Roma lercia, ancora secchioni in fiamme: si allarga la mappa dei roghi. La Asl: "Salute a rischio"

Continuano gli incendi ai cassonetti della raccolta. Raggi: "Appetiti criminali fiaccano azione Ama". E in Aula capitolina l'ennesimo no alla discarica a Pian dell'Olmo

Cassonetti in fiamme in via degli Ubertini (foto di Alessio L.)

Prenestino, Primavalle, Colli Portuensi nelle ultime 24 ore. Nel weekend Casal Bruciato, Garbatella, Tor Bella Monaca. La mappa dei cassonetti incendiati si allarga. E sta qui, per il momento, la vera allerta. L'immondizia che va in fumo e sprigiona sostanze tossiche nell'aria. Lo dice chiaramente Alessandra Brandimarte, del Servizio igiene e sanità pubblica dell'Asl Rm/1. Che guarda oltre gli episodi dolosi: con temperature oltre i 35 gradi, e picchi previsti intorno ai 40 nelle prossime ore, i rifiuti rischiano di prendere fuoco da soli dentro i cassonetti. 

"C'è sia il rischio di autocombustione, perché non si sa mai quale tipo di rifiuti sia presente nei cassonetti e se sia infiammabile, soprattutto con le altissime temperature di questi giorni" ha detto l'esperta all'AdnKronos. Senza contare poi "i gesti volontari da parte di una popolazione stanca e fortemente infastidita per l'abbondante presenza di rifiuti sulle strade". I fumi "sprigionerebbero sostanze molto tossiche per la salute dei romani".

Un quadro peggiore e "più pericoloso rispetto alla presenza di rifiuti organici sul manto stradale". La dirigente della Asl esclude a oggi la presenza di un rischio infettivo diretto, ridimensionando così l'allerta lanciata ieri dalla Regione Lazio che invitava i presidi territoriali dell'Azienda sanitaria locale a monitorare "possibili effetti sulla salute pubblica collegata al protrarsi della mancata raccolta dei rifiuti". Restano il degrado, la puzza che non dà tregua, i topi, le blatte, i gabbiani, la città stremata.

Perché al netto del tour de force di Ama e della strigliata di Raggi - "ora serve una pulizia straordinaria della città" - il quadro in strada non sembra migliorare. "Si può denunciare la sindaca per attentato alla salute pubblica?" scrive un membro del nuovo gruppo Facebook "Immondizia romana: documenta e denuncia la situazione delle strade". Ormai non passa giorno senza post con foto di strade ridotte a discariche. Dalla Balduina a Tor Sapienza, da Prati a Spinaceto l'emergenza immondizia non fa distinzioni tra centro e periferia. Gli abitanti non ne possono più e l'esasperazione fa il resto: "monnezza" in fiamme o in strada per protesta. 

E mentre la sindaca Virginia Raggi parla ancora di boicottaggio in relazione agli incendi dei secchioni e di "appetiti criminali" che "fiaccano deliberatamente la nostra azienda municipalizzata", rimane comunque il problema: il ciclo di smaltimento dei rifiuti della Capitale non ha sbocchi sufficienti e i sacchetti restano in strada, o sui mezzi che non sanno dove collocarli. L'impianto Tmb del Salario non esiste più, distrutto da un rogo a dicembre, i due di Malagrotta, di proprietà del Colari, lavorano a scartamento ridotto perché in manutenzione straordinaria fino a settembre, lasciando fuori 500 tonnellate di tal quale.

Ci si appoggia a impianti gemelli ubicati nelle province del Lazio, ma c'è chi ha ridotto il quantitativo accolto, vedi la Rida Ambiente di Aprilia che fino a fine luglio prenderà solo la metà dei rifiuti di Roma. Per la prossima settimana sono previsti interventi di manutenzione all'unico inceneritore della regione, di proprietà di Acea, a San Vittore nel Lazio, dove finiscono le balle del Tmb della Rida. La partecipata comunque assicura che "non ci saranno ripercussioni sul servizio". Al fragile equilibrio degli impianti si aggiungono le ordinarie criticità. Prima fra tutti: la quantità di camion e squaletti Ama che ogni giorno rimangono in rimessa, guasti. Secondo quanto apprende RomaToday, ieri il 50% era fermo. 
 
In strada i rifiuti che bruciano, nel Palazzo la polemica politica che infiamma, con l'amministrazione M5s nel mirino degli attacchi trasversali delle opposizioni. C'è Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, in un braccio di ferro costante con la sindaca proprio per la questione impianti. Il primo che ricorda a ogni dichiarazione che Roma deve dotarsi di strutture per lo smaltimento, la seconda che invece non vuole sentirne nemmeno parlare.

Di oggi una mozione in Aula capitolina votata dai soli pentastellati per ribadire la più che ferma contrarietà alla realizzazione di una discarica di servizio a Pian dell'Olmo. Ennesima frontiera di scontro. "Un atto irresponsabile" attacca il capogruppo del Pd capitolino Giulio Pelonzi. "Abbiamo pronto l'ennesimo esposto per la Procura - attacca Fabio Rampelli vicepresidente della Camera e deputato di Fdi - ma sarebbe piu' efficace che i due principali responsabili di questo disastro, Raggi e Zingaretti, si dimettessero per manifesta incapacità". E si aggiungono al coro anche i rappresentanti della Lega romana, Maurizio Politi capogruppo in Campidoglio e Flavia Cerquoni coordinatrice del partito romano: "La giunta Raggi e Zingaretti con i soliti approcci ideologi e il rimpallo delle responsabilità continuano ad affondare la Capitale". 

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