Rifiuti, si riaccende il toto discarica: pronti i progetti per Velletri e Magliano Romano

I due progetti sono stati presentati alla Regione Lazio per essere valutati. Polemizza l'ex sindaco Alemanno: "Avevo ragione io". Risponde la Regione: "Ci sono solo pervenute due proposte"

Il sito che dovrebbe ospitare la discarica (Foto Agenzia Dire)

Una nuova discarica a Velletri e un'altra a Magliano Romano. Si riaccendono le polemiche sul toto discarica dopo che lo scorso 29 luglio per la prima, 25 agosto per la seconda, sono stati presentati alla Regione Lazio due progetti per la realizzazione di due siti di smaltimento dei rifiuti. Per il paese dei Castelli Romani in una cava di pozzolana in esaurimento. Per il comune a nord di Roma in una discarica per rifiuti inerti di cui si è chiesta la riclassificazione per ospitare rifiuti speciali non pericolosi, cioè gli urbani.

LA POLEMICA - Al momento i due progetti rimangono due proposte presentate all'istituzione pubblica competente da due soggetti privati e non è nemmeno chiaro se l'intenzione sia quella di portare i rifiuti della Capitale. Eppure, in particolare per il caso di Velletri, si è riaccesa la polemica. “All'epoca dicevo che non era possibile piazzare una discarica o un inceneritore all'interno del comune di Roma” ha attaccato l'ex sindaco Gianni Alemanno. “Agli uffici della Regione è pervenuta solamente una proposta di un privato che vorrebbe realizzare alcuni impianti, anche di smaltimento” ha precisato la Regione Lazio in un comunicato stampa smentendo le parole dell'ex primo cittadino. La notizia non è piaciuta nemmeno alla politica locale: l'ipotesi è stata rigettata nettamente sindaco di Velletri, Fausto Servadio.

A VELLETRI UN 'POLO IMPIANTISTICO' - Nel centro dei Castelli Romani, sulla via Cisternense, l'intenzione è costituire una vera e propria cittadella dei rifiuti o, per dirla con le parole dei proponenti, "un polo impiantistico integrato per il trattamento, il recupero e la valorizzazione dei rifiuti non pericolosi" composto da un impianto di pre-trattamento e bioessiccazione dei rifiuti indifferenziati per 100mila tonnellate l'anno, uno di compostaggio con produzione di biogas e annesso impianto di stoccaggio e distribuzione per autotrazione da 40mila tonnellate l'anno (pari a 12mila tonnellate l'anno di compost e 4 milioni di metri cubi anno di biogas) e una discarica di servizio articolata in quattro lotti per 2 milioni di metri cubi, con il fondo che avrà una distanza minima dalla falda (nella sua massima escursione) di dieci metri.

IL PROGETTO - Il tutto in un'area di 18 ettari, 9 dei quali scavati, perché occupati da una ex cava di pozzolana e altrettanti in un'area sub-pianeggiante. Per i proponenti “non si individuano controindicazioni negli strumenti di programmazione e pianificazione vigenti con il progetto in essere”, "sull'area non gravano usi civici, complessivamente il territorio interessato dall'impianto” si legge sul progetto “si presenta caratterizzato da un paesaggio con estensioni agricole, sporadici nuclei abitativi e case sparse di derivazione agricola".

LA SOCIETA' – Come spiegato dall'agenzia Dire, il progetto è stato avanzato da una società costituita il 17 luglio (poco più di un mese prima della presentazione del progetto stesso) e attualmente inattiva, è la Ecoparco srl e tra i suoi due amministratori c'è una persona che si ritrovà coinvolta nel totodiscariche l'estate scorsa. Si tratta di Valter Ciaraffoni, rappresentante del gruppo Seipa a sua volta proprietario di alcune discariche per rifiuti inerti a Roma sud, tra cui quelle di via della Selvotta e di via Laurentina che un anno fa furono vagliate (e poi scartate) per ricevere i rifiuti trattati di Roma. L'altro socio è il progettista di Viterbo (che infatti ha firmato il progetto di questo polo) Marcello Bardini.

IL BOTTA E RISPOSTA – Alla notizia, la reazione dell'ex sindaco Alemanno: “All'epoca dicevo che non era possibile piazzare una discarica o un inceneritore all'interno del comune di Roma” ha affermato il consigliere comunale ai microfoni di Teleradiostereo. “Oggi l'amministrazione regionale indica una zona vicino Velletri come un luogo per piazzare una discarica: questo dimostra che avevamo ragione, nonostante avessi proposto Allumiere”. Immediata la smentita della Regione Lazio: “In merito alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere comunale Gianni Alemanno, il quale sostiene che la Regione Lazio avrebbe indicato una zona nei pressi di Velletri per realizzare una discarica, si precisa che si tratta di affermazioni assolutamente prive di fondamento. Agli uffici della Regione è pervenuta solamente la proposta di un privato che vorrebbe realizzare alcuni impianti, anche di smaltimento”.

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IL PROGETTO DI MAGLIANO ROMANO - Nella zona nord della provincia, invece, a Magliano Romano la società Idea 4 srl ha presentato a fine luglio una proposta per la riclassificazione di una discarica per inerti, autorizzata nel 2012, e accogliere così anche rifiuti urbani come gli scarti del trattamento dei tmb, la fos, e anche il cdr. A disposizione ci sono 826mila metri cubi. Pochi ma sempre utili alle esigenze dei comuni che via via hanno visto chiudere le proprie discariche, a partire da Roma.

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