Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Emergenza rifiuti, entro il 14 luglio l'ordinanza di Raggi per riaprire discarica di Albano

Sempre il 14 luglio sarà presentata la mappa delle aree bianche. Al tavolo al Ministero la Città Metropolitana avrebbe confermato che all'interno del Comune di Roma non esistono siti idonei

Si è concluso con l'ennesimo nulla di fatto il tavolo sull'emergenza rifiuti convocato al Ministero della Transizione Ecologica. Come annunciato dal ministro Roberto Cingolani, ieri è stata confermata nel corso della riunione la necessità di un'ulteriore settimana di tempo per completare la predisposizione della cartografia dei siti idonei ad accogliere una discarica. 

Giorno chiave per avere soluzioni di lungo termine sarà il 14 luglio, data della prossima riunione. Entro quella data, secondo quanto si apprende, dovrebbe essere pronta la cartografia delle aree bianche alla quale sta lavorando la Città Metropolitana. Un lavoro svolto dalla parte tecnica che sta esaminando tutta la documentazione. Al tavolo sarebbe emerso che all'interno del Comune di Roma non esistono siti idonei e quindi la discarica da indicare dovrebbe ricadere per forza di cose in provincia di Roma. Si tratta comunque di indiscrezioni, non confermate a RomaToday da tutte le fonti presenti al tavolo. 

Sempre il 14 al tavolo si dovrebbe arrivare con l'ordinanza della Città Metropolitana per riaprire la discarica di Albano. Annunciata da Raggi come imminente lo scorso 28 giugno, con l'avvocatura dell'ex provincia perplessa, ma forte del parere del ministero, l'ordinanza sarebbe ora in dirittura di arrivo, con tutti gli atti in corso di predisposizione. 

La spregiudicata narrazione di Virginia Raggi sull'emergenza rifiuti

Alla riunione si è arrivati con le dichiarazioni del Ministro Cingolani che il giorno prima avevano provocato nervosismo sia in Comune che in Regione. Il ministro aveva parlato della richiesta di rinvio da parte del Comune per l'indicazione del sito. Contemporaneamente aveva chiesto alla Regione Lazio la revisione del piano rifiuti. Nel primo caso a innervorsire il M5s era stato il lapsus del responsabile della transizione economica che, aveva indicato nel Comune di Roma l'ente che ha richiesto il rinvio. Un rinvio in realtà richiesto dalla città metropolitana per la presentazione non del sito (come detto dal ministro Cingolani), ma della cartografia delle aree bianche. Una confusione con annessa richiesta del Campidoglio di rivedere l'errore. Richiesta respinta dal ministro, quantomeno sotto forma di una nota ufficiale, con annessa irritazione dei pentastellati in Campidoglio.

Cingolani nella mattinata di oggi, 9 luglio, a Radio Capital ha spiegato: "C'è stata una settimana di proroga per l'identificazione dei siti e abbiamo chiesto alla Regione di adeguare il piano rifiuti: credo che nel breve termine recupereremo sulle discariche che possono essere in funzione ma quello che è importante è dare il prima possibile una soluzione di lungo termine, definitiva. Questo dovrebbe arrivare il 15 con l'identificazione dei siti. La responsabilità è degli enti locali, quello che posso fare io è cercare di mettere in moto la macchina e farli parlare affinché giungano a conclusione".

In Regione invece si vivono con preoccupazione i rinvii e gli annunci. Ferma è la posizione dell'ente regionale nel chiedere il rispetto della legge che indica chiaramente chi deve fare cosa. Si guarda a fine mese, quando scadrà l'ultimatum fissato dalle delibere regionali votate il 28 maggio e l'idea è che si arriverà al commissariamento, stante l'inerzia del Comune di Roma.

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