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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Rifiuti, Marino cita Che Guevara e apre ai privati

Il primo cittadino questa mattina ha citato il rivoluzionario argentino per parlare dei cambiamenti in atto dentro Ama. Poi ha spiegato: "Non escludo di aprire a gara al privato la gestione della raccolta"

Ha citato Che Guevara questa mattina il sindaco Ignazio Marino nel corso della conferenza stampa di presentazione del sistema di tracciabilità dei mezzi Ama che si è tenuta presso la sede dell'azienda capitolina.  "Come scriveva Che Guevara ai suoi figli 'la più grande dote di un rivoluzionario è studiare', ed è quello che stiamo facendo nel Comune di Roma e oggi lo vedete in Ama: in questi anni abbiamo studiato molto ma anche messo in atto decisioni evidenti, qui sta cambiando tutto". Più che su futuri allineamenti politici, la citazione sembra voler trasmettere, con un'immagine simbolica e universale, i cambiamenti che secondo il primo cittadino sono in atto dentro l'azienda capitolina. Rivoluzionari appunto. 

Poco dopo però un'apertura che forse il rivoluzionario, e medico, argentino non avrebbe mai preso in considerazione: delegare ai privati il servizio di raccolta delle strade. Una sorta di piano 'B' per Marino che ha puntato il dito verso i dipendenti Ama: "Sono certo che i lavoratori dell'Ama, che sono grandi professionisti, sono perfettamente in grado di tenere pulita la città, ma se questo non dovesse accadere penseremo magari di percorrere altre strade, come accade a Londra, di aprire a gara al privato la gestione della raccolta dei rifiuti e dello spazzamento delle strade nei Municipi". 

La proposta suona come un aut aut per i dipendenti della municipalizzata chiamati in causa direttamente nelle responsabilità di un eventuale fallimento del miglioramento del servizio. Marino se ne rende conto, nega e cerca di spiegarsi meglio: "Non è una minaccia, ma un percorso che dobbiamo tenere a mente perchè é quello che succede anche nelle altre grandi capitali europee. A Londra tutti i bureau sono gestiti da privati, a Parigi il 60% dei distretti è al pubblico e il 40% al privato. Credo che noi ce la faremo così, con le nostre forze, ma non sono contrario a percorrere altre strade per migliorare la qualità della vita dei romani e delle romane". 

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