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Rifiuti in via Splendore, Montespaccato. 01 luglio 2019

Rifiuti in via Splendore, Montespaccato. 01 luglio 2019

Rifiuti, in strada 300 tonnellate al giorno che nessuno prende. I sindacati: "Raggi decreti emergenza e Regione requisisca impianti"

Incontro tra Ama e rappresentanti dei lavoratori: si chiede di potenziare i turni di lavoro per tenere aperto Rocca Cencia h24, domenica compresa

"È un'emergenza che Roma rischia di portarsi dietro per tutta l'estate. E le istituzioni non la stanno trattando come tale". Per Natale Di Cola, segretario della Cgil Roma e Lazio, la crisi rifiuti romana rischia di peggiorare. È appena uscito da un incontro con i rappresentanti di Ama, che chiedono di rivedere le turnazioni di lavoro per tenere aperto l'impianto di Rocca Cencia h24 e anche la domenica. Ci racconta un quadro a tinte fosche, fatto con ogni probabilità di cassonetti maleodoranti e montagne di sacchetti sotto il sole ancora per parecchio. In strada si stanno accumulando a terra circa 300 tonnellate di rifiuti al giorno, su 2700 di tal quale prodotte, che la partecipata non sa dove stoccare. 

La caccia agli spazi disponibili è cominciata. "La Regione ha chiesto agli impianti Tmb del Lazio se ci sia o meno la disponibilità di aumentare il quantitativo di immondizia trattata dalla Capitale" spiega Di Cola. "La Rida Ambiente avrebbe posto, ma lo ha già detto più volte: mancano gli sbocchi finali in discarica". Dagli altri si attende una risposta, anche perché nel termovalorizzatore di Acea (tra le destinazioni finali dell'immondizia trattata) si sarebbe liberato spazio. Secondo Di Cola, però, non basta. "Se anche tutti gli operatori del Lazio prendessero più rifiuti non si andrebbe comunque oltre le 400 tonnellate totali, ma Ama ne sta lasciando a terra quotidianamente 300 da giorni, quindi quelli accumulati sono molti di più". Tradotto: "Con questo tipo di gestione siamo destinati a portarci dietro l'emergenza fino alla fine dell'estate". 

Rifiuti, tre anni di nulla firmato Raggi

Già, perché nel frattempo sembra sfumata anche l'opzione di potenziare il tritovagliatore mobile di Ostia: la società Hera che avrebbe poi dovuto smaltire in Emilia Romagna, avrebbe rispedito l'accordo al mittente. "Quello che posso tranquillamente dire è, bussino a qualcun altro" ha detto senza mezzi termini il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. 
E allora Ama ha chiesto intanto una proroga al sito di trasparenza di Ponte Malnome, in chiusura dal prossimo sabato, "fino a cessate esigenze". "Senza questa proroga - commenta ancora Di Cola - non ce la possiamo davvero fare". L'errore, per i sindacati, è a monte.

"Va dichiarata l'emergenza, e bisogna passare da una gestione ordinaria a una gestione straordinaria del problema". Cosa cambierebbe? "Che con lo stato d'emergenza gli spazi possono essere requisiti". Cioè che non si chiedono, si prendono e basta. "Si va da Colari, da Rida, da Acea e si impone lo smaltimento o il trattamento in funzione dello stato d'urgenza in cui versa Roma". Nel mentre i sindacati promettono "mobilitazioni eclatanti" se niente nelle prossime ore dovesse cambiare. 

Tutte le segnalazioni al giornale

Riassumendo: Roma soffoca tra i rifiuti e il quadro non accenna a migliorare. Con il no dell'Emilia Romagna, restano intanto due strade per non soccombere. Tenere ancora aperta la stazione di trasferenza di Ponte Malnome, e spingere Rocca Cencia h24, anche la domenica. Per la prima opzione è partita la richiesta da via Calderon de la Barca al Campidoglio. La seconda passa da una riorganizzazione dei turni di lavoro dei dipendenti. In parallelo si attende la risposta alla regione Lazio da parte degli impianti Tmb sparsi sul territorio. Che dovrebbe arrivare entro domani. 
 

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