Rifiuti, Cerroni scrive a Mattarella: "Roma discarica a cielo aperto, ma gli impianti ci sono"

In una lettera Re Manlio si appella al Capo dello Stato ed indica nel tritovagliatore di Rocca Cencia e nel Tmb di Guidonia le soluzioni per l'emergenza rifiuti

Largo Federico Delpino, 6 gennaio 2018

Le festività natalizie si chiudono, ma Roma rimane alle prese con quella che si può definire un'emergenza rifiuti. Nonostante il Natale tranquillo pronosticato dall'assessora Pinuccia Montanari, la Capitale ha vissuto - e sta vivendo - giorni d'apnea che hanno mostrato, una volta di più, la debolezza e la precarietà nella chiusura del ciclo dei rifiuti. E dopo la Befana sembrano esserci più dubbi che certezze.

Rifiuti non raccolti, un tritovagliatore che non doveva mai accendersi e che invece è stato acceso, polemiche istituzionali che hanno attraversato i confini regionali: sono questi gli ingredienti che hanno aggravato, se possibile, la già difficile situazione. E in questo quadro rispunta fuori e ritrova fiato Manlio Cerroni che in una lettera si appella al presidente della Repubblica Mattarella, definendo Roma "discarica a cielo aperto" ed indicando contemporaneamente le soluzioni che, guardacaso, sono due strutture a lui collegate. 

Qual è la situazione?

In città la situazione della raccolta rimane critica. Tante le segnalazioni di immondizia non raccolta, in tutti i quadranti della città. Gli impianti di Ama, Salario e Rocca Cencia, sono pieni, quelli di Colari a Malagrotta stanno lavorando al massimo. I camion faticano a svuotarsi nei tempi dovuti e questo comporta un rallentamento dei giri che si traduce quindi in un accumulo di spazzatura fuori dai cassonetti. Quest'ultima dovrebbe essere rimossa da ulteriori passaggi con altri mezzi che però sono pochi e resteranno pochi visto che la gara per il noleggio di 130 nuovi automezzi è andata deserta.

Da qui la situazione d'emergenza. Per migliorare la situazione l'obiettivo numero uno è quello di svuotare più velocemente gli impianti, trovandone di nuovi. Come ad esempio il tritovagliatore mobile spostato ad Ostia Antica che tratterà i rifiuti del X municipio, secondo quanto si apprende. E qui in effetti la situazione della raccolta è già migliorata.

L'accensione però non risolve tutti i problemi. Lo stop al trasporto in Austria, a inizio dicembre, ha complicato il quadro. Il piano B dell'assessora Pinuccia Montanari, ovvero il trasporto nelle altre regioni, stenta a decollare. 

L'Emilia Romagna ha dato l'assenso, ma la polemica politica tra esponenti di M5s e la presidenza della Regione del nord, sembra aver impresso uno stop all'invio. Sembrerebbe infatti essere tutto ok. Parma e Bologna sono pronti a ricevere i rifiuti, ma Ama non fa partire i camion. Perché? Se lo chiede l'assessore all'Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini: "Ho già avuto modo, nei giorni scorsi, di ringraziare pubblicamente la regione Emilia Romagna per la disponibilità mostrata verso la Capitale sulla questione rifiuti, insieme alla regione Toscana, con la quale si è raggiunto un accordo poi sospeso a causa di problemi del ciclo regionale e l’Abruzzo, dove Roma conferisce da anni. Ancora oggi, però, Ama e l’amministrazione capitolina esitano sull’invio dei quantitativi concordati su richiesta di Ama. Non ne conosco le motivazioni; voglio sperare non ci sia un collegamento con le polemiche politiche di questi giorni. Sarebbe grave e la città di Roma ne sta pagando un prezzo altissimo ed inaccettabile. Il rispetto istituzionale esige chiarezza verso coloro che si sono esposti offrendo solidarietà".

Tace l'amministrazione Cinque Stelle. Da giorni l'assessora Montanari non si pronuncia sul tema rifiuti. L'emergenza è stata aperta, di fatto, dalle parole della presidente nel X municipio, che appunto con l'emergenza ha giustificato l'accensione del tritovagliatore. Nel silenzio dei cinque stelle si infila Manlio Cerroni, lo storico imprenditore dei rifiuti, proprietario tra gli altri dell'ex discarica di Malagrotta. 

La lettera di Cerroni

"La Sindaca di Roma Capitale e il Presidente della Regione Lazio hanno due impianti come possibile soluzione allo smaltimento dei rifiuti in città, senza dover chiedere, spesso implorando, il soccorso di altre Regioni", è la conclusione della lettera che Re Manlio ha indirizzato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una lettera, l'ennesima, in cui Cerroni definisce Roma "una discarica a cielo aperto, sotto gli occhi di tutto il mondo" e nella quale ripercorre la precarietà del ciclo dei rifiuti della città eterna. Una precarietà dovuta, a suo dire, alla decisione del febbraio 2016, dell'allora presidente di Ama, Daniele Fortini, "di interrompere il conferimento dei rifiuti di Roma presso l'impianto di Rocca Cencia". Un fatto, secondo Cerroni, smentito dal sopralluogo della Commissione Bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti che ha potuto "constatare la piena operatività e la regolarità dei provvedimenti autorizzativi, registrando che 51 Comuni della Provincia di Roma conferivano regolarmente i propri rifiuti nell'impianto". 

Cerroni poi al Tritovagliatore di Rocca Cencia affianca "l'inoperoso impianto di Guidonia, realizzato, collaudato e pronto dal 2016 a entrare in esercizio a supporto del trattamento del rifiuto organico di Roma". Un impianto recentemente tornato utilizzabile grazie ad un provvedimento della presidenza del Consiglio. 

Il silenzio e i no del M5s

Le soluzioni indicate da Cerroni esistono, sono nei fatti, ma contrastano pesantemente con i piani, e soprattutto le promesse elettorali, del Movimento Cinque Stelle. Nel VI municipio infatti l'impianto di tritovagliatura in effetti già c'è, è di Cerroni ma in affitto all'imprenditore Porcarelli e già tratta i rifiuti di 51 comuni. Il M5s però in campagna elettorale ha fatto una feroce battaglia contro l'ecodistretto di Rocca Cencia e, appunto, contro l'impianto affittato a Porcarelli. Pur autorizzato, è quindi difficile immaginarne l'utilizzo, anche se la vicenda di Ostia, dove il Campidoglio è passato sopra la volontà del municipio, dimostra come nulla sia da escludere. Discorso simile a Guidonia. Il Tmb potrebbe entrare in funzione, ma più e più volte la neo amministrazione pentastellata locale si è legittimamente opposta. 

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Così, con questo quadro, rimane il progetto dell'assessora Montanari che, silente in questi giorni, nei mesi passati ha più e più volte indicato l'orizzonte del 2021 per la realizzazione del piano dell'amministrazione Raggi attraverso l'aumento della differenziata e la costruzione di impianti a basso impatto. Nel frattempo però si naviga a vista e si aspettano le prossime decisioni per uscire dall'emergenza. 
 

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