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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica

Riserve naturali, il Comune non raccoglie i rifiuti: “Nel rimpallo di competenze restano lì per anni”

Nelle riserve gestite da RomaNatura i rifiuti non vengono rimossi. Marco Palumbo (PD) “Basta scaricabarile, serve serio confronto”

Divani, reti ortopediche, calcinacci. L’abbandono indiscriminato di rifiuti, a Roma, non costituisce solamente un problema di degrado urbano.  Rappresenta anche una minaccia per la biodiversità. A soffrire del comportamento incivile degli “zozzoni” sono infatti anche le riserve naturali. Con l’aggravante che lì i rifiuti restano per tempo immemorabile. Perchè, banalmente, a livello amministrativo non è chiaro chi dovrebbe assumersi la responsabilità di rimuoverli.

I rifiuti: una minaccia per le riserve naturali

“Noi abbiamo due ordini di problemi. Il primo riguarda la presenza di piccoli rifiuti, quelli prodotti dai cestini, che Ama non passa a raccogliere. Stiamo valutando infatti di concentrarli sui bordi delle nostre aree, nella speranza che così facendo possano venire svuotati” ha spiegato Maurizio Gubbiotti, presidente di RomaNatura.  L’altro problema riguarda le discariche a cielo aperto. “La presenza dei rifiuti rappresenta la minaccia più importante che le nostre riserve devono fronteggiare. Come Ente segnaliamo costantemente la presenza di queste discariche ai proprietari dei terreni che, nella maggior parte dei casi, sono di Roma Capitale. Ma non riusciamo ad ottenere nulla” ha lamentato Gubbiotti.

I compiti di Roma Natura

Sono 9 le riserve naturali, due i parchi e cinque i monumenti naturali che l’ente regionale è chiamato a gestire. Ed ognuno di questi deve fronteggiare il fenomeno degli scaricatori e della mancata rimozione dei rifiuti. “Noi dobbiamo occuparci della gestione e la nostra vigilanza è limitata ai controlli che possiamo eseguire sui vincoli, al rilascio delle autorizzazioni ambientali” ha ribadito il presidente di Roma Natura. L’ente, ha quindi spiegato Gubbiotti, non ha il compito nè la possibilità di eliminare i rifiuti che, nei 18mila ettari che gestisce, vengono troppo frequentemente abbandonati.

RomaNatura ed il Comune

Chi deve rimuovere quindi i sacchetti di plastica, i divani ed i calcinacci che invadono le riserve? Il tema è stato affrontato nel corso della commissione Trasparenza che si è svolta l’8 gennaio. “Lo Statuto di Roma Natura specifica che questo organismo deve gestire la valorizzazione e la tutela dei vincoli ambientali delle sue aree. I rifiuti vanno rimossi dai singoli proprietari, dunque soprattutto dal Comune. Però - ha osservato il democratico Marco Palumbo, presidente della commissione - il Campidoglio, riferendosi al Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti, definisce le riserve come aree esterne alla competenza di Roma Capitale”. 

La necessità del confronto

Il risultato? “Nel rimpallo di competenze i rifiuti abbandonati nei polmoni verdi restano per anni ed i municipi sono i soli che, con le poche risorse a disposizione, provano a fronteggiare un compito più grande di loro” ha sintetizzato Palumbo. Cosa fare? Per il presidente della commissione Trasparenza e per Francesco Pieroni, l’assessore ai lavori pubblici del  Municipio III, occorre mettere Regione, RomaNatura e Comune attorno ad un tavolo. Serve avviare, secondo i due democratici,  “un serio di confronto per cercare soluzioni definitive”. Perchè “continuare questo stucchevole scaricabarile” hanno sottolineato i due, finisce per “degradare il nostro patrimonio ambientale”. Ma per riuscirci occorre anche incontrare la disponibilità degli interlocutori. “Noi siamo disposti a confrontarci ed abbiamo delle proposte da fare”ha rimarcato il presidente di RomaNatura. Al Campidoglio ed alla Regione spetta ora il compito di raccogliere l'invito.

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