Rifiuti, a Roma la raccolta differenziata cresce ma poco: nel 2017 al 43,2 per cento

Diffusi i dati del rapporto Rifiuti urbani 2018 dell'Ispra

A Roma la raccolta differenziata dei rifiuti cresce. Ma poco e sotto la media della Regione Lazio. E' quanto emerge dal rapporto Rifiuti urbani 2018 dell'Ispra che riporta i dati relativi alla produzione italiana del 2017. Per la Capitale il dato della raccolta differenziata è cresciuto da 42 per cento del 2016 al 43,2 per cento del 2017, pari a 729.050 tonnellate su un totale di 1.687.017 tonnellate prodotte. 

Una percentuale di crescita inferiore al dato medio di crescita della Regione lazio dove la differenziata è aumentata del 3,1 per cento, passando dal 42,4% del 2016 al 45,5% del 2017. Una percentuale di crescita in linea con quanto avvenuto in Italia, dove la differenziata è aumentata dal 52,5% al 55,5%. Secondo quanto stabilito dalla delibera capitolina 47 del 2017, gli obiettivi del Campidoglio prevedono per il 2019 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata, ma il piano finanziario del servizio gestione dei rifiuti urbani di Roma redatto da Ama ha stimato il raggiungimento del 50%.

In quanto ai costi pro capite sui rifiuti nel 2017 Roma è stato il terzo comune capoluogo più caro d'Italia. Sul gradino più alto del podio c'è Venezia, con 378,31 euro, seguito da Cagliari, con 353,92 euro. Roma presenta un costo pro capite pari a 250,01 euro ad abitante per anno, i cui i costi fissi (103,19 euro/abitante per anno), pesano per il 41,3%, mentre i costi variabili (146,82 euro/abitante per anno) contribuiscono per il 58,7%. 

Nel 2017 le regioni italiane maggiori esportatrici di rifiuti sono invece il Lazio e il Friuli Venezia Giulia, rispettivamente con 81mila tonnellate (il 22,9% del totale esportato) e circa 54mila tonnellate (il 15,2% del totale esportato). Anche su questo dato, a influire, è la Capitale. Si legge nel rapporto: "Come sopra evidenziato, il Lazio ha esportato principalmente 'rifiuti urbani indifferenziati' (codice 200301), circa 51mila tonnellate, prodotti nella Capitale e inviati in Austria ai fini dello smaltimento. Tale situazione ha comportato un notevole incremento del quantitativo esportato dalla regione rispetto al 2016.

Il Lazio esporta anche "Combustibile Solido Secondario (CSS)", circa 22mila tonnellate, destinate quasi totalmente in Portogallo" per essere bruciate negli inceneritori. Quanto ai rifiuti inviati in Austria, nel 2017 l'Italia ha inviato circa 99mila tonnellate di rifiuti urbani. Di questi, circa 51mila tonnellate di indifferenziata sono stati prodotti dalla città di Roma e stoccati nell'impianto di Tmb di via Salaria. 

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