Emergenza rifiuti: "Miglioramenti da sabato". E il pd sfiducia Montanari

Il presidente Bagnacani rassicura i romani: "Situazione verso la normalità". E sul capitolo bilancio: "Approvazione a breve"

Ancora un paio di giorni e le strade dovrebbero tornare almeno dignitose. A placare le proteste dei romani pensa il presidente e ad di Ama Lorenzo Bagnacani, nel corso di una conferenza stampa: "Da sabato tutto dovrebbe tornare in una condizione di normalità". Nelle ultime 48 ore i secchioni si sono nuovamente riempiti all'inverosimile. Sacchetti a terra e pile infinite di cartoni e plastiche immortalati nelle foto denuncia di cittadini infuriati. 

Il fenomeno, secondo Bagnacani, è da imputare alla "risoluzione del contratto con la Coop 29 giugno" che si occupava della raccolta differenziata nelle utenze non domestiche. "Una situazione che si prolungava da un po' di tempo - ha spiegato - il servizio non era adeguato a quanto previsto dal contratto e negli ultimi tempi avevamo i servizi scoperti. Era una realtà che non stava più funzionando e la situazione di stava aggravando". 

Immondizia in strada perchè "i sistemi si contaminano pesantemente. Il 21 di ottobre partirà il nuovo servizio di raccolta differenziata delle utenze non domestiche e questo - ha aggiunto Bagnacani - comporterà a sua volta un migliore servizio anche sulla rete ordinaria liberando spazi e decori". Tornando invece alla condizione attuale della città "l'azienda nelle ultime 72 ore ha lavorato giorno e notte perchè abbiamo 174 servizi delle utenze non domestiche in capo alla cooperativa e in ogni servizio sono impiegati un mezzo con una squadra di due persone: non avevamo questi numeri di riserva. Abbiamo ripianificato un po' le nostre risorse e un po' coinvolgendo altre aziende col mutuo soccorso". 

Altra ragione del caos rifiuti: "Un aumento complessivo della produzione dei rifiuti di circa il 7/8%: una parte va sulla differenziata e un'altra sul rifiuto indifferenziato. Il tema non è che a Roma i rifiuti sono rimasti invariati ed è cambiata la proporzione tra indifferenziata e differenziata ma è aumentata la base complessiva dei rifiuti". 

Ma i problemi per l'azienda partecipata non finiscono qui. C'è il capitolo bilancio, ancora da approvare. Anche su questo, Bagnacani rassicura: "Sul bilancio di Ama siamo in un ritardo inconsueto ma sono stati fatti tanti approfondimenti, è un bilancio complicato che ha partite storiche. È stata fatta un'operazione di chiarezza, siamo nella fase finale e a breve il bilancio verrà approvato". Così il presidente di Ama, Lorenzo Bagnacani, durante una conferenza stampa. "Non c'è una mia delegittimazione, non ci sono contrasti con nessuno e non c'è alcuna ragione per pensare che ci siano contrasti" ha aggiunto. 

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Intanto il gruppo capitolino del Pd, con primo firmatario il capogruppo Giulio Pelonzi, ha presentato una mozione per chiedere alla sindaca Virginia Raggi di valutare la revoca delle deleghe all'assessora all'Ambiente, Pinuccia Montanari. "A oltre due anni di governo Raggi" ha spiegato la consigliera Valeria Baglio "la situazione del decoro e dei rifiuti della città è peggiorata. I cittadini sono esasperati, i cassonetti stracolmi, il porta a porta non funziona per mancanza di mezzi e personale, i bandi di gara vanno deserti. Nonostante ci raccontino la favoletta dei rifiuti zero la raccolta differenziata è ferma al palo. Siamo di fronte a un'azienda che era in ripresa e che doveva diventare un'industria capace di trarre ricchezza per la città è invece senza un piano industriale e soggetta a continui cambi al vertice" conclude la consigliera del gruppo Pd che sabato sarà in piazza per protestare al fianco del presidente del III municipio, Giovanni Caudo, per la chiusura dell'impianto Tmb di via Salaria. La mozione è stata firmata anche dai consiglieri Svetlana Celli, Davide Bordoni e Maurizio Politi. Anche la questione Malagrotta, ha aggiunto il capogruppo Pelonzi, "era stata risolta dalla precedente giunta Marino con la progettazione degli ecodistretti. Con l'arrivo del Movimento cinque stelle in Campidoglio è stato tutto bloccato e non è più stata elaborata alcuna progettazione". 
 

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