Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Dopo i roghi si accende anche la politica: Fonte Laurentina diventa per tutti la nuova "terra dei fuochi" romana

Da Raggi a Salvini tutti sul terreno inquinato di Roma sud. Sono anni che i residenti denunciano le discariche abusive presenti nel quadrante

Matteo Salvini in sopralluogo a Fonte Laurentina

Raggi promette bonifiche a stretto giro. Salvini, iper attivo da giorni sulle vicende romane, dice di volersi fare garante del territorio in Prefettura. Così la politica si ricorda di Fonte Laurentina, e la trasforma nella nuova "terra dei fuochi" romana. I cittadini però, che l'inquinamento del verde confinante con case e scuole lo denunciano da secoli senza ricevere nessuna risposta reale, restano diffidenti e aspettano solo dei risultati.

Di cosa parliamo? Di un terreno ad angolo tra la via Laurentina e via Castel di Leva, nel quadrante sud della città, avvolto da una nube tossica dal 9 settembre. Dopo un incendio partito da sterpaglie e subito spento dai vigili del fuoco, il fumo ha continuato ad appestare l'aria alimentato da sostanze infiammabili presenti sull'area. Il terreno è di proprietà privata, e la bonifica intimata dal Comune dovrebbe partire lunedì 7 ottobre, mettendo fine ai roghi. Fin qui il dato di cronaca, il più recente, che però è solo una minima parte del problema.

A pochi metri un'altra zona è invasa da rifiuti tossici, un'area sequestrata lo scorso luglio, che gli stessi dirigenti della Polizia locale, convocati in municipio, hanno definito altamente inquinante. Gran parte dei resti rilevati apparterrebbero alla categoria del "fluff", frazione leggera derivante dalla frantumazione delle autovetture. A quando la bonifica? Non prima di aver definito le esatte competenze tra Roma Metropolitane e Comune. Raggi ha sollecitato. Ma non c'è idea di tempi e modalità. 

E comunque non finisce qui. Le attività di sversamento illecito di materiali industriali interessano tutta la striscia di terra confinante con la via Laurentina. Singoli cittadini ma anche e soprattutto camion di ditte che si liberano in pieno agro romano di plastiche, gomme di automobili, lastre di amianto, materassi, elettrodomestici. Di tutto e ad alta tossicità. I comitati di quartiere lo denunciano da tempo. "Consegneremo a breve un dossier con una mappatura di circa cinque ettari di terreno" spiega Maurizio Romano, esponente del comitato di quartiere. Un lungo lavoro frutto della collaborazione tra più associazioni di zona, corredato di foto e posizioni esatte dei cumuli di immondizia, circa 15 tra micro e macro discariche presenti, che finirà la prossima settimana sul tavolo di una commissione Ambiente in Regione Lazio. 

Insomma, tutti i livelli istituzionali sono allertati. Nessuno potrà dire, quando i riflettori si abbasseranno, di non essere stato messo a conoscenza dei rischi corsi dalla cittadinanza. Addirittura l'ex ministro Matteo Salvini ha effettuato ieri un sopralluogo, "in borghese" e senza telecamere, tra gli abitanti. E anche qui non sono mancate le promesse di sollecitazioni al Prefetto per un maggior controllo del territorio. La sindaca pure ha detto che, se sarà necessario, chiederà l'impiego dell'Esercito. Sperando che non sia solo una rincorsa al consenso, a chi promette prima, e meglio.  

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