Rifiuti, piano anti-crisi in affanno: trasbordo fermo, lo smaltimento non accelera

Delle otto stazioni di trasbordo attiva solo quella di Saxa Rubra, il Comune cerca un'area per il nuovo tritovagliatore: Marche e Abruzzo in soccorso della Capitale

Un sistema da sempre fragile con lo spettro della crisi a fare da costante: sui rifiuti Roma fatica e senza soluzioni strutturali rischia di ritrovarsi per l'ennesima volta con le strade invase dai sacchetti della spazzatura

Rifiuti, il piano è in ritardo

Il piano per restituire un volto dignitoso alla Capitale messo nero su bianco con l'ordinanza della Regione Lazio del luglio scorso è in netto ritardo: bilanci di Ama non approvati; il secondo tritovagliatore, da affiancare a quello di Ostia, ancora non disponibile; aree di trasbordo non attivate. 

Ma per "salvare" Roma bisogna fare in fretta: così, nel corso della cabina di regia, si sono riuniti i tecnici del Ministero, della Regione e del Comune per fare il punto della situazione e provare a dare un'accelerata a quelle misure anti-emergenza rimaste al palo. 

Un altro tritovagliatore per Roma

Mentre sono terminate le manutenzioni ad alcuni impianti TMB e al termovalorizzatore di Acea con Ama che potrà portare più rifiuti fuori Roma, in particolare agli impianti di trattamento di Saf ed Ecologia Viterbo, in città il Dipartimento Patrimonio - così rivela l'agenzia DIRE - è alla ricerca di un'area idonea ad ospitare un tritovagliatore (da noleggiare o acquistare) da 750 tonnellate al giorno.Una sorta di sostituzione del TMB Salario, l'impianto di Ama che trattava circa un quarto dei rifiuti della Capitale distrutto a dicembre da un incendio. 

Aree di trasbordo: attiva solo Saxa Rubra

Tra le aree di trasbordo, salutate dal Campidoglio come utili a rendere la raccolta più veloce ed efficiente, è stata attivata solo quella di Saxa Rubra dove "a regime" dovrebbero arrivare 300 tonnellate di rifiuti. 

Ancora in corso d'opera le altre sette previste dalla determina del direttore del Dipartimento Tutela Ambientale, Laura D'Aprile: Ponte Mammolo (IV Municipio), Piazzale Pino Pascali in zona Prenestino (V), un'area parcheggio in via Anagnina e un piazzale in via Schiavonetti (VII), Tor de' Cenci (IX), via Piolti De Bianchi poco sopra la Torrevecchia in XIII Municipio, via Vinci nei pressi del complesso del Santa Maria della Pietà nel XIV.

Due di queste saranno approntate da Ama utilizzando, come a Saxa Rubra, delle rampe che già sono state acquistate, mentre nelle altre cinque il trasferimento dell'immondizia (da spedire in impianti fuori Roma o fuori regione) avverrà direttamente da mezzo a mezzo. 

Tuttavia sette trasbordi su otto saranno utilizzati da Ama al bisogno soprattutto perchè a municipalizzata non ha ancora chiuso tutti i contratti con le aziende fuori città che dovrebbero ricevere i suoi rifiuti. 

I rifiuti di Roma verso Marche e Abruzzo

In questo senso, nei prossimi giorni, dalla Giunta del Lazio dovrebbe arrivare la delibera per la spedizione dei rifiuti nelle Marche (6.500 tonnellate al mese fino a dicembre) e si sta lavorando intensamente perchè la prossima settimana si giunga all'ok anche con l'Abruzzo per altre 10mila tonnellate circa fino a fine anno. 

Inoltre, mercoledì il CdA della municipalizzata ratificherà l'accordo con l'azienda Porcarelli (proprietaria di due tritovagliatori vicino al Tmb di Rocca Cencia) per inviare altre 36mila tonnellate di indifferenziato. 

Dunque  circa 66mila tonnellate di rifiuti non trattati con destinazione certa (anche se gli scarti dagli impianti di Marche e Abruzzo torneranno nella discarica di Colleferro) fino alla fine dell'anno.

Il 31 dicembre chiude Colleferro

Ma il sistema rimane fragile: il 31 dicembre chiude la discarica di Colleferro e la Capitale si ritroverà senza uno degli sbocchi fondamentali. Dal Campidoglio nessuna novità di rilievo nemmeno sui nuovi impianti da realizzare in relazione a quanto previsto dal Piano regionale sui rifiuti. 

"A Roma un sito di stoccaggio temporaneo" - la soluzione del Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa. Ma sul punto le vedute di Regione e Comune, nonostante l'asse giallo-rosso a livello nazionale, restano lontane. 
 

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