Una riforma per Roma, Raggi in aula: "Governo ci ascolti". Ma è polemica: "Iniziativa tardiva"

Approvata la mozione De Vito per chiedere un tavolo strategico su Roma. Polemiche da Pd e FdI: "Bene lavorare a riforma, ma doveva cominciare prima". Voci contrarie anche tra i grillini

Virginia Raggi (foto Ansa)

Più fondi, più risorse, meno burocrazia. La sindaca Virginia Raggi torna a rivolgersi al Governo centrale e a chiedere un focus di discussione specifico sulla Capitale. Lo fa dallo scranno più alto dell'Assemblea capitolina, dove ieri in una seduta straordinaria il Consiglio ha votato quasi all'unanimità una mozione del presidente Marcello De Vito per chiedere l'istituzione di un tavolo strategico per Roma.

"Lavoriamo sugli elementi che ci uniscono e una base unitaria sulla quale è difficile non concordare può essere il tema della semplificazione e della sburocratizzazione" spiega Raggi. "Ne abbiamo avuto un assaggio con il Decreto Semplificazioni ma ora dobbiamo pretendere una semplificazione dell'apparato normativo che diventi permanente. Non ci sta bene una semplificazione a tempo. E ancora: sugli extra costi della Capitale serve un altro accordo. Lo Stato ci deve aiutare di fronte a questo ruolo. Io suggerisco di puntare su questi temi per avviare la riforma dello status di Roma Capitale. E infine abbiamo bisogno di più fondi, non solo per i provvedimenti specifici". 

"Se mettiamo sul campo visioni contrapposte - ha aggiunto ancora la sindaca - daremo un'immagine di forze politiche lacerate e il Governo avrà gioco facile per staccarsi dalle nostre richieste. Roma è la Capitale d'Italia ed è stata riconosciuta come tale anche nella Costituzione, ma sappiamo bene quanto questi riconoscimenti formali non abbiano poi avuto un contrappeso sostanziale. E questo sta iniziando a diventare non più tollerabile". Poi ricorda i grandi eventi sul piatto per il rilancio di Roma. "Nell'ambito del recovery fund abbiamo richieste per 25 miliardi e 159 progetti e ora stiamo lavorando per ottenere i fondi per alcuni di questi. C'è poi il Giubileo del 2025 e, infine, ho avanzato al premier la candidatura di Roma per Expo 2030". 

Si comincerà con l'istituzione di un tavolo di confronto tra le varie forze politiche, come richiesto ieri dall'aula capitolina che ha approvato con 29 voti favorevoli la mozione De Vito. Il documento invita la sindaca e la Giunta "ad avviare, d'intesa e con il coinvolgimento del presidente della conferenza dei capigruppo e dei presidenti delle forze politiche che la compongono un tavolo istituzionale sulla riforma dei poteri, delle risorse e delle funzioni di Roma capitale". 

"Bene il tavolo, ma iniziativa è tardiva"

Un'aula compatta sì ma non senza eccezioni e polemiche. "Circa un anno e mezzo fa l'Assemblea capitolina ha votato all'unanimità il percorso istituzionale che avrebbe dovuto portare alla definizione di una proposta da inviare al Governo ed al Parlamento ma non è stato fatto nulla. Solo ora in campagna elettorale la sindaca Raggi sente l'esigenza di riprendere il percorso della riforma" ha commentato in una nota il capogruppo del Pd in Campidoglio Giulio Pelonzi. 

"Fratelli d'Italia vota il tavolo ma vi segnalo che la consiliatura scade tra quattro mesi" ha commentato la leader di FdI, anche consigliera capitolina, Giorgia Meloni. "È una lavoro che non si doveva fare adesso ma all'inizio della consiliatura perché ci sarebbe stata una grande convergenza. A quattro mesi dalla fine della consiliatura si vuole risolvere un problema annoso ma mi permetterete di non essere ottimista. Fratelli d'Italia c'è ma non sono ottimista. In questi mesi al massimo possiamo porre le basi per una prossima consiliatura che io credo debba e possa essere costituente. È una iniziativa molto tardiva". 

Crepe nel M5s 

E anche tra i Cinque Stelle c'è chi storce il naso e non si allinea. "È bello vedere la sindaca, non la vediamo quasi mai in aula" commenta la consigliera grillina Agnese Catini, tra i più critici negli ultimi mesi nei confronti della linea Raggi. "È bello che ci chiede e propone alle altre forze politiche di fare un tavolo. Siamo nel 2021, l'avessimo pensato e fatto nel 2016 forse saremmo già riusciti ad ottenere qualcosa già dal primo governo che si è insediato. Penso che questa sia una richiesta tardiva, per questo mi asterrò su questa mozione. È vero che il Governo poteva fare molto per Roma capitale ma mi domando anche cosa ha fatto Roma capitale per Roma stessa in questi cinque anni. Penso ai Municipi e al decentramento che se avessimo voluto avremmo potuto attuare". 

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