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Raggi va avanti nella lotta agli "zozzoni": "Grazie ai romani onesti". Ma i cassonetti restano pieni  

Continua la guerra social ai cittadini incivili che abbandonano ingombranti in strada. La sindaca: "Insieme possiamo cambiare la nostra città"

Oggi un cittadino pronto a scaricare materiale di risulta vicino alla stazione Aurelia, a bordo di un'apetta. Ieri due donne colte in flagrante da un telefonino mentre abbandonavano a piedi un divano, accanto a dei cassonetti di via Boccea. A fine agosto un romano beccato nell'atto di disfarsi del materasso di casa sul marciapiede, in zona Tor Pignattara. La guerra agli "incivili" è aperta: l'amministrazione Raggi non fa sconti a chi non cura il territorio. 

La campagna social che invita i romani a segnalare con foto e video gli "zozzoni" che imbrattano i marciapiedi senza fare il proprio dovere, va avanti ormai da settimane. Una linea d'azione, ma anche di comunicazione. Onesti contro disonesti. Nel mezzo il Comune che fa da esecutore. E allora fioccano le multe - 600 euro alle signore del divano, più di 3mila e 800 all'uomo immortalato sull'Ape - e a ogni intervento scatta il post su Facebook esultante della sindaca. Che ricorda le buone maniere. 

"I materiali provenienti da cantieri o attività produttive vanno smaltiti secondo regole precise. Mentre i rifiuti ingombranti possono essere conferiti nelle isole ecologiche di Ama, che ne effettua anche il ritiro gratuito su prenotazione e direttamente a domicilio". Una dura battaglia quella contro chi si libera di intere stanze mollando i mobili impunito accanto ai secchioni. I primi di luglio, per facilitare i romani civili e collaborativi, il Comune ha lanciato sul sito il Sistema unico di segnalazione di Roma Capitale, una nuova versione del vecchio IoSegnalo dell'epoca Marino. E sempre i Cinque Stelle stanno vagliando la possibilità di realizzare un impianto specifico per smaltire correttamente i materassi. Intanto ci si affida ai cittadini, "sempre più numerosi - scrive la sindaca - nel segnalare episodi di inciviltà".

Poi però c'è un'altra parte di cittadini, forse più numerosa, che di segnalazioni ne manda a decine senza ottenere risposta. Foto e video di cassonetti stracolmi di immondizia. Ne arrivano alla nostra redazione quotidianamente (QUI TUTTE LE VOSTRE DENUNCE). E raccontano di una città in eterna sofferenza sul fronte rifiuti. Che aspetta sì di veder trionfare il (sacrosanto) senso civico, ma insieme anche quelle azioni strutturali sul ciclo dei rifiuti, di competenza dell'amministrazione pubblica, in grado di dare risposte sufficientemente rapide al problema. 

Dalla raccolta a singhiozzo specie in periferia, ai miasmi fetidi degli impianti di Trattamento meccanico biologico (i Tmb) di Rocca Cencia e Salario con annesse proteste nei giorni scorsi, ai continui ostacoli legati allo smaltimento fuori Roma dell'indifferenziato, il sistema romano si regge su un delicatissimo equilibrio pronto a lacerarsi al primo, minimo, intoppo trasformando la città in una fogna a cielo aperto. Anche su questo i cittadini avrebbero molto da segnalare. 

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