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Martedì, 27 Settembre 2022
Politica

Cerroni scrive ai candidati sindaco e indica “la soluzione”: ancora rifiuti a Malagrotta e Rocca Cencia

Dal gassificatore di Malagrotta alla discarica a Testa di Cane, ecco i suggerimenti del "re" di Malagrotta

Riattivazione del gassificatore di Malagrotta, un altro da fare eventualmente a Rocca Cencia vicino all’attuale Tmb da ammodernare, un sito capace di trattare tutto l'organico da raccolta differenziata della città, una discarica e un deposito residui innocui, in sostanza un altro impianto di smaltimento. E’ questa “la soluzione” alla ciclica crisi dei rifiuti di Roma suggerita ai candidati sindaco dall’imprenditore Manlio Cerroni, gestore per anni dell'ex discarica di Malagrotta. Per l’avvocato, si legge nel documento che l’agenzia Dire ha reso pubblico, si tratta di un "progetto di eccellenza in grado di risolvere definitivamente, in armonia con i tempi, il problema dei rifiuti”.

“A Roma serve oggi una soluzione, armonizzata con le recenti direttive europee sull'Economia circolare e con gli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica fissati dalla Commissione Europea per il periodo 2030-2050 e fatti propri anche dal Pnrr del Governo Draghi e del ministro Cingolani" - scrive Cerroni.

La riattivazione del gassificatore di Malagrotta

Andando nel dettaglio delle mosse da compiere per il patron di Malagrotta, la prima è la riattivazione della "linea dimostrativa del gassificatore di Malagrotta. Con il syngas derivato dalle 65.000 tonnellate/anno di cdr/css (??combustibile derivato da rifiuti/combustibile solido secondario) provenienti dal Tmb di Malagrotta si possono produrre oltre 55 milioni di mc di idrogeno equivalenti a 5.000 tonnellate di idrogeno o 25.000 tonnellate di metanolo. In questo modo si produce materia anziché energia in un impianto industriale dimostrativo già esistente nella Città delle Industrie Ambientali (cioé Malagrotta, ndr). L'impianto può diventare, in un arco di tempo tra gli 8 e i 12 mesi, - si legge nella lettera ai candidati - un modello industriale a disposizione della città di Roma, del governo nazionale, mi riferisco al ministero della Transizione Ecologica, e della stessa Unione Europea offrendo utili indicazioni sui costi-benefici di un percorso di sviluppo ben individuato in linea con gli obiettivi delineati proprio dall'Unione Europea in tema di decarbonizzazione e neutralità climatica per l'arco temporale 2030-2050 e utilizzando, occorrendo, anche le risorse messe in campo dal Green Deal prima e dal Recovery Plan oggi. Questo ultimo in particolare assegna all'idrogeno un ruolo primario nella transizione ecologica cui l'Europa dovrà tendere".

Inoltre "gli impianti già presenti a Malagrotta permettono l'implementazione delle altre due linee autorizzate, già fornite dei servizi necessari per trattare le 182.500 tonnellate/anno di cdr/css prodotte dai collegati impianti Tmb tutt'oggi operativi e triplicare la produzione dell'idrogeno e/o del metanolo". 

Il revamping degli impianti TMB di Rocca Cencia 

Secondo punto: "Revamping degli impianti di Rocca Cencia Tmb con eventuale annesso impianto di gassificazione del cdr/css per produrre idrogeno e/o metanolo qualora il gassificatore di Albano già autorizzato allo scopo non si realizzi". 

Terzo: impianto di valorizzazione dell'organico. “Un impianto che possa finalmente valorizzare al meglio tutto l'organico di Roma prodotto dalla raccolta differenziata, con la produzione di biometano per autotrazione in grado di alimentare progressivamente tutti i mezzi dell'Ama e dell'Atac, riducendo di oltre il 50% l'emissione di inquinanti in atmosfera, oltre che con la produzione di compost di qualità per l'agricoltura". Questo progetto "dispone già nel territorio di Roma di un sito particolarmente idoneo e dell'adesione dell'Istituto Tecnico Agrario 'G. Garibaldi', che forma ogni anno 1.200 periti agrari" e "andrebbe integrato in parallelo anche con la responsabilità di organizzare e gestire la raccolta dell'organico presso l'utenza con speciali automezzi alimentati con il biometano prodotto dallo stesso impianto, secondo un modello produttivo già sperimentato dall'Ama con 12 automezzi e presentato a Roma il 12 giugno 1997 in un Convegno Europeo voluto e presieduto dal sindaco Rutelli e promosso da Iveco (Fiat) di concerto con l'Ama". 

La gestione dei rifiuti di Roma con “azionariato popolare”

Secondo Cerroni questa proposta "di interesse pubblico dovrebbe essere aperto a un soggetto, a controllo pubblico e a gestione privata, con formule di azionariato popolare a partecipazione diffusa dei cittadini, all'insegna della più totale trasparenza". 

Cerroni vuole smaltire i rifiuti nella Malagrotta 3

Il quarto punto de 'La soluzione', così Cerroni ha chiamato il suo documento, prevede "la razionalizzazione e valorizzazione della Raccolta Differenziata (Tmb2, cioé il secondo Tmb di Malagrotta, ndr)" e infine il "Deposito Residui Innocui (D.R.In) - Oltre la discarica, realizzare il D.R.In con un primo lotto da 100.000 metri cubi in un sito idoneo che, una volta esaurito, verrebbe ricoperto, piantumato e trasformato in bosco e così via via per ricevere, controllandoli, i residui comunque inutilizzabili derivati dagli impianti di lavorazione, in percentuale inferiore al 10% dei rifiuti conferiti, nel rispetto della normativa europea sull'economia circolare". 

Un lotto da 100mila metri cubi è già allestito, così ha fatto sapere Cerroni, nella cava di Testa di Cane: sostanzialmente una propaggine della discarica chiusa nel 2013. La ‘Malagrotta 3’, sfumata l’ipotesi della discarica di Roma a Monte Carnevale, contro la quale si sono già schierati comitati e cittadini della Valle Galeria. Si perchè il sito in questione è adiacente al parco pubblico denominato "bosco di Massimina", è distante solo 250 metri dalle prime costruzioni e meno di 400 dalle residenze del quartiere Massimina-Casal Lumbroso. 

Rifiuti, spunta l’ipotesi ‘Malagrotta 3’

I rifiuti di Roma ad Albano: proteste ai Castelli

Intanto, in attesa che Roma diventi autosufficiente nel trattamento e nello smaltimento dei suoi scarti, i rifiuti della Capitale sono arrivati nella discarica di Albano. Quella “fatta riaprire” dalla sindaca Virginia Raggi per liberare le strade dall’immondizia e avere uno sbocco certo. In due giorni hanno varcato i cancelli del sito in località Roncigliano 11 camion da 25 tonnellate ciascuno. I Castelli sono sul piede di guerra: "Continuiamo a fare pressioni, a mantenere alta l'attenzione su questa brutta vicenda e saremo al fianco dei nostri concittadini che continuano il sit-in di protesta contro questa che consideriamo una profonda ferita, difficile da rimarginare" - ha scritto su facebook il sindaco di Albano, Massimiliano Borelli. Il primo cittadino del comune castellano, con una nota inviata anche a Regione, Arpa e Asl, ha sottolineato la preoccupazione per lo sversamento in discarica di rifiuti trattati provenienti da impianti di trattamento meccanico (Csa di Castelforte ed Ecosystem di Pomezia) che non effettuano la stabilizzazione della frazione organica.

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