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Respinto il ricorso dei centri anziani contro il nuovo regolamento: monta la protesta

Il Campidoglio si dichiara soddisfatto per la sentenza ma l’Associazione terza età annuncia un ricorso: “Pronti ad andare avanti nella battaglia legale”

Il giudice del Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da 49 associazioni di promozione sociale che, con la loro iniziativa legale, contestavano un nuovo regolamento: quello sui nuovi centri anziani.

Dai centri anziani alle case sociali 

Il passaggio dai vecchi centri anziani alle cosiddette “case sociali anziani del quartiere” è stato previsto da un regolamento che, proprio nell’ultima settimana, è entrato nella sua fase attuativa. In via Angelo Emo, alla presenza della minisindaca del municipio I, è stata infatti firmata la prima convenzione che consentirà ad un’Aps, appositamente costituita, di gestire per i prossimi tre anni gli spazi del vecchio centro anziani. Mentre avveniva il taglio del nastro, è arrivata la sentenza del giudice della seconda sezione del TAR. 

La soddisfazione del Campidoglio

“Il Tar Lazio ha rigettato, ritenendolo inammissibile, il ricorso contro il nuovo ‘Regolamento per le case sociali delle persone anziane e del quartiere’ approvato a maggio del 2023 dall’Assemblea capitolina. Viene confermata definitivamente la bontà della nostra scelta orientata a dare nuova linfa e a rafforzare l’azione e il ruolo di questi luoghi” ha ricordato Svetlana Celli, presidente dell’Aula Giulio Cesare “Accogliamo, dunque, con favore e soddisfazione la conclusione positiva di questa vicenda che permetterà alla nostra amministrazione di proseguire con determinazione nel rilancio degli ex centri anziani, ora Csaq”.

L'associazione Terza Età contesta la sentenza

Di tutt’altro segno le reazioni dei ricorrenti. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché le 49 associazioni, si legge nella sentenza, “non hanno depositato alcuna convenzione a dimostrazione del fatto che le stesse abbiano in gestione i centri anziani”. Ma è questo un punto che, i ricorrenti, stanno contestando. “Non siamo stati messi nelle condizioni, dal Comune, di poter sottoscrivere la convenzione perché alle nostre realtà non è stata inoltrata” ha spiegato Enzo Annichiarico, il presidente dell’ATE, l’associazione terza età, una realtà che raggruppa un’ottantina di presidenti dei centri anziani.

“Noi avevamo evidenziato che c’erano dei profili di illegittimità nel nuovo regolamento, perché in contrasto con la legge 117 del Terzo Settore, con la Costituzione e con delle leggi regionali. Questi nostri rilievi non sono però stati proprio presi in considerazione” ha fatto notare Annichiarico “perché ci è stato obiettato che non potevamo fornire prova del fatto che gestiamo dei centri anziani. Ma è la convenzione del comune, che ripeto non abbiamo ricevuto, l’atto che l’avrebbe dovuto fornire questa prova. Faremo comunque un nuovo ricorso, al Consiglio di Stato”.

Il prossimo impegno del comune

Se l’Associazione della terza età contesta la sentenza, il Campidoglio invece se ne rallegra. Celli, nel dichiarare di voler proseguire con il rilancio degli ex centri anziani ha promesso di voler “mettere in campo una politica reale a tutela dei diritti e di vicinanza e sostegno alle persone anziane della nostra città” anche  “con un costante dialogo e confronto che ci vedrà impegnati da settembre con la presentazione del regolamento nei Municipi e in tutte le Csaq”. La battaglia legale, però, non è terminata.
 

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