Da Aprilia a Colleferro insorgono i sindaci: "No ai rifiuti di Roma"

A sollevare le proteste le parole della sindaca a Porta a Porta: "La soluzione alla crisi dei rifiuti c'è: che la Regione Lazio sblocchi tutte le richieste". Molti i sindaci che hanno replicato

I rifiuti romani agitano il Lazio. Mentre il lavoro di Ama procede a 'ritmo continuo' per ripulire le strade dalla monnezza, è il nodo degli impianti a far litigare la politica. La Regione spinge perché il Comune indichi gli impianti che vuole realizzare per trattare e smaltire i rifiuti indifferenziati che la Capitale, con i suoi quattro impianti Tmb e senza una discarica, non riesce a trattare. L'amministrazione Raggi, invece, punta tutto sul suo piano per portare entro il 2021 la raccolta differenziata al 70% e rendere sempre meno necessario il ricorso a tali trattamenti che comportano, in una seconda fase, anche l'impiego degli inceneritori. Nel frattempo si cercano impianti 'fuori Roma' che permettano di uscire dall'emergenza. 

Non solo l'inceneritore austriaco (il cui utilizzo da parte di Roma si è guadagnato recentemente un servizio sulla Bbc) che Ama vorrebbe sfruttare maggiormante inviando tre treni alla settimana al posto di uno. O quelli di Brescia e Lomellina che 'aiutano' Cerroni a smaltire i rifiuti trattati che escono dai Tmb di Malagrotta. La sindaca Virginia Raggi, punta anche a distribuire la monnezza romana negli impianti del Lazio. "La soluzione alla crisi dei rifiuti c’è: che la Regione Lazio sblocchi tutte le richieste di autorizzazione fatte da più di 10 mesi” ha detto durante la puntata di Porta a Porta. "La Rida ambiente di Aprilia, società di smaltimento dei rifiuti, con una lettera dice che a distanza di circa 10 mesi La Regione Lazio non ha ancora autorizzato l’apertura di un nuovo impianto. Continuano a giocare con il fatto che noi nel territorio di Roma non vogliamo nuove discariche. C’è già una discarica anche a Colleferro: la Regione deve solo rispondere".

Parole che hanno sollevato un'ondata di protesta tra i sindaci dei comuni interessati. L'Amministrazione di Aprilia, alla conferenza dei servizi per l'approvazione del progetto, aveva espresso parere contrario. Il sindaco Antonio Terra non poteva che stigmatizzare "l’atteggiamento espresso dalla collega romana che dimostra di non voler agire per l’interesse e per la salute della collettività, ma solo per spostare il problema di qualche chilometro, comunque al di fuori dei suoi confini di competenza". Un comportamento "inaccettabile" continua la nota in cui si specifica che sul territorio ci sono già siti industriali che accolgono rifiuti romani e che la raccolta differenziata ad Aprilia si attesta già al 70%. "I danni della politica romana non vanno distribuiti sugli altri territori".

La pensa così anche il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini: "Correttezza istituzionale, che da queste parti continua a mancare, vorrebbe che un Sindaco si preoccupi di ciò che avviene nelle Città che amministra e dei problemi quotidiani dei cittadini che rappresenta" scrive in una nota. "Resto sorpreso quando il Sindaco di Roma, per risolvere l'emergenza rifiuti della Capitale che amministra da un anno, sollecita il Presidente della Regione Lazio ad aprire una mega discarica di rifiuti ad Aprilia, nelle immediate vicinanze dei nostri Comuni". 

Insorge anche il territorio di Colleferro. "Vorrei ricordare alla Sindaca che la mia città non è in vendita e che non permetterò mai che divenga la pattumiera della Capitale" le parole del sindaco del comune alle porte di Roma. "I nostri impianti non possono essere e non saranno la via di fuga per chi deve risolvere i suoi problemi autonomamente, senza scaricarli sull’area metropolitana. Per quanto mi riguarda sono disponibile a qualsiasi confronto istituzionale che però vada verso la dismissione, la trasformazione e la messa in sicurezza degli stessi. Come consigliere metropolitano chiederò un consiglio straordinario, assieme ai colleghi, affinché la Sindaca, che presiede anche la città metropolitana, possa riferire e confrontarsi con tutto il Consiglio ma soprattutto con me che rappresento la città degli inceneritori e della discarica da lei citati in varie occasioni". 

A spiegare la situazione è il sindaco di Paliano, Domenico Alfieri: "Entro il 2019 la discarica di Colle Fagiolara, oltremodo satura dopo 25 anni di attività e su cui pende un nostro ricorso al Tar sull'autorizzazione della Regione alla sopraelevazione di 7 metri rilasciata nel 2016, dovrà chiudere e dovrà essere realizzata la bonifica del sito. Vista questa premessa, non posso che ribadire il nostro non essere più disponibili a raccogliere sul nostro territorio i rifiuti altrui, fra cui quelli della città di Roma". Lo sostiene il primo cittadino Carpineto Romano, Matteo Battisti: "Il ciclo dei rifiuti va chiuso all'interno della Città, indicare una via diversa è solo frutto di miopia e d'incapacità gestionale che non è giusto ricadano sulle spalle dei cittadini della provincia". 

Contro le parole di Raggi anche il Pd di Paliano: "In questi tre anni abbiamo difeso con tutti i mezzi a nostra disposizione quelli che riteniamo diritti inalienabili dei nostri cittadini, presentando un ricorso di fronte al Tribunale Amministrativo del Lazio e successivamente al Consiglio di Stato per impugnare la determinazione regionale che ha autorizzato la sopraelevazione della discarica di Colle Fagiolara" fanno sapere in una nota. "Chi ha davvero a cuore le sorti di questo territorio non può lasciar correre fatti del genere". "Tana per Virginia Raggi" sbotta Marco Palumbo del Pd capitolino: "La Raggi vuole portare i rifiuti di Roma vicino Latina, nella discarica Rida di Aprilia. Ma non può dirlo: pensa che scandalo, un sindaco grillino che porta i rifiuti fuori Roma favorendo un privato. Inoltre non può dirlo anche perchè la discarica sarebbe fuori dalla sua provincia e quindi non consentito per legge". 

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