Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

L'emergenza rifiuti approda in Campidoglio. Raggi annuncia l’ordinanza per la discarica di Albano

Raggi annuncia il provvedimento e chiede la solidarietà dei sindaci della provincia, scesi in piazza per contestarla

La responsabilità dei rifiuti in strada è della Regione e nel Lazio servono più impianti. Ma non a Roma. La narrazione pentastellata sull’emergenza rifiuti che sta attraversando la città si può sintetizzare in due concetti. E la soluzione, nell’immediato, resta la riapertura della discarica di Albano Laziale.

Mentre i sindaci della Provincia, con la fascia tricolore al petto, si sono dati appuntamento in piazza del Campidoglio per contestare la Sindaca, dentro l’aula Giulio Cesare si è svolto un consiglio straordinario. E’ stato convocato per comprendere cosa il Comune abbia intenzione di fare per affrontare una condizione i cui risvolti, plasticamente, si riflettono nelle cartoline dei  rifiuti rimasti nelle strade.

L'individuazione delle "aree bianche"

“Abbiamo concluso la predisposizione delle cartografie per individuare le aree deputate ad ospitare i siti di trattamento e smaltimento dei rifiuti. E lo abbiamo fatto interloquendo con i 121 comuni della città metropolitana” ha dichiarato Raggi che, in Aula, è tornata a puntare l’indice contro la Regione. Perchè la questione “riguarda tutti i cittadini del Lazio e quindi incidentalmente anche i romani”. Ed è figlia, secondo la sindaca, di problemi ereditati dalla chiusura di Malagrotta, avvenuta “senza mai individuare un’alternativa”. Questo è il quadro generale su cui, secondo l’amministrazione, s’innesta una crisi dei rifiuti che è “ciclica”. 

L'apertura di Albano Laziale

Nell’immediato, per la Sindaca che lamenta l’assenza d’impianti e discariche, c’è solo una cosa da fare. La ripete da un paio di settimane ed in Assemblea Capitolina ne ha dato la conferma: si deve puntare su Roncigliano.  “Ho dato disposizione alla città metropolitana di predisporre un'ordinanza urgente per riaprire la discarica di Albano Laziale per il tempo strettamente necessario”. Quanto tempo non è ancora dato saperlo.

L'appello ai sindaci

Ma ai sindaci, che fuori dall’aula Giulio Cesare stavano manifestando, Raggi ha rivolto un appello: “appoggiateci nella battaglia per riaprire la discarica di Colleferro e gli altri impianti ancora utilizzabili”. Anche perchè, è stato ribadito, ad agosto chiude anche l’impianto di Civitavecchia e per i rifiuti della Capitale resterebbe in regione solo quello di Viterbo. Ma la soluzione comunque non va cercata dentro la Capitale anche se, in passato, il Campidoglio l'aveva individuata proprio nel perimetro cittadino, a Monte Carnevale per l'esattezza, come non ha mancato d'osservare il capogruppo democratico Giulio Pelonzi. 

La reazione dell'opposizione

L'analisi di Raggi e della sua assessora Ziantoni che  è tornata a difendere i dati sulla raccolta differenziata a Roma  “al 47%, quindi superiore alle altre capitali europee” non ha convinto le opposizioni. "Abbiamo sentito dalla sindaca un intervento lunare in cui ha parlato delle responsabilità della Regione Lazio, che in parte ne ha. Ma il M5s governa in regione con il PD - ha obiettato il capogruppo di Fratelli d'Italia Andrea De Priamo - ed un po' di realismo e di autocritca non guasterebbe”. 

Le proteste dei sindaci dell'ex Provincia

Sulla piazza del Campidoglio, per ore, una trentina di sindaci hanno atteso inutilmente di essere ricevuti in Campidoglio. “Si sta decidendo su pezzi di territorio della provincia" ha ricordato Esterino Montino, primo cittadino di Fiumicino che ha contestato la scelta della sindaca di “non convocare l’assemblea della città metropolitana” perchè “pensa di poter fare tutto in Campidoglio”. Sono arrivati con la fascia tricolore da Capena, Albano, Colleferro, Cerveteri, Castel Gandolfo e da molte altre città a cui Raggi aveva rivolto un appello. Chi è rimasto in piazza ad aspettare, non è sembrato intenzionato ad accoglierlo.

Alla vigilia della riunione con il Ministero della transizione ecologica e la Regione, la sindaca porterà quindi l’ordinanza sull’apertura della discarica di Albano e le cartografie sulle “aree bianche”. Difficile, invece, che al tavolo possa portare anche la solidarietà dei colleghi della provincia a cui si era appellata

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