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Rifiuti, “no al ritorno dei cassonetti”: i dati su porta a porta e differenziata nei Municipi

Legambiente pubblica il dossier sulla raccolta dei rifiuti: "Dove si fa il Porta a porta si nota la differenza"

Quali sono i territori dove risulta più efficace la raccolta differenziata dei rifiuti? Risposta semplice: sono gli stessi in cui il conferimento avviene a livello di porta a porta.

Gli esempi da seguire

Prendendo come fonte l’Ama, Legambiente ha pubblicato le percentuali di raccolta dei rifiuti per ciascun municipio. Il territorio più virtuoso è quello del IX Municipio, nel quadrante sud della Capitale. Lì la quota di differenziata ha raggiunto il 69% mentre le frazioni gestite con i cassonetti a livello domiciliare, o condominiale, si attestano sull’87%. A stretto giro segue il limitrofo Municipio X che ha una percentuale di differenziata pari al 64,5% e che riesce a garantire il servizio pap al 70% dei propri abitanti.

Il municipio meno virtuoso

La maglia nera, nella raccolta differenziata romana, va invece al Municipio V, dove la quota di differenziata scende al 35,7%. Nel territorio governato dal presidente Giovanni Boccuzzi però non c’è un solo abitante che abbia la possibilità di conferire i rifiuti con la raccolta porta a porta. “Il ritorno dei cassonetti è una scelta sciagurata come le politiche per il ciclo dei rifiuti di questa Giunta e che riporta Roma indietro di 20 anni.  Nel disastro totale dei rifiuti a Roma, dove c’è porta a porta diffuso almeno si vedono risultati” ha commentato i dati Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.

Percentuale raccolta differenziata municipi-2

Bloccare il ritorno ai cassonetti

Per l'associazione del cigno verde, il ritorno dei cassonetti nelle strade che erano in precedenza state raggiunge dai bidoncini condominiale, rappresenta un regresso notevole. Quartieri come Settebagni e Colli Aniene, che tra l'altro fu il primo insieme a Decima a sperimentare il Pap nella Capitale, sono tornati ad avere i cassonetti. Ma per Legambiente questa scelta  di Ama è stata controproducente e non va estesa ad altri territori  perchè, una migliore qualità e quantità di rifiuti differenziati, si lega alla capacità di raccoglierli a livello condominiale o domiciliare. 

La strada da seguire

C'è poi un altro tema che si lega alla modalità di conferimento di rifiuti ed è quello che chiama in causa gli investimenti sugli impianti di cui deve dotarsi la Capitale.“La diffusione del Porta a Porta è l’unica che garantirebbe realmente la crescita della differenziata e con lei l’abbandono irrinunciabile di termovalorizzazione o discariche e l’avvio dell’economia circolare. Numeri alla mano, in tutte le città d’Italia possiamo trovarne la dimostrazione, e la troviamo anche nella Capitale: nel disastro totale dei rifiuti a Roma, dove c’è porta a porta diffuso almeno si vedono risultati. Bisogna mettere l’ambiente al centro, costruendo un’idea futura della Capitale, fatta anche di economia circolare e decoro - ha commentato Roberto Scacchi - oggi invece a Roma si continua a perseverare in errori madornali che la fanno marciare all’indietro nel tempo”.

Cassonetti e porta a porta (1)-2

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