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Rifiuti, il Campidoglio sbatte la porta. Ama apre al dialogo con la Regione: “Sì a confronto per recuperare deficit”

Per il Comune, che è ricorso al Tar contro l’ordinanza di Zingaretti, basta il Piano Industriale di Ama per pianificare gestione. La municipalizzata: “Sediamoci per consentire a Roma di raggiungere obiettivi”

Sui rifiuti di Roma è scontro totale, l’ennesimo. Con il commissariamento all’orizzonte (se ne discuterà dopo il 25 maggio) Comune e Regione continuano a litigare. Il Campidoglio non vuole indicare l’area all’interno dei confini comunali in cui realizzare la discarica della città: quella che, insieme agli impianti necessari, consentirebbe alla Capitale di diventare autosufficiente ed evitare crisi cicliche. La sindaca Raggi tace e ricorre al Tar contro l’ordinanza del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: il provvedimento che intimava appunto a Roma Capitale di trasmettere un piano “ai fini dell’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza  e smaltimento”, ossia la pianificazione di TMB e discarica. 

Rifiuti, Katia Ziantoni assessora di lotta al governo

La difesa della roccaforte del Campidoglio è affidata a Katia Ziantoni, assessora di lotta al governo. "Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, continua a dichiarare falsità sulla gestione dei rifiuti tacendo sui fatti e sui numeri della crisi laziale. Mentre l'assessore Valeriani accusa la Capitale di far lievitare i costi della gestione dei rifiuti dimentica che solo la chiusura anticipata della discarica di Colleferro, decisa dalla Regione Lazio nel 2020, è costata ai romani circa 3 milioni di euro. Una cifra incredibile. A questo si aggiunge il mancato completamento del V bacino della discarica di Roccasecca, sulla quale la Regione Lazio sarebbe già potuta intervenire” - recrimina l’assessora di Raggi. “Il Presidente, però, anzichè trovare soluzioni ha preferito sfornare ordinanze politiche contro Roma Capitale”. 

Il Piano Industriale di AMA: compostaggio, nuovo TMB e differenziata

Il Campidoglio ritiene e ribadisce che il Piano Industriale di Ama “sia l'unico strumento attraverso cui pianificare la gestione dei rifiuti nella Capitale”. Per questo ha fatto ricorso al Tar. 

Il Piano Industriale pluriennale 2020-2024, approvato recentemente dall’Assemblea dei Soci, prevede investimenti per 340 milioni di euro, di cui 178 già messi a gara. “Fattore centrale per il miglioramento dei servizi e la creazione di valore a beneficio dei cittadini è l’autosufficienza impiantistica per il trattamento delle singole frazioni di rifiuto raccolte (a partire da una dotazione attuale che consente il trattamento di solo il 15% dei rifiuti per arrivare nel 2024/2025 ad almeno il 75%)” - ha scritto Ama in una nota.

Da qui l’obiettivo di realizzare progressivamente due impianti di compostaggio per il trattamento della frazione organica, quelli previsti a Cesano e Casal Selce; due impianti di selezione per il multimateriale e la carta, uno nascerà dalla riconversione del TMB di Rocca Cencia; un nuovo impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) per il quale il Comune sta vagliando un’area a Santa Palomba, e i nuovi  centri di raccolta

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Ama tende la mano: "Pronti a confronto per recuperare deficit impiantistico"

Ma mentre Comune e Regione litigano, Ama tende la mano. Anche alla Pisana. “AMA c’è e sta facendo la sua parte. Siamo disponibili – ha detto l’Amministratore Unico, Stefano Zaghis – a sederci ai tavoli di confronto necessari con tutte le istituzioni e con tutti i soggetti coinvolti per recuperare il deficit strutturale e impiantistico regionale e consentire così alla Città di Roma di raggiungere quegli obiettivi che sono nelle sue possibilità”. Da sciogliere soprattutto il nodo sul TMB di Rocca Cencia, il revamping dell’impianto, ad oggi “nevralgico” per il ciclo dei rifiuti di Roma, ha aperto una frattura tra il Comune e la sua partecipata.

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“Ci siamo posti sfide impegnative e traguardi ambiziosi che consentiranno alla nostra città di raggiungere una gestione più virtuosa del ciclo dei rifiuti, dal punto di vista ambientale ed economico, per garantire un futuro sostenibile ai nostri figli”. Ama, ne sono certi da via Calderon de La Barca, “è un’azienda risanata e pronta alle sfide del futuro”. Sui rifiuti di Roma, e sulla sua discarica, è però tempo di decidere. 

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