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Sciopero dei rider romani: "Non siamo schiavi, siamo lavoratori"

La manifestazione 'No delivery day' si è svolta nel pomeriggio di venerdì in piazza San Silvestro

Non siamo schiavi, siamo lavoratori”. Con questo slogan, i rider romani sono scesi in piazza per protestare contro le condizioni di lavoro e per chiedere maggiori garanzie. All’appuntamento in piazza San Silvestro nel pomeriggio di venerdì, anche gli operatori dello spettacolo, i facchini della logistica, gli autisti del trasporto pubblico locale e i lavoratori della scuola, per l’evento dal titolo ‘No delivery day’.

L’evento romano si è svolto contemporaneamente in 20 città italiane per chiedere l'immediata riapertura della negoziazione con Assodelivery. “Restano da discutere il protocollo di prevenzione anti-Covid su salute e sicurezza e il core della contrattazione su tutele e diritti” fanno sapere da Riders Union Roma. Le richieste dei lavoratori sono lo stralcio dell'accordo capestro siglato da Assodelivery e UGL e l'applicazione di un contratto collettivo nazionale che riconosca piene tutele e tutti i diritti della subordinazione (paga oraria, ferie, malattia, TFR, permessi, congedi parentali) favorendo ricongiungimenti familiari e il rinnovo del permesso di soggiorno, abolendo schiavitù e sfruttamento.

“Io resto autonomo”. È con questo slogan che l'Ugl rilancia quanto prevede il contratto nazionale sottoscritto con Assodelivery annunciando una manifestazione nazionale in difesa del lavoro autonomo per il 30 marzo a Roma.

"Il lavoro subordinato è pagato meno del reddito di cittadinanza - si legge in una nota - Potrebbe apparire insolito rifiutare un contratto subordinato, tuttavia il lavoro dei rider, nato per la consegna di cibo a domicilio, ha delle dinamiche e delle esigenze differenti. I Rider svolgono, infatti, una professione totalmente innovativa e in quanto tale non può essere ancorata alla rigidità di vecchi schemi contrattuali o a un rapporto di lavoro subordinato” ha spiegato Vincenzo Abbrescia, segretario nazionale Ugl Rider.

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