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Rifiuti Zero Municipio XV, Conti: "Non passa la mozione"

"Ieri il Municipio XV avrebbe avuto l'opportunità di sostenere la delibera d’iniziativa popolare "Roma verso rifiuti zero" e non l’ha fatto"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Ieri il Municipio XV avrebbe avuto l'opportunità di sostenere la delibera d’iniziativa popolare "Roma verso rifiuti zero" e non l’ha fatto - lo dichiara con rammarico Alessio Conti, capogruppo della Lista Civica e primo firmatario della mozione a sostegno della delibera – E’ surreale che una mozione approvata nei Municipi in cui si è discussa (I, IV, XI, XVII e XX), nel territorio che subisce le conseguenze del “mostro” Malagrotta è stata liquidata (purtroppo anche da pezzi importanti della Maggioranza come il Partito Democratico e l’Unione di Centro), come un “demagogico tentativo”.
 
Purtroppo non si è colta l’occasione fornita da 12.000 cittadini che hanno scritto e stanno promuovendo una proposta di delibera sulla gestione del ciclo dei rifiuti in linea con le politiche attuate dalle moderne capitali mondiali, dove il rifiuto è una risorsa, compatibile con l’ambiente ed in grado di garantire l’avvio di nuove imprese e creare posti di lavoro su parole chiavi come riduzione, riuso, recupero e riciclo. A questi obiettivi, raggiungibili attraverso una ridefinizione del piano industriale di A.M.A., la trasformazione e la creazione di una impiantistica ad hoc e la raccolta differenziata porta a porta spinta, i consiglieri del Partito Democratico e dell’Unione di Centro (nell’indifferenza della maggioranza del Popolo della Libertà, vero responsabile dell’immobilismo attuale) hanno risposto con un ordine del giorno collegato alla mozione e poi con una serie di emendamenti alla stessa in cui, ferma la condivisione dell’ultimo elemento, sono proposte ricette vecchie e dannose per la salute e l’ambiente come le discariche per il conferimento del tal quale e l’avvio a pieno regime degli impianti di Trattamento Meccanico Biologico che forniscono, allo stato attuale, combustibile da rifiuti da avviare agli inceneritori, posti come anello di chiusura del ciclo dei rifiuti. Queste “idee” ricalcano il Piano Marrazzo, una delle cause che hanno portato alla sconfitta del Centrosinistra alla Regione e che si sperava ci fossimo lasciati alle spalle.
 
Il futuro, come abbiamo scritto anche nella mozione, passa attraverso una nuova impiantistica, o una riconversione dell’esistente, sia per il trattamento a freddo di selezione e riciclo degli imballaggi e frazioni secche, che di digestione anaerobica e compostaggio per il recupero della frazione organica oltre alla realizzazione di isole ecologiche di quartiere con aree distinte tra rifiuto e riciclo/riuso, accompagnata da una normativa ad hoc per stimolare pratiche industriali eco-compatibili e la commercializzazione del recuperato, conferendo in (piccole) discariche il materiale inerte in attesa di tecnologie idonee al suo trattamento. Come arrivare a tutto questo, senza discariche ed inceneritori è ben rappresentato nella relazione tecnica di accompagnamento alla delibera che, se letta con attenzione avrebbe fugato molti dubbi.
 
Per i cultori della materia c’è da dire che gli emendamenti hanno invece violentato la mozione, perché strumentali a spostare la discussione senza entrare nel merito; l’oggetto della proposta e la parte deliberativa sono stati modificati, perdendo così qualsiasi riferimento al testo originario ed inserendo elementi in netto contrasto con i principi ispiratori della campagna "Roma verso Rifiuti Zero". Tutto ciò ha portato me e gli altri firmatari (ormai lasciati soli) a ritirare la firma dall’atto che è così decaduto, rimasto senza “padri” visto che nessun consigliere ha voluto poi sottoscrivere il nuovo. Non tutti gli emendamenti sono passati, in particolare quelli che lodavano la politica dei rifiuti del Presidente Zingaretti e criticavano quella del Sindaco Alemanno perché sono venuti a mancare al Partito Democratico i voti dell’UDC che ormai pratica con disinvoltura una politica su più fronti. Della discussione di due giorni del Consiglio Municipale quindi non rimane nulla se non un misero ordine del giorno tuttora in sospeso e sub iudice del Segretariato Generale che dovrà valutare se il ritiro della mozione a cui era collegato ne implichi o meno la decadenza. Un capolavoro non c’è che dire.
 
In tema di rifiuti, la politica e le Istituzioni, fino ad ora, non hanno pienamente assolto al proprio ruolo ed allora i cittadini hanno presentato le proprie proposte. La mozione che ne ripercorreva i contenuti avrebbe meritato sicuramente un rispetto diverso ed una pronuncia chiara anche se in dissenso. Sentire liquidare il tema con frasi del tipo “attuare il “Percorso per Roma verso Rifiuti Zero” significa prorogare la discarica di Malagrotta” è un vero e proprio insulto all’intelligenza, segno evidente d’ignoranza sul tema, nonché un voler togliere corpo a tutte le battaglie che in modo trasversale ed unanime questo Municipio ha combattuto per una riqualificazione dell’area della Valle Galeria.
 
Una politica responsabile si assume le responsabilità di decidere, anche sostenendo le proposte dei cittadini, conscia che tutte le proroghe alla discarica che negli ultimi anni si sono susseguite, la devastazione ambientale di un’intera area, il pericolo per la salute pubblica sono anche figlie di chi oggi si rifugia nella gestione commissariale, denunciando un’emergenza che costituisce solo la scusa per non decidere nella speranza che qualcuno lo faccia al posto proprio, possibilmente dopo le elezioni. Fermare la discarica non porterà all’automatica riqualificazione di Malagrotta perché non potrà esserci riqualificazione nella Valle Galeria fintanto che l’impiantistica non verrà riconvertita e non si chiuderanno gli inceneritori, ma di questo non c’è traccia nelle proposte di chi si contrappone al “Percorso verso Rifiuti Zero”, persi nel cercare discariche alternative per il conferimento del tal quale e sostenere l’immediato avvio a pieno regime dell’impiantistica esistente.
 
Questo gioco, fatto di omissioni, i cittadini lo hanno capito e se il Centrosinistra vuole rispondere seriamente alle politiche scellerate della Giunta Polverini e al “non decidere” del Sindaco Alemanno deve sicuramente fare qualcosa di più rispetto alla sterile riproposizione di vecchie ricette; gli stimoli dei cittadini vanno sempre colti, come altri Municipi hanno saputo fare, e con loro vanno costruiti percorsi comuni, evitando personalismi e facili consensi. D'altronde questa è anche la strada indicata, dai canditati alle Primarie per il Candidato Sindaco per il Centrosinistra ed in questo senso farebbe bene ad agire chi è deputato a rappresentare il territorio.
 

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