I conti di Ama in commissione trasparenza: "Lo scontro con il Comune resta. Troppa incertezza"

Sulle linee di credito delle banche Bagnacani però assicura: "C'è il supporto del Campidoglio"

Immagine di repertorio

Un contenzioso che "resta aperto a tutto campo". E una risposta alle banche su cui resta "incertezza" e sulla quale "non sono state fornite esaustive assicurazioni". Al termine della commissione Trasparenza, convocata ieri per far luce sulla situazione finanziaria di Ama e sul braccio di ferro dell'azienda con Roma Capitale relativo ai 18 milioni di euro per i servizi cimiteriali, la "preoccupazione" dell'opposizione dem non è stata allontanata, si legge in una nota del presidente della commissione Marco Palumbo e la consigliera comunale Pd Valeria Baglio. All'appuntamento hanno preso parte il direttore generale di Roma Capitale, Franco Giampaoletti, il presidente di Ama, Lorenzo Bagnacani, e l'assessora all'Ambiente, Pinuccia Montanari. Assente invece l'assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti. 

Al centro del contendere tra Roma Capitale e Ama ci sono 60 milioni di euro complessivi, 18 milioni di euro di servizi cimiteriali e 42 per opere realizzate. Resta irrisolto lo scontro tra i due enti sul progetto di bilancio 2017 varato a marzo dal cda della partecipata ma non ancora approvato in Assemblea dei soci. 

I crediti vantati da Ama, ha spiegato Bagnacani, "nei successivi bilanci sono sempre stati approvati di anno in anno. Una parte è relativa al corrispettivo dei servizi resi di anno in anno, dove c'è un importo indicato a contratto e un articolo del contratto che specifica come questi importi debbano essere adeguati al volume dei servizi. Se guardiamo il trend dei servizi erogati da Ama negli ultimi anni, questi sono aumentati, e di questo abbiamo fornito la dovuta documentazione". Poi "c'è la seconda voce delle opere cimiteriali, cioé dei manufatti che sono stati realizzati nel tempo e anche su questo è stato fatto approfondimento molto dettagliato. Ama ha sempre rendicontato i servizi resi e le opere fatte".

"Sul contratto di servizio sia Ama che gli uffici stanno lavorando" ha fatto sapere Giampaoletti, "la scorsa settimana è partita un'ulteriore richiesta di sollecito dalla direzione rifiuti ad Ama per avere il piano industriale". Poi ha spiegato: "Ama ha consegnato le schede tecniche che sono una parte essenziale per la predisposizione del contratto (di servizi, ndr) e c'è stata una richiesta di integrazione delle informazioni contenute nelle schede da parte della direzione rifiuti". 

La questione legata al pegno che il Campidoglio deve sottoscrivere con le banche per garantire le nuove linee di credito ad Ama sembra però essere in via di risoluzione. Il presidente Bagnacani ha reso pubblica una lettera ricevuta la scorsa settimana dal dg di Roma Capitale che di fatto la risolve. "Con questo impegno esplicitato dal socio non ci sono più dubbi sulla continuità aziendale e mette il socio a supporto dell'azienda. Questo sgombra il campo da tutte le preoccupazioni". Poi ha spiegato: "Ama ha un patrimonio di 288 milioni di cui 105 di riserve, quindi c'è un avanzo tra attivo e passivo talmente solido e robusto da fare fronte a situazioni eventuali di incertezza". 

Ora però serve un incontro Ama-Campidoglio-banche per ratificare le garanzie sulla continuità aziendale. "Visto che il supporto delle banche è datato fino al 10 dicembre e visto l'impegno dell'amministrazione è importante che Ama, le banche e Roma Capitale si siedano attorno a un tavolo nelle prossime ore per perfezionare sul piano formale che ci possa essere questa continuità di supporto". In questo senso, rassicurazioni sono arrivate anche da Giampaoletti, pure lui presenti in commissione Trasparenza: "C'è una proposta di incontro da parte nostra, una disponibilità via mail dalle banche e velocemente parleremo di queste cose. Non stiamo parlando di un'azienda che ha un rapporto tra costi e ricavi fuori squadro". 

Nel frattempo si va avanti con la due diligence sui conti della municipalizzata. Lo ha spiegato l'assessora Montanari: "Abbiamo sempre evidenziato la necessità di una due diligence importante per fare una necessaria chiarezza e anche l'ultima documentazione che ha mandato Ama mette in evidenza una serie di problematiche che vanno analizzate dal punto di vista tecnico" le sue parole. "C'è un problema di interpretazione del contratto di servizio. La nota del dottor Mori faceva riferimento alla necessità di dare una diversa interpretazione del contratto e una modalità diversa di rapporto tra erogazione dei ricavi e un riequilibrio del rapporto costi-ricavi da parte di Roma Capitale". 

Critici i consiglieri dem: "Pur apprezzando la presenza in commissione dell'assessore Montanari e del presidente di Ama Lorenzo Bagnacani, non possiamo non stigmatizzare l'assenza dell'assessore Lemmetti che- con la scusa di un 'fraintendimento' nella convocazione- ha dato forfait a tutti i presenti" continua la nota. "Nel corso della seduta tanto Giampaoletti quanto Bagnacani hanno confermato che il contenzioso relativo ai 18 milioni è ancora in essere. E su questo fronte, il punto di vista del direttore generale è chiaro: o l'Ama accetta le condizioni del Campidoglio eliminando quel credito oppure il Bilancio 2017 non sarà approvato".

Poi l'allarme: "Per ammissione dello stesso Bagnacani, il Piano industriale dell'Ama non sarà approvato fino al via libera del Bilancio, e quindi alla risoluzione del contenzioso, con ovvie conseguenze sulla programmazione di un'azienda che negli ultimi anni non ha saputo dare risposte concrete sul fronte della raccolta di rifiuti".

"Avevo richiesto la convocazione di questa Commissione per cercare di fare chiarezza, ma la distanza tra Ama e Campidoglio continua" Lista Civica Roma Torna Roma, Svetlana Celli. "Il dissidio su questi fondi, se non pagati, porterebbe i conti di Ama in rosso, per volere del socio unico di Ama, cioè del Campidoglio. Ho espresso questa preoccupazione in Commissione, per gli effetti sui servizi alla città di pulizia e raccolta rifiuti". 

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