La Ciociaria salva ancora la Raggi: 35 comuni votano a favore dei rifiuti romani

Ieri l'assemblea dei sindaci della SAF ha votato per la concessione di una proroga di 60 giorni allo stabilimento di Colfelice

La Ciociaria continuerà ad accogliere i rifiuti della Capitale o almeno lo farà per altri 60 giorni. E' quanto stabilito ieri al termine dell'attesa riunione dei sindaci provincia di Frosinone. Una decione arrivata con 35 alzate di mano a favore della proroga che concede di fatto altri due mesi alla Saf per presentare un nuovo Piano Industriale che dovrà garantire l'ammodernamento e l'efficientamento dell'impianto di Colfelice.

Maggioranza raggiunta grazie alle assenze

Un numero, quello dei 35, che non sarebbe bastato a far passare il punto all'ordine del giorno se presenti a votare non fossero stati solo 56 dei 91 sindaci della provincia di Frosinone. Ricordiamo che l'alt ai camion provenienti da Roma era stato intimato lo scorso 28 giugno durante l'assemblea della Saf. I sindaci ciociari avevano deciso di non rinnovare i contratti con l'Ama (azienda municipalizzata per l’ambiente della Capitale), oltre la scadenza del 31 dicembre 2017.

La riunione era particolarmente attesa, soprattutto per la rilevanza della questione rifiuti nella Capitale che senza l'apporto decisivo delle strutture di Colfelice sarebbe andata nuovamente in difficoltà. Così invece non sarà, o almeno non per i prossimi due mesi. Alla vigilia dell'assemblea la situazione sembrava volgere al peggio con alcuni sindaci che avevano apertamente detto no ai rifiuti di Roma.

Il commento del sindaco D'Alessandro

E allora cos’è cambiato nel frattempo? La spiegazione, forse, nelle parole del sindaco di Cassino Carlo Maria D'Alessandro "Come previsto il presidente della Società Ambiente Frosinone, Lucio Migliorelli ( nominato presidente della Saf a novembre scorso ndr) già capo segreteria dell'assessore all'ambiente della Regione Lazio, Buschini, per il tramite del Sindaco di Castrocielo, Filippo Materiale, ha fatto votare a 35 primi cittadini esclusivamente del Partito Democratico un ordine del giorno attraverso il quale gli si concedono ancora 60 giorni di tempo per presentare il Piano industriale. Quasi tutti i Sindaci dei territori limitrofi all'impianto Saf -  continua D’Alessandro - hanno avuto il coraggio di dire No a questo scempio".

L'elenco dei sì

E in effetti leggendo l'elenco dei comuni del Sì, senza per nulla considerarne lo schieramento politico (Acquafondata, Acuto, Alvito, Amaseno, Anagni, Atina, Belmonte Castello, Campoli Appennino, Castrocielo, Collepardo, Colle San Magno, Esperia, Falvaterra, Ferentino, Fontana Liri, Fumone, Giuliano di Roma, Guarcino, Isola Liri, Monte San Giovanni Campano, Paliano, Patrica, Posta Fibreno, San Biagio, San Donato Val Comino, Sant’Andrea del Garigliano, Santopadre, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Trevi nel Lazio, Veroli, Vicalvi, Vico nel Lazio, Villa Santo Stefano) si può tracciare una mappa che è ben lontana dal comune di Colfelice.

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Se ne riparlerà fra 60 giorni

Per altri due mesi quindi la Saf e di conseguenza la provincia continuerà ad essere la discarica di circa 250 tonnellate di rifiuti romani al giorno. Una quantità che da quanto dichiarato qualche giorno fa da Migliorelli “abbiamo la capacità di lavorare e Roma non sa dove portarli” ma che soprattutto che porta un profitto in termini economici visto che l’Ama paga con una tariffa ritenuta conveniente per la società frusinate (parliamo di 138 euro a tonnellata).

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