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Rifiuti, ora il Lazio ha un'anagrafe pubblica: ecco a cosa servirà

Approvata nuova legge proposta dai Radicali in Consiglio regionale. L'assessore Valeriani: "Favorirà maggiore trasparenza su tutti i dati relativi al ciclo dei rifiuti nel Lazio"

Cassonetti stradali (immagine d'archivio)

Il Lazio ha un'Anagrafe pubblica dei rifiuti. Ieri il Consiglio regionale ha approvato con 23 voti a favore e 15 astenuti, la proposta di legge n. 80 del 27 novembre 2018, d'iniziativa del consigliere Alessandro Capriccioli (+Europa Radicali). Di cosa si tratta?

Lo scopo è quello di fornire tutte le informazioni che riguardano il ciclo dei rifiuti nel Lazio, "garantendo - ha spiegato Capriccioli nella sua relazione introduttiva - da un lato ai cittadini di esercitare in modo concreto il diritto di comprendere le scelte di chi li governa; dall'altro a chi li governa la possibilità di poter condividere con i cittadini le proprie scelte, in modo magari più convinto, in modo più consapevole, e dunque in modo più efficace". 

Cos'è l'Anagrafe pubblica dei rifiuti

La legge contiene una serie di dati e di prescrizioni che la Regione Lazio metterà sul proprio sito, relativi all'impiantistica di supporto alla raccolta differenziata e a quella indifferenziata e ai flussi che annualmente passano per gli impianti. Lo stesso vale anche per le discariche e per gli impianti di termovalorizzazione e gassificazione. Si prevede un elenco dettagliato di dati che dovranno essere pubblicati, compreso l'ammontare degli introiti derivanti dal tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi, la destinazione di tale fondo, le tariffe di accesso agli impianti di trattamento e di smaltimento, le autorizzazioni ambientali integrate in itinere e gli atti che riguardano i progetti che sono stati presentati e che sono in attesa di Valutazione d'impatto ambientale (Via), nonchè le autorizzazioni rilasciate dalla Regione Lazio per le attività in materia di spedizioni transfrontaliere, tutto nel rispetto della disciplina statale. Per l'applicazione della legge si utilizzano anche i dati contenuti nell'Osservatorio rifiuti sovraregionale (Orso) al quale la Regione Lazio ha aderito nel 2019.

La proposta di legge 80 è stata approvata con una serie di emendamenti della Giunta, "perchè - ha spiegato Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei rifiuti della Regione Lazio - è stata depositata nel 2018, poi la commissione competente ha licenziato il testo a febbraio del 2020, ma nel frattempo è intervenuta una modifica legislativa molto importante: il decreto 116 del settembre 2020 che ha un po' cambiato lo scenario di riferimento". Respinti invece numerosi emendamenti della consigliera Gaia Pernarella (M5s) la quale, in dichiarazione di voto, nell'annunciare l'astensione su un provvedimento considerato "senza infamia e senza lode", ha lamentato la mancanza di un confronto stimolante con l'Aula su questo tema.

"È stata approvata questa mattina la nostra proposta di legge sull'istituzione dell'Anagrafe pubblica dei rifiuti nella Regione Lazio: si tratta non soltanto di un importante strumento di informazione e di raccordo tra le istituzioni e i cittadini, ma soprattutto di un fondamentale elemento di conoscenza, e perciò di democrazia, nella nostra regione". Così in una nota Alessandro Capriccioli, consigliere regionale del Lazio di +Europa Radicali e Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani. 

"La legge prevede - spiegano Magi e Capriccioli - la creazione di una pagina sul sito della Regione Lazio chiamata, appunto, 'Anagrafe dei rifiuti', nella quale saranno pubblicati tutti i dati relativi al ciclo dei rifiuti, divisi per comuni e province: in particolare, nella pagina ci saranno le informazioni complete sull'impiantistica di supporto alla raccolta differenziata e a quella indifferenziata, sugli impianti di termovalorizzazione, sulle discariche, sulle tariffe di accesso agli impianti, sulle autorizzazioni in itinere, sui progetti presentati e sulle autorizzazioni rilasciate dalla Regione per le attività transfrontaliere. Tutto questo in modo dettagliato, per garantire una gestione trasparente del ciclo dei rifiuti, che impatta fortemente sulla vita dei cittadini: i quali da domani saranno finalmente messi nelle condizioni di conoscere per valutare in modo consapevole le scelte dei decisori politici".


 

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