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Rifiuti, il Comune ignora l’ultimatum della Regione: intanto Roma rischia l’ennesima emergenza

Zingaretti ribadisce: "Senza piano scatta commissariamento”. Replicano Ziantoni e Calabrese: “Crisi non dipende da Roma Capitale, Regione non sfugga a responsabilità”

"Se Roma, entro i 30 giorni decorsi dal 1 aprile, non rispetterà quanto previsto dall'ordinanza, scatteranno i poteri sostitutivi della Regione Lazio e il commissariamento". Nicola Zingaretti ha ribadito la posizione netta sulla vicenda rifiuti di Roma.

Rifiuti, ultimatum della Regione: "Impianti o commissariamento"

Un ultimatum al Campidoglio chiamato a presentare un piano impiantistico “ai fini dell’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza  e smaltimento”, quindi TMB e discariche che consentano alla Capitale di poter chiudere, così come prescritto dal piano regionale dei rifiuti, il ciclo sul proprio territorio. Da Palazzo Senatorio è già arrivato il ‘no’ al diktat. "Io non metterò la sindaca nelle condizioni del 2019, non indicherò entro 30 giorni un sito di discarica perché non è così che si fa". Il riferimento è alla scelta, molto discussa, della discarica di Monte Carnevale nella Valle Galeria. Secondo Ziantoni il Comune può limitarsi al piano di industriale di Ama approvato di recente che per la filiera dei rifiuti indifferenziati non prevede alcuna discarica, ma solo un nuovo TMB (impianto di trattamento meccanico biologico). “Risposte deludenti e irresponsabili” - la replica della Regione. Il tempo corre, lo scontro sui rifiuti di Roma è sempre più acceso. 

Emergenza rifiuti, da Zingaretti ultimatum a Raggi: 30 giorni per un piano o sarà commissariamento

Lo scontro sui rifiuti di Roma

"La crisi generata dalla chiusura improvvisa della discarica di Roccasecca e di altri impianti del Lazio non può essere imputata a Roma Capitale. A questo, tra l'altro, si aggiunge il commissariamento della Provincia di Latina" - ha detto l'assessora ai Rifiuti e al Risanamento Ambientale del Campidoglio Katia Ziantoni. "Le affermazioni del governatore Nicola Zingaretti, giunte subito dopo la chiusura improvvisa della discarica di Roccasecca, sono poco comprensibili. Avevamo chiesto alla Regione Lazio un tavolo di coordinamento per il breve e medio termine al fine di evitare continue crisi. Il piano pluriennale industriale di Ama, adottato dall'Assemblea Capitolina unitamente al piano di risanamento di Ama, è stato definito nel rispetto di tutte le direttive europee e nell'arco di previsione indicato dal piano regionale dei Rifiuti. Nel giro di poco tempo nella Regione Lazio sono state chiuse anticipatamente le discariche di Colleferro e la discarica di Roccasecca. L'ultima inchiesta, che ha travolto la massima dirigente del settore Rifiuti della Regione Lazio, riguardava proprio l'iter autorizzativo di uno dei siti di smaltimento e i suoi legami con l'imprenditore proprietario di quel sito. Io credo - aggiunge Ziantoni - che una corretta gestione dei rifiuti debba seguire i principi di sostenibilità e trasparenza. Si preferisce invece continuare ad alimentare emergenze. Il commissariamento - ha concluso l’assessora - è soltanto un modo con cui la Regione Lazio sfuggirebbe ulteriormente alle proprie responsabilità, delegando le scelte che spettano alla politica a un soggetto terzo che agirebbe in deroga a ogni normativa". 

L'inchiesta su Monte Carnevale e le accuse di Calabrese a Zingaretti

"Vorrei ricordare che al momento l'unica ad essere stata commissariata è stata la Regione Lazio per la provincia di Latina. Nicola Zingaretti oggi parla di rifiuti e di commissariamento forse perchè vuole distogliere l'attenzione sulle assunzioni del Pd e la Concorsopoli in Regione Lazio". E’ critico anche l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese, che ricorda i ritardi della Regione Lazio nell’approvare il piano rifiuti e accusa la Pisana di scarso interessamento alla tematica. 

“Per il Pd il tema rifiuti era talmente intoccabile da non intervenire in ausilio alla Capitale nemmeno dopo l'incendio del Tmb del Salario. Infatti Zingaretti anche qui intervenne solo dopo l'interessamento dell'ex ministro Costa, esasperato dalle nostre richieste di aiuto dopo un mese di rifiuti rimasti a terra per l'assenza di una legittima ordinanza che individuasse gli impianti regionali autorizzati al conferimento, in sostituzione degli impianti che per Legge dovevano procedere a manutenzione straordinaria. Ed eravamo a luglio, 2019. Roma non aveva alternative sulle discariche non tanto per ideologia quanto perche' nella Capitale non esistono siti idonei a soddisfarne il reale fabbisogno. Per Zingaretti - aggiunge Calabrese - evidentemente non era cosi', e nel dicembre successivo minaccio' la Raggi di scegliere un sito, pena il commissariamento. Ma ora sappiamo che in quella storia c'era molto più torbido di quanto tutti i rifiuti romani potessero rappresentare. Flaminia Tosini, la dirigente apicale sui rifiuti della Regione Lazio è stata arrestata per corruzione proprio sulla discarica che la magistratura ha battezzato come 'scelta manipolata' dal suo ufficio secondo 'un meccanismo criminoso, ben collaudato, estremamente pericoloso e pregiudizievole sia per la corretta e trasparente individuazione di un sito idoneo alla destinazione dei rifiuti solidi urbani della Capitale, che nella complessiva gestione degli interessi inerenti la gestione delle attivita' dedite allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione delle discariche'. Lo riporto così - sottolinea Calabrese - come rilevato non da noi ma dagli inquirenti, per cui va bene il principio garantista di non colpevolezza fino all'eventuale rinvio a giudizio e sentenza in terzo grado, ma i fatti non sono opinabili. Del resto quella discarica era autorizzata solo per inerti, e solo per 75mila metri cubi. Come abbia fatto a diventare idonea non solo per i rifiuti capitolini, ma anche per quasi due milioni di metri cubi, oltre alla sua dirigente apicale, dovrebbe spiegarlo proprio Zingaretti. Che invece riattiva la minaccia di commissariamento, alla Raggi, se entro il primo maggio non risolve il ciclo dei rifiuti, indicando un nuovo sito per la discarica. E lo fa con la disinvoltura tipica del suo operato, facendo finta che c'è un'inchiesta della magistratura che ha travolto la Regione Lazio". 

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Roma alle prese con l'ennesima emergenza

Intanto mentre Regione e Comune litigano, con la Raggi defilata impegnata nella campagna elettorale sul territorio e a schivare le spallate dei “suoi” in Campidoglio, la Capitale vede all’orizzonte l’ennesima emergenza. A breve potrebbero fermarsi gli impianti TMB di Malagrotta, quelli di proprietà di E.Giovi: 1500 tonnellate di rifiuti rischiano di rimanere per le strade della città.

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