Emergenza Rifiuti: flop della task force di Ama, Roma resta lercia

Città sommersa dai rifiuti dai quartieri centrali a quelli di periferia. Ancora non attiva la stazione di trasferenza di Ponte Malnome. E Pinuccia Montanari finisce sommersa di mail

Spazzatura democratica, capace di unire Roma sud e Roma nord; est ed ovest senza muri, uniti dalla sporcizia e da un'emergenza che appare senza fine. Roma continua ad essere lercia, nonostante la task force, nonostante le rassicurazioni dell'assessora Pinuccia Montanari e nonostante il deferente silenzio della sindaca Raggi che sulla vicenda non parla ormai da giorni. Passato il Capodanno in città permangono i cumuli di rifiuti. La fotografia è sempre la stessa: cassonetti pieni, raramente vuoti, sempre circondati dai sacchetti. Il film è sempre identico: una raccolta a rilento per via delle lentezze nei conferimenti degli impianti e l'immondizia che si accumula. A moltiplicare la sporcizia le feste, il consueto aumento dei rifiuti prodotti e gli impianti fuori regione che lavorano a ritmo ridotto. 

Emergenza rifiuti: cassonetti vuoti e sacchetti fuori, ecco perché 

Così, nonostante le rassicurazioni dell'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari, Roma è lercia, più lercia che mai. A poco sono serviti i 1400 operatori ecologici e autisti al lavoro nella giornata di Capodanno. Una task force che ha trovato un collo di bottiglia negli impianti che, con l'eccezione del Tmb Rocca Cencia, hanno rallentato il proprio lavoro. Da qui le montagne di rifiuti accumulate e le lamentele dei cittadini. 

Già, perché se come detto Raggi non parla, i cittadini appaiono tutt'altro che assuefatti alla situazione. Tante le segnalazioni che giungono alla nostra redazioni: da Prati a Centocelle, da Montesacro all'Eur, da Ponte di Nona alla Balduina, da Cinecittà a Monte Mario, non c'è quartiere, periferia o via non toccata dall'emergenza. E le segnalazioni, evidentemente, non giungono solo al nostro giornale. Tanti infatti i romani che lamentano l'impossibilità di contattare l'assessorato all'ambiente via mail. Il motivo? Casella di posta elettronica piena. Insomma la beffa oltre il danno. 

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Quando finirà? La luce fuori dal tunnel delle feste è segnalata per lunedì 7 gennaio. Gli impianti di proprietà privata torneranno operativi al 100% e Ama dovrebbe attivare la stazione di trasferenza di Ponte Malnome. Possibile da lunedì anche l'accensione del tritovagliatore mobile di Ostia che però tratterà solo i rifiuti del X municipio. Basterà? Da parte dei sindacati, in particolare la Cgil, le previsioni non sono rosee. Natale Di Cola, segretario della Fp Cgil, su Repubblica oggi sottolinea che "senza una vera riorganizzazione del lavoro, la città resterà in emergenza continua, complice anche la cronica carenza di mezzi e personale". 

Il riferimento è al mutato scenario del ciclo dei rifiuti. L'incendio dell'11 dicembre al Tmb Salario ha infatti privato la città di uno dei due impianti di proprietà di Ama. Le 750 tonnellate smaltite ogni giorno hanno trovato diverse destinazioni: Rida ambiente ad Aprilia, l'aumento del flusso agli impianti di Cerroni a Malagrotta, e l'impianto di Viterbo. A questi si affiancherà, come detto, la stazione di trasferenza di Ponte Malnome a partire da lunedì. Quattro "sfoghi" invece di uno, senza per ora una vera riorganizzazione dei giri di raccolta.

Cosa comporta questo? Lo abbiamo chiesto ad un lavoratore Ama che a RomaToday spiega: "I giri restano sempre gli stessi. C'è però la differenza che se prima scaricavo al Salario, ora i rifiuti  devono raggiungere altri impianti. Questo comporta più chilometri e un giro più lento. Il risultato è che il cassonetto si riempie e la gente butta fuori la spazzatura: quando passiamo noi svuotiamo solo il secchione e il risultato è una città perennemente sporca. Ovviamente per uscire da questo circolo vizioso bisogna riorganizzare i giri e bisognerà prevedere gli interventi a tappeto dei ragni in città"

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