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Rifiuti, gli oli esausti si gettano al mercato: la raccolta parte in otto municipi

Il progetto era stato avviato nel Municipio V. Ass. Ziantoni (M5s): “Recupero evita contaminazione acque e alimenta filiera virtuosa”

La raccolta di oli usati si allarga ad otto municipi. Dopo la sperimentazione avviata a dicembre nel Municipio V, il progetto va a coprire altri territori di Roma Capitale.

I municipi dove fare la raccolta

Il nuovo pollo che Ama ha rotocsottoscritto con il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli esausti (CONOE) consentirà di estendere, in maniera capillare, la raccolta degli oli usati dai romani. Il cronoprogramma prevede di coinvolgere prima i municipi XIII, XV, XIV, VI, IX, XII, III e IV e, in una fase successiva, verranno coperti anche i territori amministrati dagli enti di prossimità restanti.

Perchè recuperare gli oli usati

 “Sarà direttamente AMA a curare la raccolta garantendo un ritorno, per tutti i cittadini, sia in termini economici che ambientali – ha spiegato l’assessora comunale ai rifiuti Katia Ziantoni – Ricordiamo, infatti che il recupero degli oli esausti evita il rischio di contaminazione delle acque che avverrebbe attraverso gli scarichi idrici e alimenta una filiera virtuosa destinata alla produzione di biocarburanti e glicerine per i saponi”.

Dove andare

Gli oli vegetali utilizzati in cucina potranno essere conferiti negli appositi contenitori collocati sul territorio, all’interno dei mercati rionali e, dove possibile, nelle sedi municipali. Gli enti di prossimità avranno una pagina dedicata al servizio all’interno della quale, con un “qr code”, sarà possibile geolocalizzare i punti dove effettuare la raccolta.

Perchè i mercati

Durante la sperimentazione in Municipio V le sedi prescelte erano state quelle delle scuole, dell’ente locale e dei mercati rionali. La decisione è poi ricaduta su questi ultimi “per l’importanza che rivestono nel tessuto sociale ed per su questi ultimi “per l’importanza che essi rivestono nel tessuto sociale ed economico, soprattutto in questo particolare periodo di pandemia” ha chiarito Ziantoni. In tal modo il  corretto conferimento dell'olio usato in cucina, diventa così un incentivo anche a fare la spesa al mercato. E viceversa. Ne beneficiano l'ambiente ed il commercio di prossimità.
 

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