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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Un patto tra rider e Campidoglio: cosa si sta facendo per la sicurezza dei lavoratori del delivery

Campidoglio, sindacati e piattaforme lavorano al patto che dovrebbe salvaguardare i circa 6mila rider della città garantendo loro qualità e sicurezza del lavoro

La definizione di un protocollo che contenga regole virtuose sulla sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici; la corresponsabilità sulla manutenzione dei mezzi di lavoro, più che altro biciclette e motocicli; formazione ma anche una maggiore sicurezza delle strade, luogo di lavoro altamente complesso soprattutto in una città come Roma. Il Campidoglio e i sindacati, insieme alle piattaforme, lavorano al patto che dovrebbe salvaguardare i circa 6mila rider della città garantendo loro qualità e sicurezza del lavoro. 

Le richieste dei rider al Campidoglio

Dopo i presidi dei lavoratori del food delivery per chiedere alle istituzioni maggior attenzione alla loro categoria e più sicurezza stradale, Palazzo Senatorio ha convocato il primo incontro del tavolo sui rider. “Un grande risultato” - ha commentato la Filt Cgil di Roma e del Lazio. L'obiettivo è giungere ad un protocollo d'intesa che coinvolga tutti gli attori e indichi azioni concrete da intraprendere. “Un protocollo fatto non di semplice carta, ma di idee innovative e best practice concrete, per rimuovere o allontanare i rischi di infortunio, anche grave, per questa nuova professionalità di lavoro altamente esposta e isolata in assenza di un grande sforzo di rappresentanza collettiva. L'intesa - ha sottolineato il sindacato - serve per dare una risposta reale alle istanze dei rider e affiancato al progetto SOS rider (quello che trasforma le biblioteche comunali in pit stop per i ciclofattorini) trova loro un luogo di attenzione e di risoluzione delle loro sostanziali difficoltà lavorative, ricostruendone dignità e sicurezza”. 

Lavoro dipendente o autonomia: cosa cambia per i rider in città (e per la loro sicurezza)

Non solo il progetto SOS rider 

“Abbiamo avviato un percorso nel quale crediamo molto per promuovere la qualità e la sicurezza del lavoro in un settore in forte espansione nel quale emergono nuovi bisogni di protezione e tutela. Roma Capitale, attraverso iniziative specifiche come il progetto SOS RIDER che prevede la realizzazione di punti sosta presso le biblioteche comunali per fornire ristoro e riparo ai lavoratori e alle lavoratrici, è già impegnata a supportare una categoria di lavoratrici e lavoratori esposti a molteplici rischi. Ma non basta: è necessario esplorare nuove e ulteriori strade di impegno che coinvolgano tutti gli attori, a partire dalle piattaforme. Trasparenza, formazione, manutenzione dei mezzi e dispositivi di protezione, protagonismo dei lavoratori, saranno i cardini del lavoro che intendiamo portare avanti” - ha commentato a margine dell’incontro l'assessora alla Scuola, Formazione, Lavoro di Roma Capitale Claudia Pratelli.

"Entro tre anni riduzione decessi sulle strade del 20%"

“Le politiche sulla mobilità sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati: abbiamo bisogno di diminuire il traffico veicolare e promuovere la ciclabilità, ma anche fare un intervento volto alla sistemazione degli incroci pericolosi ed individuazione dei punti più critici, cosiddetti black point. Sono tutte azioni già avviate che - ha sottolineato l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè - si inseriscono nel solco del programma ‘Vision Zero’ e che ha l’obiettivo di ridurre entro 3 anni del 20% ed entro 10 anni del 50% il numero dei decessi e dei feriti gravi nelle strade. Tutto ciò ha un impatto importante anche per la sicurezza di migliaia di riders che lavorano sulle nostre strade. Oggi, con la condivisione di una strategia complessa, abbiamo mosso il primo, rilevantissimo passo. Andiamo avanti”.  “Bene il percorso intrapreso: rispetta la volontà dell'Aula di dare ristoro e garanzie a questa nuova categoria di lavoratori e lavoratrici. Roma - l’esortazione della commissione capitolina Lavoro - sia apripista di nuovi e innovativi interventi, anche con gli strumenti del sostegno pubblico-privato. Si proceda dunque ad un protocollo tra imprese, sindacati e ente locale per un piano di lavoro condiviso e all'altezza di una capitale europea”. 

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