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Rifiuti, a Roma emergenza alle porte. Il Comune ignora Ama: "Nessuna proroga per Rocca Cencia, chiuderà"

La chiusura della discarica di Roccasecca costringe Roma e la Regione Lazio a trovare delle alternative: pronto accordo con la Toscana. Su Rocca Cencia è cortocircuito, Comune dice 'no' a proroga autorizzazione richiesta da Ama: “Aumento conferimenti sarebbe solo altra emergenza"

Sui rifiuti a Roma e nel Lazio suona la sirena d’allarme. Da domani chiude la discarica di Roccasecca: l’invaso di Frosinone è pieno e da giorni la società che lo gestisce, la MAD dell’imprenditore Valter Lozza, agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su Monte Carnevale, ha annunciato lo stop. Cancelli chiusi e corsa contro il tempo per trovare una destinazione alternativa ai rifiuti della Capitale per evitare che le strade si riempiano di immondizia non ritirata, impossibile da smaltire. 

Chiude la discarica di Roccasecca: corsa contro il tempo per evitare l'emergenza

Il fragile ingranaggio del sistema rifiuti si è già inceppato. Con la chiusura di Roccasecca la SAF (Società Ambiente Frosinone) da inizio settimana non riceve più le 200 tonnellate di indifferenziata provenienti dalla Capitale che, senza soluzioni alternative, non saprebbe dove smaltire. Anche uno dei due TMB di Malagrotta, quelli di proprietà della E.Giovi, darà forfait. 

TMB Rocca Cencia, nessuna proroga: il Comune ignora Ama

Altro nodo da sciogliere quello relativo a trattamento dei rifiuti e trasferenza nel TMB Ama di Rocca Cencia. Sulla proroga dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, scaduta ieri 30 marzo, è un tutti contro tutti. Ama la invoca contestualmente e nelle more dell’avvio del procedimento per il progetto di revamping (ammodernamento e riconversione) dell’impianto, il Comune si mette di traverso. “Inammissibile ogni ulteriore proroga all’autorizzazione dell’esistente” - si legge nella nota ostativa al rinnovo dell’AIA mandata da Roma Capitale alla Regione. “Alla luce delle numerose criticità che l’impianto ha generato, sia dal punto di vista gestionale che per la collocazione”, con i miasmi ad esasperare il contesto in cui sorge, il Campidoglio ha espresso la volontà di presentare istanza di revoca/riesame dell’Autorizzazione. Un cortocircuito sull’asse Palazzo Senatorio-Calderon de La Barca. Si perchè nei giorni scorsi era stata proprio Ama a sollecitare la Regione a prorogare la scadenza dell’AIA. Un impianto, quello del TMB Rocca Cencia, “strategico” per il corretto trattamento del rifiuto urbano indifferenziato prodotto da Roma. Un eventuale blocco dei conferimenti, aveva sottolineato l’Amministratore Unico di Ama Stefano Zaghis, genererebbe per la Capitale una situazione grave “sotto il profilo igienico sanitario”, ancor più acuita dalla chiusura della discarica di Roccasecca. 

TMB Rocca Cencia, il Comune: "Chiuderà nei prossimi mesi"

Ma il Comune ha tenuto la barra dritta. Al tavolo tecnico sui rifiuti, convocato in Regione per affrontare la crisi all’orizzonte, ha escluso la possibilità che l'impianto Ama di Rocca Cencia possa aumentare la propria capacità di trattamento, così come l'ampliamento dell'area di trasferenza dei rifiuti, annunciando inoltre che gli uffici comunali esprimeranno parere negativo nella conferenza dei servizi per il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale visto che l'impianto, nei piani del Campidoglio, è destinato alla chiusura nei prossimi mesi. 
 
“Roma Capitale non chiederà alcun aumento di trattamento presso l'impianto di Rocca Cencia. La crisi, infatti causata dalla comunicazione inattesa di esaurimento delle volumetrie residue nella discarica di Roccasecca non ha nulla a che vedere con gli impianti di trattamento dei rifiuti che, senza la disponibilità di siti di smaltimento (discariche), non sanno dove conferire gli scarti della lavorazione. Per questo - ha detto a margine l’assessora ai Rifiuti di Roma Capitale, Katia Ziantoni - riteniamo non percorribile la possibilità di aumentare i conferimenti nel TMB di Rocca Cencia, già posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica. Non si può risolvere un'emergenza creandone un'altra".

I rifiuti di Roma verso Toscana e Abruzzo

Intanto la Regione si è impegnata a riattivare “in brevissimo tempo” gli accordi con altre regioni italiane, come la Toscana e l'Abruzzo, per consentire il conferimento dei rifiuti capitolini negli impianti di trattamento e smaltimento che verranno indicati dall'Ama. “Per sottoscrivere gli accordi, però, è necessario che l'azienda del Comune di Roma formalizzi le quantità dei rifiuti da conferire fuori regione e proceda con l'individuazione degli operatori privati e la conseguente stipula dei contratti". Si lavora anche “in casa”. La Pisana ha scritto a tutti gli operatori del Lazio “per favorire una ripartizione dei rifiuti Ama da trattare, mentre gli uffici tecnici valuteranno il procedimento amministrativo in fase di istruttoria per l'apertura del V invaso della discarica di Roccasecca". Qui bisognerà anche superare le resistenze del Comune del frusinate che ha appena richiesto la revoca dell’ampliamento, alla luce dell’indagine che coinvolge Valter Lozza e Flaminia Tosini, la dirigente della Regione Lazio finita ai domiciliari sempre nell’inchiesta su Monte Carnevale. 

Ama: "Non si utilizzino rifiuti per logiche politiche"

Ama schiacciata tra due fuochi dice la sua. “Nello spirito di collaborazione dimostrato fin dall'inizio di questa crisi e nell'ottica del mutuo soccorso verso gli impianti di trattamento meccanico biologico di proprietà della società E.Giovi e gestiti dall'amministratore giudiziario Luigi Palumbo, ha richiesto alla Regione Lazio la riattivazione dell'accordo regionale con la Toscana sottoscritto lo scorso anno. Va tenuto poi presente che AMA S.p.A. ha sempre agito al fine, da una parte, di prevenire la crisi e, dall'altra, di ridurre al minimo i costi per i cittadini di Roma chiedendo alla Regione l'utilizzo dei poteri speciali atti a permettere il trattamento e il conferimento negli impianti e nelle discariche regionali”. "Ritengo - attacca Zaghis - che i cittadini di Roma abbiano perso la pazienza nel vedere l'utilizzo del potere amministrativo per la gestione del ciclo dei rifiuti 'asservito' a logiche politico-elettorali".

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