Rifiuti, il grido d'aiuto delle imprese romane: "Il Comune cancelli seconda rata della Tari"

L'appello delle associazioni di categoria. Sulla rata del primo semestre (in scadenza il 30 settembre) il Comune aveva stabilito una riduzione del 25%. Confartigianato: "Non basta"

Ufficio Tari, sede Ama di via Calderon de la Barca

Alleggerire la Tari del primo semestre 2020 e sospendere quella del secondo. La richiesta diretta al Comune di Roma arriva delle principali associazione di categoria dei commercianti. Dare una mano alle imprese della Capitale provate dal lockdown e dal calo, per molti drastico, del fatturato nonostante le riaperture è l'obiettivo, sgravandole dal pagamento della tassa sui rifiuti. Visto e considerato che di immondizia, lavorando meno, ne producono in quantità inferiori all'ordinario. E anche perché, come riporta un dossier di Confcommercio, i bar e gli esercizi di Roma pagano 39,42 euro/mq di Tari, la più alta d'Italia. 

"Ci sono migliaia di attività commerciali che non vedono futuro in questo momento a Roma" scrive in una nota Andrea Rotondo, Presidente Confartigianato Roma. "Serve un atto di coraggio da parte del Campidoglio, che deve sospendere o sensibilmente diminuire la tassa dei rifiuti alle imprese". Durante il lockdown, lo ricordiamo, il Comune ha sospeso la prima rata (in scadenza ora il 30 settembre) promettendo una riduzione comunque del 25%. 

La storia: "Conguaglio Tari da 22mila euro in piena crisi"

"Non basta - commenta Rotondo - il fatto che le attività abbiano riaperto non significa che possano permettersi di pagare un ulteriore balzello che incide in modo sensibile sui conti di un'attività alla fine dell’anno. Anche perché, di fatto, imprese come ristoranti e bar stanno lavorando molto meno per via del Covid e dunque producono meno rifiuti. Chiediamo al Comune di essere vicino alle imprese con i fatti e con provvedimenti che possano davvero aiutarle in questo momento di estrema difficoltà". 

Stessa richiesta anche da Confcommercio che ha chiesto la "cancellazione della seconda rata: il lockdown ha chiuso la gran parte delle imprese e prosciugato i fatturati, con conseguente drastica riduzione nella produzione di rifiuti". E anche di mettere a punto un sistema di "tariffazione puntuale", in grado di stabilire la tassa in proporzione alla quantità di rifiuto prodotta.  

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