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Il bilancio di Ama appeso alla maggioranza traballante del M5s

L'opposizione non si fida del piano di risanamento votato da Raggi. Difficile approvazione per maggioranza in bilico

Il rilancio di Ama ha imboccato un binario morto. Il piano di risanamento ed il piano industriale presentato dall’azienda, ed approvato dalla giunta Raggi, continua a non convicere l'opposizione. Il movimento 5 stelle, per farlo passare in Assemblea Capitolina, potrà contare solo sui propri numeri. Sempre più incerti.

Evitare ripercussioni sul bilancio

La delibera, già passata in Aula Giulio Cesare, era stata criticata dai gruppi di centrodestra e centrosinistra che ne hanno chiesto “l’asseverazione”: una certificazione da parte di revisori dei conti di Ama. Il timore che accomuna centrodestra e centrosinistra è che il risanamento dell'azienda possa infatti nascondere delle insidie. Possibilità da scongiurare per le ripercussioni che si andrebbero ad ingenerare sul bilancio capitolino. 

Ottenuta la sospensiva della delibera, che mira anche all’approvazione del bilancio 2017-2018-2019, i consiglieri si erano dati appuntamento alla commissione Ambiente e Bilancio del 23 marzo. Era stata appositamente convocata per dissipare i dubbi restanti e per tornare alla discussione della delibera in Aula. Ma l'attesa “asseverazione”, contrariamente alle aspettative, non è arrivata.

L’appello di Ama

Ai consiglieri, invece dell’ “asseverazione” dei revisori, è arrivato un invito. Anzi, “Un accorato appello” da Stefano Zaghis, amministratore unico di Ama, che si è rivolto direttamente ai consiglieri  per chiedere che “questa situazione sia risolta entro la settimana dal  momento che il tempo non è un fattore irrilevante”. Ne vale del futuro dell’azienda, è stato rimarcato, e delle migliaia di dipendenti che vi lavorano. Un invito che però l’opposizione, delusa dall'esito della commissione Ambiente e Bilancio, ha rispedito al mittente.

Anni di confusione

“La sospensiva era stata chiesta per avere l’asseverazione delle partite debitorie e creditorie tra Amministrazione capitolina ed Ama - ha spiegato il capogruppo di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo  - Ma la commissione non ha prodotto la documentazione. E quindi, per quanto ci riguarda, l’aula non dovrebbe tornare ad esaminare la delibera soprattutto per la confusione che ha caratterizzato la gestione dell’azienda dei rifiuti sotto la giunta Raggi”. Parole sottoscritte quasi alla lettera anche dal capogruppo del Partito democratico Antongiulio Pelonzi.

I dubbi del PD

“Il percorso travagliato, con il succedersi di assessori e manager che si sono scontrati perchè avevano diversità di vedute sul piano industriale e sul piano di risanamento di Ama, ha dimostrato che c'è una confusione enorme" ha ribadito Pelonzi. Le cinque commissioni congiunte (ambiente-bilancio) che si sono dedicate al tema, evidentemente, non sono servite a dissipare i dubbi. “Ora non vorrei che per ragioni di  campagna elettorale si arrivasse a chiudere in fretta questa partita”, ha aggiunto Pelonzi. Insomma, il Comune deve prendersi il tempo necessario perchè, senza la certificazione richiesta, le opposizioni non si fidano e “la delibera non può tornare in aula”.

Le intenzioni del Movimento 

Di parere diverso è invece il Movimento, intenzionato ad accogliere le richieste dell’amministratore unico di Ama. La delibera, secondo i pentastellati, potrebbe tornare in discussione perchè, è stato più volte rimarcato nel corso della commissione, l’asseverazione non è un atto necessario. Non è chiaro però quando l’Assemblea capitolina tornerà ad affrontare la questione, nè è chiaro quali voti il M5s conti di avere. Le dimissioni odierne della portavoce Gemma Guerrini, rendono gli equilibri capitolini estrememente incerti. In Aula Giulio Cesare siedono ora 24 consiglieri all’opposizione e 24 in maggioranza, più la Sindaca. 

Un rischioso banco di prova

L’approvazione della delibera che punta al risanamento di Ama, diventa quindi un banco di prova cruciale per l’amministrazione pentastellata. Da quello dipende il destino di chi lavora nell'azienda. Ma anche di chi opera nei suoi asset, su tutti il Centro Carni, il cui valore è crollato di oltre 100 milioni in 10 anni e su cui bisogna intervenire, in previsione di un necessario rilancio. Tante questioni da affrontare che pesano come macigni per una maggioranza che, nei numeri, è sempre più in difficoltà. L'invito a fare presto, da parte di Ama, potrebbe rivelarsi un boomerang. Prima i grillini devono rinserrare i ranghi. In caso contrario, la maggioranza potrebbe convincersi che è meglio non riprendere la discussione. Per la tenuta della maggioranza, potrebbe rivelarsi un passo falso.
 

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