Rifiuti, la supplica di Cerroni a Gentiloni: "Roma è uno scempio, intervenga. Ecco le soluzioni"

Il patron del consorzio Colari: "Non si può restare inerti dinanzi a un simile spettacolo"

Messo a bada dalla stipula dello storico contratto con l'amministrazione, commissariato dal Prefetto e ignorato dai media. Tempi duri per Manlio Cerroni che lo scorso 19 ottobre, sul proprio sito, aveva pubblicato una lettera al Premier Paolo Gentiloni. Ignorato da tutti, ha oggi deciso di acquistare una pagina sul quotidiano Il Tempo e di pubblicare la sua supplica che da un lato è un attacco all'attuale situazione dei rifiuti in città, dall'altro una proposta per utilizzare i suoi impianti. 

"Presidente Gentiloni trovi il tempo di volgere il Suo sguardo autorevole a questa Roma che piange. La Città più bella del mondo, che il mondo ci invidia e che invece giace impotente invasa dai rifiuti", scrive Re Manlio. "Dall’Alpi alle Piramidi …per dirla ieri con il poeta e oggi con la stampa romana, che da tempo ne rappresenta “la grande bruttezza", dai Parioli al Tuscolano, da Prati alla Cassia, da Tiburtina a Corso Trieste. Ormai non c’è angolo di rione che si salvi dal degrado. Centro e periferia uniti da un’unica protesta, mai così vicine come in questo momento", aggiunge Cerroni sottolineando che si tratta di "uno scempio inaccettabile. Non si può restare inerti dinanzi a un simile spettacolo. Un’offesa alla nostra storia e al nostro passato".

Per risolvere il problema dei rifiuti a Roma, Cerroni propone di "tornare a rendere operativa per Roma la Stazione di Ricevimento e Tritovagliatura di Rocca Cencia e mandare in esercizio l’impianto di Guidonia, autorizzato e pronto dal 2016, per stabilizzare la frazione umida e preparare la frazione secca da trasferire negli impianti di valorizzazione energetica in Italia e all’Estero e la nostra Roma, che da una vita amo e servo, tornerà nel giro di 30-40 giorni pulita come merita".

"La supplico Presidente Gentiloni non consenta che questa inerzia, che arreca pregiudizi e danni economici ed ambientali alla collettività, distrugga ulteriormente l’immagine la storia e il patrimonio della nostra Città e, fatto ancora più grave, ingeneri nei Romani il senso della assuefazione al degrado cronico", prosegue Cerroni. "Lo faccia per la Sua e per la nostra Roma. Intervenga fermamente con la Sua autorevolezza su Roma Capitale e sulla Regione richiamandoli alla ragione", conclude. 

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