assessore alla Cultura di Roma dal dopoguerra ad oggi”. La decisione della Sindaca “a pochi mesi dalla fine della tragica esperienza della giunta” arriva quindi in ritardo. E suggella  “una bocciatura completa” del suo operato.

Anche l'Arci di Roma ha dedicato una riflessione sull'ennesimo rimpasto. La realtà, che a livello cittadino è  presieduta da Vito Scalisi, si è dichiarata “molto preoccupata da una mossa che sancisce il fallimento dell'azione del Campidoglio nei confronti di uno dei settori più colpiti dalla pandemia”.

Il tempo dei rimpasti

Che si tratti di cultura, di commercio o di turismo, chi verrà effettivamente designato a guidare questi settori, avrà indubbiamente un vantaggio. A differenza dei rispettivi predecessori potrà infatti arrivare alla fine del mandato. Il tempo, per fare altri rimpasti, non ne rimane più.

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