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Roma riapre, ma i rifiuti di negozi e ristoranti restano a terra: è caos per le utenze non domestiche

La raccolta di tre lotti, quelli del centro, è stata internalizzata da Ama che però non ha nè mezzi nè uomini per sostenerla. E' allarme per la scadenza degli altri appalti

Scaduto l’appalto il servizio di raccolta delle utenze non domestiche di tre lotti, in particolare quelli del centro, è tornato ad Ama: ma il personale e i mezzi della Municipalizzata non bastano ad assicurare un servizio efficiente. Così proprio all’alba delle riaperture i rifiuti di negozi, ristoranti e locali, restano a terra. Lo sanno bene esercenti e ristoratori costretti a convivere con scenari disastrosi e odori nauseabondi. La raccolta è in tilt: “In alcuni casi non ci sono i cassonetti di fronte alle location e laddove sono installati non vengono ritirati per tempo. Tale disservizio - ha denunciato Claudio Pica, presidente di Fiepet Confesercenti di Roma e Lazio - oltre a creare danni al decoro in città, e d’immagine nel centro storico, provoca anche disagi ai ristoratori, in particolare per lo smaltimento dell’umido e del vetro, ai clienti e ai residenti". 

Utenze non domestiche: i rifiuti di negozi e ristoranti restano a terra

Numerose le segnalazioni da Parioli, Piazza Bologna e Nomentano dove, chiuso l’appalto con Sarim, “ristoranti, commercianti, bar e pub sono costretti a riversare per strada i rifiuti poiché nessuno li viene a raccogliere. Proprio ora che hanno cominciato a riaprire e tornare al proprio lavoro” - osserva l’assessore all’Ambiente del II Municipio, Rino Fabiano. “Nel nostro territorio è stato inviato un solo furgone compattatore utilizzato per la raccolta di cartone e non solo. Ma come è possibile garantire il servizio ordinario con queste condizioni?”. 

Gli appalti in scadenza: "Ama vuole comprimere costi del 50%"

Se lo chiedono anche i sindacati che definiscono la gestione del servizio porta a porta per le UND (Utenze Non Domestiche) “disastrosa”. Dopo i 150 licenziamenti dell’anno scorso, si teme per la sorte di altri lavoratori in appalto quando, a fine anno, tutti gli altri contratti con le società che oggi gestiscono il servizio scadranno. “L‘azienda intende comprimere i costi quasi del 50%. Sui 970 operai in appalto attuali, ci sarà una perdita occupazionale di 450 unità” - spiega a RomaToday Alessandro Russo, della Fp Cgil. 

“Tutto questo per la scelta dell’Azienda di reinternalizzare una parte del servizio per fare cassa. Internalizzazione che, ovviamente, avrà una diretta ricaduta sugli stessi operatori di AMA, in assenza di assunzioni sufficienti a riequilibrare il servizio. Non basta il piano assunzionale 2021, che a mala pena copre i pensionamenti degli ultimi due anni. Il rischio - avvertono i segretari generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio, Giancarlo Cenciarelli, Marino Masucci e Massimo Cicco -  è un peggioramento del servizio e, vista la volontà di disapplicare il contratto di settore, un impoverimento del lavoro senza precedenti”. 

“Ad oggi - aggiunge Russo - non c’è una soluzione per reggere il servizio e si rischia un’emorragia occupazionale. Il paradosso è creare disoccupazione su un lavoro che serve, necessario, e che così produrrà disservizi a tutta la città. Si facciano scorrere le graduatorie, l’azienda assuma” - l’esortazione del sindacalista. 

Ama si autoassolve, ma la diretta competenza della raccolta è sua

Ma Ama mette le mani avanti e, nonostante sia sua la competenza diretta sulla raccolta dei rifiuti, si autoassolve. In città la crisi è dovuta alla “mancanza relativa di sbocchi da parte di tutti gli impianti di cui AMA si serve all’interno della Regione Lazio e nel Centro Nord Italia, sia per la manutenzione ordinaria di alcuni impianti, nel corso dell’ultima settimana ha dovuto accusare evidenti criticità nella raccolta dei rifiuti in città” - ha scritto l’amministratore unico della Municipalizzata, Stefano Zaghis, ai vertici delle associazioni di imprese e commercianti. Nessun cenno all’appalto delle utenze non domestiche sulle cui criticità i sindacati avevano già lanciato l’allarme mesi fa. Grida rimaste inascoltate. 

La situazione è destinata a peggiorare. “Con la riduzione progressiva delle restrizioni fino alla revoca del coprifuoco, ci sarà un maggiore afflusso negli esercizi commerciali di tutta la città, torneranno progressivamente i turisti”, così ammette Zaghis, “nel corso del mese di giugno Ama, pur mettendo sul campo ogni sforzo possibile, potrebbe trovare maggiore difficoltà nella puntuale erogazione dei servizi di raccolta”. 

È emergenza rifiuti a Roma: Comune e Regione litigano, venerdì media il Governo. Intanto Ama si autoassolve 

Utenze non domestiche: interrogazione alla Sindaca

Intanto FdI ha presentato una interrogazione alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, per chiedere, in relazione al servizio di raccolta differenziata delle utenze non domestiche, “quali azioni intende avviare al fine di superare le criticità e per ottenere una maggiore efficacia in termini di livelli di qualità erogata relativamente al menzionato servizio visto che i commercianti, già fiaccati dalla crisi economica, continuano a pagare bollette salate per tale servizio”. 

“Fra l’altro, nella situazione attuale, che vede la città di Roma di nuovo con lo spettro dell’emergenza rifiuti, - ha scritto in una nota Francesco Figliomeni, consigliere di Fratelli d’Italia e vice presidente dell’Assemblea Capitolina - rimaniamo sconcertati dalla scelta del management di AMA di razionalizzare il servizio di raccolta differenziata delle utenze non domestiche, legittimando di fatto il conferimento dei rifiuti nei cassonetti stradali, destinati in realtà all’uso di chi abita nelle case, anche da parte di alcuni esercizi commerciali che si trovano in quartieri serviti da questa modalità di raccolta. In questo modo, purtroppo, si contribuisce, senza alcuna colpa degli esercenti commerciali che peraltro rischiano anche delle sanzioni senza loro colpa, alla proliferazione di piccole discariche attorno ai cassonetti stradali. È giunto il momento che la società e la Giunta Raggi, invece di dare solo la colpa ai cittadini, come sovente accade, cerchino di porre in essere delle attività che evitino l’accumulo dei rifiuti in strada e si adoperino per la tutela della salute dei cittadini. Auspichiamo altresì delle azioni volte alla salvaguardia e alla tutela dei lavoratori onesti che, a seguito di queste scelte scellerate, sono a rischio e comunque devono essere messi in condizione di poter svolgere al meglio i loro compiti”.


 

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