Emergenza rifiuti, prove di pace tra Regione e Comune: si tratta sulla discarica

Riunione tecnica in Campidoglio a caccia di "una soluzione condivisa". Raggi cede sulla discarica, da individuare però dopo l'ok finale al piano rifiuti, e la Regione molla l'ipotesi del commissario

Virginia Raggi e Nicola Zingaretti

La sindaca accetta il dialogo e si siede al tavolo della trattativa. D'altra parte la Pisana cede sull'ordinanza e l'ipotesi commissario sembra sfumare. Così, sull'emergenza rifiuti e la scelta improrogabile di un sito, o più siti, dove smaltirli, la strada tra Comune e Regione è quella del confronto. 

Prove di pace a palazzo Senatorio

Di oggi una riunione tecnica in Campidoglio, con i due fronti istituzionali che parlano ufficialmente di "clima positivo" e "segnali di distensione". Presenti al tavolo Stefano Castiglione, capo di Gabinetto della sindaca (assente), il direttore dell'area Rifiuti di Roma Capitale, Laura D'Aprile, il capogruppo capitolino M5S Giuliano Pacetti, l'amministratore unico di Ama Stefano Zaghis, il capo di Gabinetto del presidente Zingaretti Albino Ruberti, il segretario generale della Regione Andrea Tardiola, l'assessore regionale ai Rifiuti Massimiliano Valeriani, e il direttore regionale dell'area Rifiuti Flaminia Tosini. 

Verso "una soluzione condivisa"

Si cerca "una soluzione condivisa sui rifiuti in vista della chiusura della discarica di Colleferro programmata per il prossimo 15 gennaio", come recita la nota stampa congiunta uscita in tarda serata al termine della riunione. Un segno di pace, che è ancora da capire in quali soluzioni reali si tradurrà, ma che certo evidenzia un aspetto: entrambe le parti stanno cedendo alle reciproche richieste. 

Da un lato Raggi, messa con le spalle al muro dai tempi stretti e dalle indicazioni arrivate non solo dalla Regione ma anche da Ama, dai suoi tecnici del dipartimento Ambiente e da una parte, seppur minoritaria, della sua stessa maggioranza, che ha scelto di metterci la faccia e deporre l'ascia di guerra, perché una discarica a Roma, è chiaro a tutti, andrà realizzata. In questo senso il tabù è stato ufficialmente superato e indietro non si torna.

L'ordinanza con ogni probabilità, a meno di sorprese, non verrà impugnata al Tar, come invece annunciato nei giorni scorsi. Altro segno di distensione. Ma, è il diktat che dal Campidoglio parrebbe irremovibile, l'individuazione passerà dal piano rifiuti regionale che verrà approvato in Consiglio non prima di fine febbraio. D'altro canto la Regione sembra aver ceduto sul punto, e congelato di fatto l'ipotesi di nominare un commissario per la scelta del sito, un tecnico terzo che avrebbe dovuto sostituire la parte politica. 

L'ipotesi Tragliatella

Quale sarà il sito prescelto? Un'area circola già da giorni, e la dà per già scelta al termine dell'incontro in Comune l'agenzia di stampa Dire. Si tratterebbe di un terreno di 30 ettari a Tragliatella, zona del XIV municipio sulla via Braccianese, al confine ovest della città. Sul punto il Comune in realtà frena e secondo quanto apprende RomaToday la decisione sarebbe tutt'altro che presa. In ogni caso la discarica non sarebbe pronta prima di un anno, fra tempi per l'esproprio, richiesta di autorizzazione, concessione del titolo autorizzativo e all'esercizio. Tocca quindi lavorare alle exit strategy. E qui il Campidoglio vuole dettare la linea. 

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Le exit strategy aspettando la discarica

Aspettando il piano rifiuti e la scelta del sito definitivo, serve individuare dei siti di stoccaggio temporaneo dell'immondizia raccolta, altrimenti l'emergenza sarebbe dietro l'angolo. Sempre secondo quanto si apprende dal Campidoglio la richiesta è che questi vengano scelti dalla Regione fuori dal territorio di Roma. Verranno affiancati dalla gara per l'invio dei rifiuti all'estero, alla quale Ama sta già lavorando, e in altre Regioni (Abruzzo, Marche e Sardegna su tutte). Prossimo aggiornamento nella seconda riunione tecnica in calendario, venerdì 20 dicembre. 

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